Ventotto punti in dieci giornate rappresentano un rendimento da grande squadra. Eppure non sono bastati. L'Ars et Labor ha vissuto domenica pomeriggio l'epilogo di una rincorsa esaltante e al tempo stesso amara: alle 17.21, con la conferma della vittoria del Mezzolara sul Sant'Agostino, è svanita definitivamente ogni speranza di sorpasso in cima alla classifica. I bolognesi hanno conquistato il titolo, i biancazzurri chiudono secondi. Ora il cammino prosegue attraverso i playoff: domenica, alle 16.30 allo stadio Mazza, arriva la Young Santarcangelo per il primo atto di una scalata che, nelle ambizioni ferraresi, dovrebbe spingersi fino a metà giugno e concludersi con la promozione in Serie D.

Se c'è un momento in cui cercare le ragioni della mancata vittoria del campionato, quello va individuato nei mesi invernali. Un periodo definito senza mezzi termini disastroso, segnato da una gestione tecnica che ha sollevato più di qualche interrogativo. La società ha insistito a lungo su una scommessa in panchina rivelatasi controproducente, e il prezzo pagato è stato pesante: dieci pareggi in campionato, un numero che stride con i soli sei della formazione che alla fine ha alzato il trofeo. Quel processo è già stato istruito e ha emesso la propria sentenza. Ora è archiviato.

Nel frattempo, allo stadio Mazza, si consumava una delle migliori prestazioni stagionali dei biancazzurri. Il Faenza, già proiettato verso i playout e privo di motivazioni offensive, si è presentato con l'obiettivo dichiarato di non farsi male, e l'Ars et Labor ha saputo approfittarne con lucidità e qualità.

Quasi seimila tifosi sugli spalti hanno animato il pomeriggio estense fin dalle primissime battute. Passano appena quattro minuti e il vantaggio è già realtà: Mazzali serve Carbonaro in sovrapposizione, il cross al centro trova Senigagliesi che brucia Gimelli e di piattone, al volo, firma l'1-0. La gara, di fatto, si chiude lì.

La squadra gestisce senza affanni, pur concedendo qualche momento di apprensione legato a uscite non sempre convincenti del portiere Luciani: all'ottavo minuto una presa alta incerta costringe Casella agli straordinari per rimediare. Nel corso della prima frazione si registra anche una potenziale svolta mancata: al 39' Senigagliesi guadagna l'area avversaria con una delle sue incursioni abituali, chiede un rigore che l'arbitro non concede, e nell'azione successiva Cozzari viene fermato da un'entrata da dietro quando stava preparando un tiro a botta sicura, ma anche in questo caso il direttore di gara lascia correre.

Nella ripresa la trama non cambia. Luciani va di nuovo in difficoltà su una punizione a campanile di Matteo Albonetti, ma Mazza salva la situazione. Piccioni si mette in proprio alla ricerca di un gol personale: prima colpisce il palo mirando all'angolino con un diagonale preciso come una stoccata da biliardo, poi non riesce ad agganciare l'assist di Senigagliesi. Esce tra gli applausi del pubblico di casa, consapevole del peso che potrebbe avere negli spareggi.

Il momento più spettacolare dell'intera giornata arriva al 78'. Prezzabile raccoglie palla nella propria trequarti, alza lo sguardo, vede il portiere avversario Zauli fuori dai pali e non ha esitazioni: tiro da circa sessanta metri che si insacca alle spalle del numero uno romagnolo. Un gol destinato a restare negli archivi del calcio dilettantistico ferrarese. La corsa sotto la curva è il sigillo naturale su un capolavoro tecnico e di audacia.

Nel frattempo, l'occhio di buona parte del Mazza era puntato sugli smartphone, alla ricerca di aggiornamenti dal campo del Mezzolara. Un palo e una traversa colpiti dai bolognesi già nei primi dieci minuti lasciavano presagire una giornata complicata per gli avversari diretti, ma la speranza ha resistito a lungo. A un certo punto, qualcuno ha aggiornato un sito specializzato con dati non verificati, scatenando un boato che si è propagato fino al centro della città. Era soltanto un'illusione: il risultato reale non lasciava spazio a interpretazioni, e la matematica ha fatto il resto.

L'Ars et Labor chiude dunque una stagione divisa in due tempi nettissimi: un girone di ritorno da grande squadra, preceduto da un girone d'andata che ha ipotecato negativamente il titolo. La Young Santarcangelo attende domenica al Mazza: calcio d'inizio alle 16.30, con i biancazzurri chiamati a trasformare il rimpianto in carburante per una rincorsa che ora percorre la strada dei playoff.

Sezione: Eccellenza / Data: Lun 04 maggio 2026 alle 00:30
Autore: Massimo Poerio
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