La semifinale playoff si avvicina e il Portici si prepara ad affrontare il Gladiator sul campo del Bisceglia di Aversa con la consapevolezza di chi ha ribaltato il corso di una stagione difficile. Undici risultati utili consecutivi — nove vittorie e due pareggi — hanno trasformato una squadra che faticava nella prima metà del campionato in una delle protagoniste della post-season, capace di non cedere mai sotto la gestione Coppola né al Gladiator né alla Caivanese.

Dall'altra parte, gli uomini di Farina arrivano alla sfida dopo aver occupato stabilmente le zone alte della classifica sin dalla decima giornata, mostrando una solidità difficile da mettere in discussione. Il confronto tra le due squadre promette dunque di essere equilibrato e combattuto.

Sul fronte degli indisponibili, il tecnico azzurro porta buone notizie: «Visciano e Letizia sono di nuovo disponibili e, dunque, arruolabili. Come avevamo previsto Esperimento non ce la farà». Ma la novità più attesa riguarda il ritorno di Antonio Jr. Vacca: «È tornato ad allenarsi martedì, ha smaltito un piccolo affaticamento, ma sarà a disposizione per il testa a testa col Gladiator». La settimana di lavoro è stata impostata nel segno del recupero fisico: «Abbiamo preservato la condizione fisica, dando più risalto alla parte preventiva e per conservarci al meglio in vista di domenica».

La filosofia di Coppola in fase di preparazione rimane invariata, indipendentemente dall'avversario: «È la mia mentalità, lavoro esclusivamente sul gruppo che alleno. È difficile che vada ad analizzare l'avversario, penso sia meglio lavorare sull'aumentare il ritmo partita e il migliorare le giocate. Punto a rafforzare caratteristiche e principi di gioco».

Riguardo all'andamento della gara, il tecnico non si aspetta un Gladiator attendista: «Affronteremo una formazione che se la giocherà a viso aperto. Avere il doppio risultato a favore può essere un vantaggio, ma è un'arma a doppio taglio. Gestire troppo può farti avvertire più pressioni. Credo che giocheranno con un baricentro più alto». Una lettura che esclude scenari di pura gestione e apre a una partita aperta, dove le scelte tattiche peseranno quanto le individualità.

In questo senso, Coppola segnala alcune variabili rispetto all'ultimo confronto già disputato tra le due squadre: «Dobbiamo essere bravi a tenere quanto più possibile il pallone, e a non forzare la giocata. Molto spesso la difficoltà viene da alcuni lanci lunghi ad appoggiarsi su Malafronte e Giorgio. Stavolta ci sarà anche Liguori, un brevilineo che può dare fastidio con la sua qualità. Rispetto all'ultimo confronto hanno calciatori bravi a tenere di più il pallone. Si giocheranno la gara senza fare barricate».

Il Portici tornerà al modulo che ha garantito i risultati migliori nel corso della stagione. Lo conferma lo stesso allenatore: «Ad Aversa torneremo col sistema di gioco che ci ha dato maggiormente risultati e certezze». Una scelta di continuità che riflette la fiducia nel lavoro svolto e nella risposta che il gruppo ha dato nelle ultime settimane.

Sul piano mentale, Coppola sottolinea il valore del possesso palla come strumento di controllo emotivo oltre che tattico: «Ho calciatori che hanno caratteristiche per tenere il possesso della palla. Non sempre in Eccellenza ci si assume la responsabilità di giocare, si è fatto un grande lavoro nel far capire ai ragazzi che tenendo la sfera si rischia di meno. È una questione di voler mentalizzare la squadra, in un campionato in cui questo non sempre avviene e può capitare si pensi che, per stare più sereni, serva allontanare la palla».

A chiudere la vigilia, la riflessione dell'allenatore sulla gestione della pressione in una partita di questa portata: «In settimana ci siamo confrontati con la squadra, ed io sono facilitato perché calciatori che vengono da altri campionati trasmettono serenità. Serve non sovraccaricare la squadra, così come non sottovalutare la posta in palio. Bisogna che ci sia equilibrio. Il Portici è una società ambiziosa ed è da queste partite che si capisce chi riesce a gestire situazioni di questo tipo. Ho lavorato tanto con i giovani, e ribadisco che non bisogna credere a chi dice che "non esiste la paura". La paura esiste ed accompagna prestazioni così perché si vive di queste gare. Ciò che bisogna fare è imparare a saperla gestire: è l'unico modo di crescere, per continuare ad essere calciatori anche in altre categorie».

Domenica, al Bisceglia di Aversa, si decide chi accede alla finale. Il Portici ci arriva con qualche certezza in più rispetto a settimane fa, e con un allenatore che ha trasformato la gestione emotiva in un vero e proprio strumento di lavoro.

Sezione: Eccellenza / Data: Sab 02 maggio 2026 alle 23:45
Autore: Francesco Vigliotti
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