La doppia sfida di Coppa Italia ha regalato indicazioni importanti in casa Messina, permettendo alla guida tecnica di ruotare ben diciassette elementi dell'organico. Un segnale di abbondanza e di qualità diffusa che l'allenatore biancoscudato Alfio Torrisi ha voluto sottolineare con forza al termine del match, evidenziando come ogni componente del gruppo sia chiamato a recitare un ruolo da protagonista.

Nel corso delle sue esternazioni, il trainer della formazione peloritana ha spiegato dettagliatamente le scelte tattiche adottate per la formazione iniziale e le varie variazioni apportate a gara in corso.

«Non c’è alcuna gerarchia. Ho provato dall’inizio Tanasa con Giunta, che avevano fatto cose egregie già nel precampionato. Il capitano a fine primo tempo ha avuto un fastidio muscolare, gli si è indurito l’adduttore e quindi abbiamo preferito non rischiare e sostituirlo con Zampa. Anche a lui vanno i complimenti per l’impatto, l’approccio e la personalità nel dettare i tempi di gioco», ha affermato l'allenatore del Messina Alfio Torrisi.

La gestione del gruppo ha compreso anche il monitoraggio delle condizioni fisiche degli elementi usciti acciaccati dal rettangolo di gioco, oltre alla scelta di premiare chi lavora duramente nel corso delle sedute settimanali a discapito dei debutti più attesi.

«Ha avuto un indurimento muscolare, non ha sentito tirare e quindi non è nulla di che. Gli ho detto che era inutile ritornare in campo nei tre minuti di recupero e quindi l’abbiamo preservato. Onestamente avevo inizialmente previsto l’ingresso in campo di Edoardo per dargli minutaggio ma Langone non aveva fatto ancora un minuto e l’ho premiato perché è un ragazzo che durante la settimana va forte, spinge, ha voglia di migliorare e giocare», ha precisato l'allenatore del Messina Alfio Torrisi commentando le situazioni relative a Palumbo e al difensore Blondett.

Il focus del condottiero dei siciliani si è poi spostato sull'aspetto caratteriale, un fattore ritenuto determinante per affrontare al meglio ogni singolo appuntamento ufficiale indipendentemente dal punteggio maturato nella gara d'andata.

«Non è facile giocare una partita di ritorno dopo che hai vinto 4-1 all’andata e trovare gli stimoli. Noi dobbiamo andare forte, non possiamo fare calcoli. Servono sempre cattiveria, ferocia, fame. Man mano alziamo sempre il livello. Dobbiamo provare a vincere sempre, tantissime volte ci riusciremo, pochissime forse no, però l’importante è che riusciamo a crearci questo Dna di una squadra che lotta», ha ribadito mister Alfio Torrisi.

A dare la misura dell'atteggiamento richiesto alla squadra sono state soprattutto le prestazioni di chi vanta un bagaglio d'esperienza superiore, elementi capaci di trasformarsi nel volano dell'intero spogliatoio.

«Dicevo in panchina ai miei collaboratori che vedere al 95’ Sarao in pressione è una grande soddisfazione: un giocatore della sua stazza, con i suoi trascorsi, che ancora corre mi fa sognare. Vanno premiati questi gesti: questo lavoro deve essere un incentivo per tutti», ha spiegato entusiasta il tecnico del Messina Alfio Torrisi.

Oltre alla tenuta mentale, l'analisi del mister ha toccato la crescita atletica e la risposta tattica data dai suoi uomini sul terreno di gioco, capaci di esercitare un'asfissiante pressione nella metà campo avversaria.

«Sicuramente i carichi di lavoro si fanno sentire, però io penso che tutto parte dalla mente e quando è predisposta al sacrificio riesce ad andare anche oltre i deficit fisici. Sono contento per tutto quello che ha provato a fare la squadra, non si può rimproverare nulla. Abbiamo avuto un tasso percentuale di recupero palla nella metà campo avversaria da brividi e abbiamo sempre riaggredito. Si sta plasmando un gruppo nuovo, che ha avuto tanta pazienza nel palleggiare», ha rimarcato ancora la guida tecnica del Messina Alfio Torrisi.

Il pensiero finale è andato all'imminente inizio del percorso in campionato, a partire dalla trasferta di Augusta, con la ferma convinzione di dover rappresentare con dignità e determinazione l'intera piazza.

«La strada è quella giusta ma il difficile è percorrerla con continuità e intensità, perché non ci possiamo permettere pause. Sappiamo cosa dobbiamo andare a fare in questa stagione. Hanno ben impresso in mente la responsabilità che abbiamo nei confronti di un popolo, di una proprietà e soprattutto di un club che ha una storia non indifferente. Quando va in campo la maglia biancoscudata va sudata e onorata», ha infine concluso l'allenatore del Messina Alfio Torrisi.

Sezione: Eccellenza / Data: Gio 10 settembre 2026 alle 13:00
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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