Un percorso di crescita che parte dalle giovanili sotto la Torre del Torrazzo, passa per tappe intermedie tra i cadetti e la terza serie, arricchite da traguardi come una finale playoff e il successo in Coppa Italia, per approdare infine al ritorno a Cremona. È il tragitto professionale di Yuri Rocchetti, giovane centrocampista della rosa grigiorossa, che nella giornata odierna si è confrontato con i giornalisti prendendo spunto proprio dal suo rientro in Lombardia, coinciso con la prima presenza dal primo minuto nell'ultimo turno di campionato.

Come riportato dai canali ufficiali del club, il calciatore ha innanzitutto ripercorso il proprio cammino lontano da Cremona, sottolineando il valore delle piazze che lo hanno ospitato in prestito. Sono state esperienze, a suo dire, decisive per la propria evoluzione, sia sotto il profilo squisitamente tecnico sia da un punto di vista caratteriale. Rocchetti ha dichiarato: "Sono tornato a Cremona più maturo, ho avuto la possibilità di approdare in piazze che mi hanno permesso di crescere tecnicamente e mentalmente: ora sono a completa disposizione della squadra e della società. Non ho un ruolo preferito, mia adatto alle situazioni in base alle necessità, posso agire in entrambe le posizioni e forse preferisco fare il quarto perché posso partire da dietro. Ma sono sempre a disposizione del mister e della squadra, anche perché è una fortuna avere intorno calciatori con una grandissima esperienza dai quali posso imparare".

Dalle sue parole emerge dunque un giocatore duttile, privo di preclusioni tattiche e pronto a mettersi al servizio dello spogliatoio, forte anche del confronto quotidiano con compagni di maggiore esperienza, considerati una risorsa preziosa per il proprio bagaglio calcistico.

Il centrocampista si è poi soffermato su un tema di stretta attualità in casa Cremonese, ossia il recente avvicendamento sulla panchina della squadra. Un argomento delicato, affrontato da Rocchetti con la franchezza di chi riconosce le responsabilità dell'intero gruppo di fronte a un avvio di stagione non all'altezza delle aspettative. Sull'esonero e sul cambio di guida tecnica, il giocatore si è così espresso: "Quando c'è un esonero bisogna guardarsi dentro e farsi un esame di coscienza, una piazza come Cremona non può permettersi certi cali visti nelle prime uscite. Io a Giampaolo devo molto, è stato per me importante dal punto di vista tattico, perché era maniacale. Mister Pecchia lavora di più sulle situazioni nella preparazione della gara, ma a prescindere da ciò la cosa fondamentale è che noi si vada forte".

Parole che testimoniano riconoscenza verso il tecnico che lo ha preceduto, capace a suo dire di trasmettergli una cura quasi ossessiva per i dettagli tattici, e al contempo aprono una finestra sul metodo di lavoro del nuovo allenatore, orientato maggiormente all'analisi delle singole situazioni di gara nella fase di preparazione. Al di là delle differenze di approccio tra le due gestioni, per Rocchetti resta prioritario un unico obiettivo: la prestazione della squadra sul campo.

Chiusura dedicata infine al prossimo impegno di campionato, che vedrà la Cremonese opposta al Cesena, formazione partita con il piede giusto in questo avvio di stagione. Il centrocampista ha analizzato così l'imminente confronto: "Il Cesena è partito nel modo giusto. Noi cercheremo di preparare la gara come le altre, andando forte in allenamento consapevoli delle nostre capacità. Dovremo fare la partita e lavorare per portarla a casa".

Un messaggio di fiducia e concentrazione, quello lanciato da Rocchetti alla vigilia di una sfida che la Cremonese affronterà con la volontà di dare continuità al proprio percorso, forte anche dell'apporto di un elemento che, dopo le esperienze maturate lontano da casa, appare pronto a ritagliarsi uno spazio da protagonista nel nuovo corso grigiorosso.

Sezione: Serie B / Data: Mer 09 settembre 2026 alle 22:45
Autore: Maria Lopez
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