Il Catanzaro riparte da basi totalmente nuove dopo una sessione di trattative estive complessa e ricca di ostacoli, come evidenziato dall’analisi tracciata dal direttore sportivo giallorosso, Ciro Polito, nel corso dell’intervento stampa convocato per fare il punto sulla rosa a disposizione.

Il dirigente del club calabrese ha voluto subito sgombrare il campo da qualsiasi equivoco o rimpianto legato al recente passato, invitando l’ambiente a voltare pagina in maniera definitiva: «Oggi è l’anno zero, non possiamo vivere di ricordi», ha esordito con decisione il ds Polito, mettendo in guardia la squadra e la piazza dopo la fine della scorsa stagione.

La partenza in campionato ha riservato subito un calendario in salita per la compagine giallorossa, chiamata ad affrontare tre trasferte consecutive in avvio: «Tre trasferte di fila con tanti giocatori nuovi non è facile», ha spiegato il direttore sportivo del Catanzaro, sottolineando le difficoltà logistiche e di assemblaggio del gruppo.

Non sono mancate stoccate polemiche nei confronti di chi non ha rispettato le aspettative o ha generato disagi organizzativi: «Tornare in casa dopo un mese e non avere ugualmente lo stadio vuol dire che ci sono stati degli errori, anche da parte di chi ha fatto promesse», ha tuonato Polito, aggiungendo subito dopo: «Comunque scuse ne non cerco, noi dobbiamo lavorare senza chiacchiere».

Analizzando le dinamiche economiche e operative della categoria cadetta, il dirigente ha evidenziato il divario di investimenti rispetto ad altre concorrenti: «È stato l’anno più difficile in cui operare, in Serie B sono aumentate le spese, l’Avellino su James Rodriguez dice tanto: noi cose del genere non possiamo permettersele».

Le trattative condotte durante la sessione estiva hanno riservato non pochi momenti di tensione con gli operatori di mercato: «Ho ricevuto tanti rifiuti e rotto i rapporti con diversi procuratori, ma sono soddisfatto di quello che ho fatto», ha confessato senza mezzi termini il direttore sportivo calabrese.

Il restyling dell’organico ha portato a un profondo rinnovamento numerico e qualitativo, puntando su elementi di prospettiva e di categoria: «Trenta giocatori, di cui 15 nuovi più due rientrati dai prestiti», ha elencato con precisione il ds Polito, precisando la composizione della rosa: «Sono abituato ad avere rose ampie, ma su 30 in tre vengono dalla D e uno è un 2008 della Primavera del Monza: se non riusciamo a gestire certe situazioni è meglio cambiare mestiere».

Nonostante gli addii di alcuni elementi chiave, la società si è mossa tempestivamente per trovare profili adeguati: «Il Catanzaro ha perso cinque titolari della scorsa stagione, ma per ogni uscita importante ho sempre preso un’alternativa importante», ha sottolineato il dirigente, citando i vari innesti: «Pittarello sostituito con Pecorino, Pontisso con Mosti, Ruggeri in difesa, Liberali con Pafundi, è arrivata gente con fame e voglia di rivalsa».

Il mercato ha visto anche la permanenza di calciatori considerati centrali nel progetto tecnico: «Brighenti? Uno come lui è insostituibile dovunque, ma c’era un discorso familiare per cui ci siamo dovuti adeguare», ha chiarito Polito, analizzando poi la tenuta del gruppo: «In ogni caso, i calciatori non sempre "fanno" le stagioni da soli, tante volte conta l’ambiente e se noi stiamo compatti ne verremo sicuramente fuori».

Sul fronte dei rimpianti legati ad alcune trattative sfumate nelle ultime ore, il direttore sportivo non si è nascosto: «Un rimpianto («Galazzi del Monza trattato un mese, alla fine ha preferito il Padova e ci sono rimasto male»), alcune delusioni («Forse solo a Pontisso non posso dire niente fra chi è andato via, a tutti abbiamo fatto proposte serie, anche a Pittarello, ma le persone non si possono tenere legate con le catene») in tre mesi vissuti col solito modo di essere».

La chiusura è stata dedicata alla mentalità da imprimere al gruppo e al proprio stile di gestione: «Sono ripartito come un kamikaze e mi sono preso dei rischi, però sono soddisfatto e il campo dirà se i nuovi sono all’altezza o meno di chi c’era», ha affermato con orgoglio il dirigente.

Infine, un passaggio sulle possibili sorprese e sui singoli pronti a dare il proprio contributo: «Possibili sorprese? Tchaouna, Reita e Cassa, sono sordisfatto e devono aiutarci», ha concluso il direttore sportivo del Catanzaro, soffermandosi infine sulla gestione quotidiana e sulla figura di Antonini: «Antonini? Mai messo in discussione, c’era un’offerta mostruosa che non si poteva rifiutare se non fosse scomparsa e per questo mi ero messo a cercare un altro».

Sezione: Serie B / Data: Mer 09 settembre 2026 alle 20:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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