L’esordio casalingo che ha visto la SPAL impattare sullo 0-0 contro il Futura Fornovo Medesano ha lasciato un pizzico di amaro in bocca all’ambiente estense, costringendo il tecnico dei biancazzurri, Carmine Parlato, a presentarsi davanti ai media per fare un punto dettagliato sulla prestazione offerta dai suoi ragazzi. Accomodatosi nella sala conferenze dell’impianto sportivo insieme al suo vice Gustavo Ferretti e al collaboratore tecnico Paolo Macchia, l’allenatore ha espresso profondo rammarico per il mancato successo, mantenendo tuttavia un’incrollabile convinzione in merito alla bonta del percorso intrapreso.
Analizzando la contesa sin dai momenti iniziali, il condottiero della compagine ferrarese ha espresso la propria visione sull'andamento tattico del match: «Abbiamo tenuto un'andatura adeguata per l'intera prima frazione di gioco, tuttavia nel momento chiave in cui cercavamo di scardinare il loro blocco difensivo è venuta a mancare la dovuta brillantezza nello stretto per riuscire a concretizzare. Con lo scorrere del tempo la foga è andata progressivamente ad aumentare: in diverse circostanze siamo cascati nell'errore di voler decidere la sfida individualmente attraverso la giocata personale, un aspetto su cui ero intervenuto subito per allertare i ragazzi. Va detto che le opportunità per sbloccarla le abbiamo pure create, sebbene non siano risultate nitidissime ad eccezione delle chances capitate a Ricci e Aliu. I primi venticinque minuti sono stati interpretati nel modo giusto, ma col passare dei minuti non siamo stati capaci di mantenere la medesima continuità nella manovra per continuare a creare grattacapi alla retroguardia avversaria».
Nel corso della ripresa il tecnico ha provato a ridisegnare la squadra attraverso alcune variazioni tattiche sul rettangolo di gioco: «Dopo l'intervallo abbiamo iniziato a notare alcuni aspetti: quando si inserisce il secondo terminale offensivo diventa inevitabile rinunciare a un determinato assetto di squadra. Abbiamo tentato soluzioni differenti, peraltro già collaudate la scorsa domenica, nella convinzione che la squadra riuscisse a rifornire le due punte con palloni più puliti; risulta evidente come occorra lavorarci su prima e ancora di più in questo momento, dal momento che disponiamo di attaccanti che necessitano di essere serviti in maniera migliore».
Il passaggio all'attacco a due vie ha inevitabilmente modificato il baricentro e la fluidità della manovra ferrarese: «C'è senz'altro da trovare maggiore affiatamento quando ci schieriamo con le due punte vicine; al contrario, quando eravamo disposti con i tre interpreti in mezzo al campo risultavamo decisamente più liberi di inventare, tanto è vero che le occasioni più importanti le abbiamo registrate nei primi quarantacinque minuti. Ciononostante, abbiamo forzato le giocate in fasi in cui non c'era alcuna necessità di accelerare, mentre quando bisognava dare velocità all'azione finivamo per rallentare il ritmo. Si tratta indubbiamente di un altro elemento cruciale su cui ci confronteremo con il gruppo».
L'analisi dell'allenatore della SPAL si è poi spostata sul contesto ambientale che ha fatto da cornice alla sfida, disputata nell'assenza dei sostenitori di casa: «Non ho intenzione di appigliarmi ad alcuna scusante, però va riconosciuto che oggi si respirava un'atmosfera del tutto simile a quella di un test amichevole. Resta il fatto che siamo professionisti e abbiamo l'obbligo di adattarci al contesto in cui siamo chiamati a giocare, compreso il campo neutro o a porte chiuse senza la presenza della nostra gente. Siamo ben consapevoli di quanto il nostro pubblico sappia trasmetterci e di come riesca ad incidere sul rendimento dei calciatori in campo, ma non intendo assolutamente usare questo pretesto per giustificare una prestazione meno brillante rispetto a quella fornita domenica scorsa».
In merito al livello di forma atletica e alla gestione delle energie da parte della rosa biancazzurra, il mister ha evidenziato la necessità di una crescita globale: «Guardando le singole peculiarità dei nostri elementi, è normale che qualcuno troverà la forma migliore e una gamba più brillante solo più avanti nel tempo. Ad ogni modo non dobbiamo prenderlo come un alibi: il nostro dovere è spingerci oltre il limite della stanchezza. È stato allestito un gruppo estremamente equilibrato in ogni reparto, dove ciascun componente si gioca il posto da titolare. Di conseguenza devono dimostrare la capacità di calarsi con ancora più concentrazione in questo contesto. Non dobbiamo commettere l'errore di avere smania di ottenere tutto e subito, altrimenti si ricade nella trappola di voler fare le cose di fretta, e la fretta è una cattiva consigliera. È stata una gara in cui i ragazzi hanno dato tutto sul piano dell'impegno, ma parallelamente la lucidità, la continuità e quella determinazione nel premere sull'acceleratore oggi sono venute meno in più di un giocatore. Sono episodi che nell'arco di una stagione possono capitare, lavoreremo sul campo per correggere anche questi dettagli».
Infine, Carmine Parlato ha indicato la rotta da seguire per la ripresa degli allenamenti in vista delle prossime uscite di campionato: «I principi tattici da sviluppare durante le sedute settimanali restano i medesimi: è chiaro che ognuno di noi desiderava conquistare l'intera posta in palio, ma il campo ha dato un esito diverso. Volevamo impostare una partita capace di portarci i tre punti e non ci siamo riusciti, ma già dalla ripresa degli allenamenti i ragazzi avranno ben chiari in mente gli aspetti su cui intervenire per migliorarsi».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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