Dopo un avvio di stagione al di sotto delle attese, la Cremonese si prepara a ritrovare lo stadio Zini. Sabato 24 ottobre, alle ore 15, i grigiorossi ospiteranno la Juve Stabia nell'ottavo turno del campionato di Serie BKT. Alla vigilia dell'incontro, l'allenatore Fabio Pecchia ha incontrato i giornalisti in conferenza stampa, affrontando i temi che accompagnano questa fase della stagione: gli infortuni, la scarsa concretezza sotto porta, il rapporto con la società e il malumore dell'ambiente.

Il tecnico ha aperto riconoscendo i meriti degli avversari, reduci da un successo nell'ultimo turno. Pecchia ha espresso apprezzamento per il lavoro del collega De Giorgio e ha delineato con chiarezza la chiave tattica del confronto: "vedo una squadra molto organizzata e abile nelle due fasi, che ha un’idea precisa di gioco". Da qui l'indicazione per i suoi: "dobbiamo affrontarla con un’intensità superiore alla loro".

Il discorso si è poi spostato sulla discontinuità mostrata dalla squadra nell'arco dei novanta minuti. L'allenatore ha richiamato le ultime uscite: ad Arezzo, ha ricordato, ritmo e intensità si erano mantenuti anche durante il periodo in inferiorità numerica, mentre contro il Pisa la gara era stata ben giocata da entrambe le formazioni prima di spezzarsi nel finale. Pecchia ha invitato a non lasciarsi condizionare dall'epilogo, sostenendo che il risultato possa incidere sul giudizio esterno ma non sulle sue valutazioni. L'obiettivo dichiarato è trasferire sull'intera durata dell'incontro la qualità espressa nei momenti migliori.

Ampio spazio è stato dedicato all'emergenza fisica che ha colpito il gruppo nelle ultime settimane. Pecchia, che ha ammesso di aver vissuto situazioni analoghe anche da calciatore, ha evitato di indicare una causa unica e ha parlato di una fase eccezionale: "stiamo vivendo una situazione straordinaria che rende tutto emergenziale e anche qualcosa di poco conto può interrompere il percorso dei giocatori". La linea indicata è quella della gestione paziente, evitando fretta nei recuperi e atteggiamenti vittimistici: "serve gestire tutto senza piangersi addosso". A Pisa, ha rimarcato, la squadra ha offerto una buona prestazione con gli uomini disponibili, e lo stesso approccio sarà richiesto contro la Juve Stabia.

Sul fronte della disponibilità degli elementi, il quadro è stato precisato dall'allenatore stesso. Per Stuckler il recupero c'è, ma il giocatore dovrà essere riportato gradualmente alla condizione ideale: "domani sarà con noi per respirare l’aria del giorno gara". Per Collocolo, la prudenza è dettata dal precedente recente: "ha vissuto due ricadute, siamo in una fase di gestione", pur in presenza di un fisico che Pecchia ha definito straripante. Out invece Bianchetti: "Bianchetti è uscito malconcio dalla partita con l’Arezzo e non ci sarà". Per gli altri infortunati, ha spiegato il tecnico, si è ormai in dirittura di arrivo.

Alla domanda su chi sarà il riferimento offensivo, Pecchia ha rimandato alle condizioni dei due attaccanti, entrambi reduci da piccoli problemi che ne avevano rallentato il percorso: "Bonazzoli è recuperato ma va gestito, così come Djuric". Pur essendo disponibili e avendo minutaggio nelle gambe, ha precisato, "pensare di buttarli nella mischia rischia di essere azzardato".

Il tecnico è tornato anche sulla scarsa vena realizzativa, individuando il limite nella mancanza di essenzialità. Contro il Pisa la squadra si è presentata molte volte in area alla ricerca del varco perfetto, mentre servirebbe un approccio più pratico: "Bisogna avere più praticità", ha affermato, invitando a essere efficaci "senza cercare la bellezza del gesto". Una partita, ha aggiunto, in cui sono state create diverse potenziali occasioni, anche se le parate del portiere sono state poche.

Interrogato sull'impiego dei giocatori in ruoli differenti dal suo arrivo, Pecchia ha citato l'esempio di Licina, spostato in zona centrale nell'ultima gara. La decisione, ha spiegato, nasce dalla necessità di tutelarlo: "Da venti giorni sta lavorando in condizione non naturale: il fatto che possa giocare è già un bene, bisogna proteggerlo e non stressarlo eccessivamente". La catena di sinistra del Pisa lo avrebbe costretto a un grande dispendio di energie in fase difensiva, da qui la scelta di una collocazione che gli garantisse maggiore lucidità. Nessuna volontà di stravolgere i ruoli, ha puntualizzato, ma la consapevolezza che la polivalenza dei calciatori rappresenti un vantaggio per la gestione della rosa.

Sul confronto con il club, il tecnico ha respinto l'idea di una frattura: "Non ci sono problemi, ma un momento che va gestito con lucidità e forza". Il dialogo con la dirigenza è, a suo dire, diretto e quotidiano, con un collegamento particolarmente stretto con il direttore sportivo e generale. La fiducia nel gruppo e nel lavoro svolto resta, nelle sue parole, il fondamento per superare il passaggio delicato.

Rispetto alla gara con il Pisa, ciò che più ha lasciato il segno nell'allenatore non è stato il finale, bensì l'inizio: "Quei primi minuti sono quelli che mi fanno più rabbia della partita, più del finale". Lo svantaggio maturato così presto ha imposto uno sforzo notevole, in una situazione che a suo avviso andava gestita diversamente. Nonostante ciò, la squadra ha reagito andando a pressare alto per cercare il pareggio, mentre il gol è nato da una seconda palla uscita con troppa facilità.

La sfida con la Juve Stabia apre un trittico di impegni ravvicinati, ma Pecchia ha respinto ogni ragionamento in prospettiva: "La partita più importante è quella di domani". Alla domanda se il calo nel corso dei novanta minuti abbia natura più mentale che fisica, il tecnico ha risposto che le difficoltà fanno parte del percorso di ogni squadra e che saperle gestire contribuisce alla costruzione dell'identità del gruppo.

Infine, il capitolo tifosi. L'allenatore ha preso atto del malcontento manifestato dall'ambiente per l'inizio di stagione: "Mi sembra legittimo da parte loro". Rivolgendosi al gruppo, composto anche da molti giovani, ha chiesto una crescita rapida dei più giovani e una maggiore assunzione di responsabilità da parte dei più esperti, assumendo per primo il peso delle aspettative. La conclusione è un appello alla reazione collettiva: "Dovremo dare una grande dimostrazione di forza, a prescindere dalla carta d’identità di chi scenderà in campo".

Sezione: Serie B / Data: Sab 24 ottobre 2026 alle 09:45
Autore: Luigi Redaelli
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