Le luci si abbassano, sul maxischermo scorrono le immagini di una storia calcistica fatta di campi in erba, bambini in tuta e passione autentica. In sottofondo, "La sera dei miracoli" di Lucio Dalla. È questo il momento in cui, sabato scorso all'Oratorio polivalente di Carpenedolo, prende forma qualcosa di inedito per il calcio dilettantistico bresciano.
La serata, intitolata "Uniti per crescere", ha radunato circa cinquecento persone — famiglie, bambini, sponsor, staff tecnici e una rappresentanza della tifoseria rossonera — per assistere all'annuncio ufficiale di Carpenedolo BSV Garda, una nuova realtà sportiva nata dall'unione del Football Club Carpenedolo con il BSV Garda, società che già raccoglieva le forze di Bedizzole, Sirmione e Vighenzi. A completare la struttura, il Consorzio Basso Garda, che comprende Nuvolento, San Carlo Rezzato e Union Colli Morenici.
Ad aprire la serata è stato il presidente Stefano Pedrini, che ha tenuto subito a precisare la natura dell'operazione. «Nasce così Carpenedolo BSV Garda, ma non è una fusione. È una sinergia, un progetto vero» ha esordito. «Di fusioni ce ne sono state tante nel calcio. Questo invece è un progetto nato da amicizia e sintonia, dove il settore giovanile dovrà trainare la prima squadra».
La distinzione non è semantica: Pedrini ha illustrato un'architettura sportiva strutturata, con le fondamenta poggiate sul vivaio e la vetta rappresentata da una prima squadra militante in Eccellenza, affiancata da una Juniores Regionale. I settori giovanili delle singole società manterranno la propria autonomia e il loro radicamento territoriale, coordinati dal Consorzio Basso Garda nel ruolo di sistema connettivo dell'intero progetto.
I numeri parlano da soli. «Abbiamo fatto svolgere ricerche in ambito nazionale: siamo uno dei tre progetti più importanti d'Italia, con 1800 tesserati» ha dichiarato Pedrini, che ha sintetizzato la missione in due obiettivi apparentemente semplici ma tutt'altro che scontati: «Non smettere di far giocare a calcio i ragazzi e dare loro la possibilità di crescere in base alle proprie qualità. Risultati che sembrano facili da ottenere, ma che necessitano sinergia».
Al fianco di Pedrini sul palco, Marcello Melda — già presidente della Vighenzi e ora co-guida del nuovo sodalizio — ha raccontato le origini di un percorso che parte da lontano. «Nasce tutto in primo luogo dall'amicizia» ha spiegato. «Per dare uno sbocco ulteriore alla Prima Squadra e alle Juniores e per dare una mano di coordinamento ai settori giovanili. Per me è un'emozione incredibile tornare a Carpenedolo, dove giocavo a pallavolo».
Quella dimensione umana — rapporti personali solidi, fiducia reciproca, la volontà dichiarata di mettere i ragazzi al centro — emerge come cifra distintiva dell'intera operazione, prima ancora di qualsiasi considerazione tecnica o organizzativa.
Parallelamente alla nascita di Carpenedolo BSV Garda, la serata ha visto l'annuncio di un secondo progetto: la FC Academy Carpenedolo, presieduta da Danilo Migliorati. La nuova realtà nasce con uno scopo preciso: offrire un percorso strutturato a quei ragazzi che non raggiungeranno nell'immediato il livello regionale, attraverso una Juniores Provinciale pensata come gradino intermedio di crescita.
Pedrini ha motivato la scelta del presidente dell'Academy con parole che rivelano un metodo preciso: «Ho pensato in primis a una persona che avesse dei valori. Prima l'uomo, e poi il resto. Questo cambio, visto che io mi sposto sulla prima squadra, è volto al proseguimento del percorso del settore giovanile con una persona che stimiamo io e la mia famiglia. Il futuro di ragazzi e famiglie è in ottime mani». Il principio è quello di non disperdere nessun talento, qualunque sia il livello di partenza.
La serata ha riservato un momento di particolare intensità con il ritorno nel mondo del Carpenedolo di Tommaso Ghirardi, già presidente del club dal 1998 al 2006. «Sono l'unico di Carpenedolo sul palco» ha esordito con una punta d'ironia. «Noi, ai miei tempi, non dedicavamo tutte queste energie al settore giovanile. Anche io ora l'ho riscoperto».
Il suo ruolo nel nuovo assetto è stato definito con chiarezza dallo stesso Ghirardi: «I due presidenti sono i protagonisti, che mi hanno coinvolto. Io sarò super partes per smussare gli angoli che devono essere risolti. Sennò mi arrabbio io». Una figura di garanzia, capace di fare da punto di equilibrio tra le diverse anime del progetto, e che porta con sé un capitale di relazioni importante: Ghirardi è infatti socio dell'Union Brescia, realtà con cui il nuovo sodalizio intende costruire un legame privilegiato.
Sul punto, lo stesso Ghirardi è stato esplicito: «Forte sarà anche il legame con l'Union Brescia, non solo come modello ma come importante punto di arrivo per i ragazzi. Sono sicuro che il club troverà un punto d'incontro con il Brescia, diventandone una risorsa importante». Un passaggio che rivela l'ambizione complessiva del progetto: creare un corridoio continuo dal calcio di base fino ai palcoscenici più elevati, senza mai smarrire le radici territoriali.
In un cambiamento di questa portata, la questione dell'identità è sempre delicata. Gli organizzatori ne erano consapevoli, e hanno scelto di affrontarla con cura. I colori rossoneri del Carpenedolo vengono confermati. Il nuovo logo, rivisto per l'occasione, incorpora tre elementi tratti dal territorio: il carpine, albero simbolo di Carpenedolo; il leone, figura storicamente legata alla tifoseria della Vighenzi e al settore giovanile rossonero; le onde del lago, evocazione del Garda che bagna, tra gli altri, i comuni di Sirmione e Padenghe.
Nelle prossime settimane verranno presentate anche le tre maglie ufficiali: la prima rossa, la seconda bianca e una terza ispirata cromaticamente al lago di Garda. Una scelta visiva che vuole raccontare, attraverso segni e colori, la fusione di storie diverse in un'unica appartenenza condivisa.
La rilevanza del progetto non è passata inosservata. Alla serata era presente il consigliere regionale FIGC Giulio Rossi, che ha portato un saluto tanto istituzionale quanto personale. «Vi confido di essere qui anche come bresciano e uomo di calcio, curioso di questa opportunità» ha dichiarato. «Un progetto di questa caratura e importanza non c'era da un po'. Sono orgoglioso del mio territorio e sono orgoglioso di rappresentarlo». Parole che collocano Carpenedolo BSV Garda ben al di là di una semplice operazione societaria locale, elevandola a segnale significativo per l'intero movimento dilettantistico lombardo.
Ha concluso la serata il sindaco di Carpenedolo, Luca Franzoni, che ha posto l'accento sulla dimensione sociale di un progetto capace di aggregare centinaia di famiglie e di costruire, attorno al calcio, un contesto educativo prima ancora che sportivo.
Se le premesse reggono alla prova dei fatti, "Uniti per crescere" potrebbe rivelarsi qualcosa di più di un titolo suggestivo per una serata riuscita: il punto di partenza di un modello destinato a ridisegnare il volto del calcio dilettantistico bresciano.
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