Il Frosinone liquida la pratica Padova con un netto 2-0 e si proietta immediatamente verso il big match contro il Palermo. Al termine della sfida, il tecnico Massimiliano Alvini ha analizzato il momento dei suoi, sottolineando come il successo sia il frutto di un lavoro collettivo che non ammette soste.
«Considero questa vittoria assolutamente meritata per quanto espresso a livello di prestazione. Non c'è stata alcuna strategia comunicativa o pretattica riguardo l'impiego di Raimondo» ha esordito l'allenatore giallazzurro parlando ai cronisti presenti.
«In questa fase preferisco non soffermarmi sulle individualità, ma guardare al collettivo. Nonostante i tre punti, ci sono dei dettagli tecnici che vanno perfezionati per evitare di regalare occasioni agli avversari, pur mantenendo i nostri ottimi standard» ha spiegato Alvini.
Il calendario ora mette di fronte ai ciociari la corazzata siciliana, un passaggio che il tecnico considera cruciale all'interno di una programmazione più ampia che non si esaurisce con i novanta minuti di venerdì prossimo.
«La partita con il Palermo rappresenta un'altra fermata importante del nostro cammino ed è questo l'unico aspetto che mi preme sottolineare. Dopo quel match mancheranno ancora quattro sfide decisive alla fine della stagione» ha precisato il mister.
«Il nostro compito è lavorare duramente per presentarci con lo spirito più adatto. Per quanto riguarda l'ambiente, mi auguro davvero che la città intera si mobilità e venga numerosa a sostenerci allo stadio in una sfida così delicata» ha aggiunto Alvini.
Un dato statistico balza all'occhio: con la rete di Gelli, salgono a diciotto i marcatori stagionali del Frosinone, segno di una cooperativa del gol che permette alla squadra di non essere dipendente da un solo terminale offensivo.
«Oggi Gelli avrebbe potuto siglare addirittura una tripletta, ed è proprio in quella cattiveria sotto porta che risiede il suo margine di crescita. Voglio che la squadra proponga un calcio verticale, fatto di pressione ed entusiasmo» ha commentato il tecnico.
«Per me non è prioritario chi mette il pallone in rete. Quello che conta davvero è l'identità che i ragazzi mettono in mostra sul terreno di gioco e la fame con cui aggrediamo l'avversario durante tutto l'arco della gara» ha proseguito nella sua analisi.
La sfida con il Palermo inaugura una serie di scontri diretti che vedranno il Frosinone opposto anche a Monza e Venezia, test probanti per una rosa che deve sopperire alla giovane età con una crescita caratteriale accelerata.
«La maturità calcistica si ottiene quotidianamente, non è qualcosa che piove dal cielo o che può essere insegnato con un allenamento specifico. È un processo che si costruisce giorno dopo giorno seguendo una strada precisa» ha dichiarato Alvini.
«Soltanto attraverso il sacrificio e l'applicazione costante in ogni singola seduta di lavoro si può sperare di migliorare. Questo è l'unico modo che conosco per far crescere un gruppo giovane come il nostro» ha ribadito l'allenatore toscano.
Infine, l'attenzione si è spostata sull'infermeria, con diversi elementi chiave che restano in dubbio per la sfida contro i rosanero di Inzaghi, obbligando lo staff tecnico a valutazioni attente nelle prossime ore.
«Al momento abbiamo Marchizza che ha ripreso l'attività solo ieri, mentre Kone è ai box ormai da diverse settimane per un intoppo al ginocchio. Valuteremo nei prossimi giorni se potranno far parte della sfida di venerdì» ha concluso il mister.
«Per quanto riguarda Corrado, il quadro clinico appare un po' più complesso, visto che ha accusato un problema fisico non trascurabile. Monitoreremo la situazione clinica di tutti con estrema attenzione prima di prendere decisioni» ha chiosato Alvini.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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