Il Pescara di Giorgio Gorgone si prepara a una sfida cruciale contro il Bari, un match che il tecnico ha definito fondamentale per il prosieguo della stagione. Dopo il rocambolesco pareggio di Frosinone, l’ambiente biancazzurro è un mix di rammarico e voglia di riscatto, con l’allenatore che chiede ai suoi un salto di qualità definitivo sotto il profilo della malizia e dell'attenzione.
Proprio tornando sulla discussa gara dello Stirpe, Gorgone ha voluto fare chiarezza su alcuni episodi di presunta slealtà sportiva che hanno tenuto banco nelle ore successive al fischio finale. Per il mister non si può parlare di comportamento scorretto, preferendo archiviare la questione come una concitata frazione di gioco in cui la palla non è stata allontanata immediatamente.
Il tecnico ha ribadito con fermezza la sua posizione sugli episodi arbitrali e sul ruolo del VAR, definendo imbarazzanti alcune decisioni legate ai falli di mano in area di rigore. Secondo la sua visione, concedere penalty per tocchi fortuiti mentre il pallone sta sfilando verso il fondo altera l'essenza stessa del gioco, costringendo i difensori a movimenti innaturali.
«A volte questi ragazzi non sanno più dove mettere le mani, le mettono dietro la schiena o in tasca, è diventato imbarazzante», ha dichiarato lo stesso tecnico, auspicando una valutazione più attenta dell'impatto reale dell'intervento sull'azione da gol. Questo senso di frustrazione deve però trasformarsi in fame agonistica per la prossima gara interna.
Il Bari che scenderà in campo all'Adriatico è una squadra temibile, guidata da Moreno Longo, un tecnico per il quale Gorgone nutre una stima profonda, figlia di un legame che va oltre la semplice competizione sportiva. Tuttavia, sul terreno di gioco non ci sarà spazio per i sentimenti, poiché il Pescara ha un disperato bisogno di muovere la classifica in modo significativo.
Gorgone conosce bene le insidie che attendono i suoi uomini, sottolineando come il Bari sia una compagine fisica e organizzata, costruita per obiettivi di alta classifica. Per riuscire a scardinare la difesa pugliese, il Delfino dovrà essere capace di elevare il proprio livello di concentrazione per tutti i novanta minuti, evitando quegli svarioni che sono costati punti preziosi in passato.
Un passaggio importante della conferenza è stato dedicato anche al rapporto del mister con la sua precedente piazza, un capitolo chiuso senza sete di rivincita ma con la consapevolezza di aver dato tutto. «Non ho nessuna rivincita, si fanno delle scelte e ho un ottimo rapporto col presidente», ha precisato, chiudendo così ogni possibile polemica legata al passato.
Ora tutta la sua energia è rivolta a questa sfida fantastica alla guida del Pescara, un progetto in cui crede fermamente nonostante le difficoltà iniziali e le critiche che spesso accompagnano i momenti di flessione. Il tecnico ha elogiato il pubblico abruzzese, capace di sostenere la squadra anche in trasferta, chiedendo ai suoi di ripagare tanto affetto con una vittoria.
L'obiettivo dichiarato è quello di aggredire il match fin dai primi istanti, imponendo il proprio gioco senza lasciarsi condizionare dal blasone dell'avversario. Per Gorgone, il Pescara deve smettere di essere vittima degli eventi e iniziare a determinare il proprio destino attraverso una maggiore cattiveria negli ultimi sedici metri e una solidità difensiva granitica.
Il tecnico ha concluso ricordando che il percorso verso la salvezza o traguardi più ambiziosi passa necessariamente dalla capacità di fare gruppo e di lottare su ogni pallone come se fosse l'ultimo. La sfida contro il Bari sarà dunque il termometro reale della crescita di una squadra che ha voglia di dimostrare di valere molto più della sua attuale posizione di classifica.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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