Giuseppe Sibilli ha scelto di indossare la maglia della Juve Stabia nel corso dell'estate, seguendo un percorso che in famiglia era già stato battuto: tra le file del club, in passato, aveva militato anche il padre Salvatore. L'attaccante ha definito la sua una decisione di cuore, spiegandone i motivi in un'intervista concessa al sito del giornalista Gianluca Di Marzio.

Il calciatore non era privo di alternative. Sibilli ha rivelato di essere stato cercato da altre due società e ha affermato: "L'Avellino e il Cesena si erano interessate a me, ma alla fine ho preso questa decisione". Il giocatore ha poi descritto il proprio stato attuale, parlando di una fase particolarmente favorevole: "E il momento è molto positivo: dopo l’annata che ho passato e ciò che è successo, non mi aspettavo di incidere subito". Dietro questo avvio c'è, a suo dire, un lavoro costante anche nei mesi di inattività: "Mi sono preparato, ho lavorato tanto anche quando sono stato fermo". Sul nuovo ambiente, l'attaccante ha indicato nello spogliatoio il principale punto di forza dei gialloblù: "La forza della Juve Stabia è lo spogliatoio".

Il riferimento al periodo di fermo ha portato la conversazione sulla squalifica per calcioscommesse. Sibilli ha affrontato l'argomento senza giri di parole: "Purtroppo non sono né il primo né sarò l’ultimo. Questo è un problema e bisogna affrontarlo". Ha quindi ricordato il sostegno ricevuto in quella fase da Fabio Caserta, all'epoca suo allenatore: "In quel periodo ho avuto Fabio Caserta come allenatore, mi ha aiutato tanto". Ha infine ammesso le proprie responsabilità e indicato la strada per rimediare: "Io ho sbagliato, ho commesso un errore. Ma credo che, quando ti comporti bene e fai le cose a modo, metti tutto a posto".

Spazio, in chiusura, anche alla parentesi con il Bari, squadra in cui giocava all'epoca dei fatti. L'attaccante ha escluso di aver subito ostilità da parte dell'ambiente: "Non sono stato insultato, anzi, i tifosi mi hanno supportato". Ha poi rivendicato il proprio impegno verso il club: "Ho dato priorità al Bari, sempre, ho fatto anche tutto il ritiro con la squadra". Sul fronte contrattuale ha precisato: "Non ho chiesto soldi in più, ma con la retrocessione andavano messe a posto delle cose sul contratto". L'intesa, però, non è arrivata: "Poi non abbiamo trovato il giusto accordo, ma non mi è piaciuto il 'teatrino' che si è creato quando ci siamo lasciati, al quale probabilmente ho contribuito anch’io, ma non da solo".

Sezione: Serie B / Data: Ven 23 ottobre 2026 alle 12:45
Autore: Anna Laura Giannini
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