Il momento del Padova lascia un retrogusto amaro nelle parole del suo massimo dirigente, che ha voluto analizzare gli ultimi passaggi a vuoto della squadra biancoscudata. Il presidente Peghin, intervenuto sulle colonne del quotidiano Il Mattino, non ha nascosto un sentimento di profonda amarezza per una gestione dei momenti finali delle gare che è costata cara in termini di classifica.
L'analisi del patron parte da un bilancio complessivo degli ultimi impegni, caratterizzati da una continuità di risultati mancata proprio sotto lo striscione del traguardo. «Il mio stato d'animo attuale è diviso tra il dispiacere e la delusione, sentimenti che non si limitano esclusivamente all'ultima uscita contro l'Avellino» ha esordito il numero uno del club veneto.
Il rammarico di Peghin si estende infatti anche alla precedente sfida di campionato, quando i biancoscudati avevano affrontato lo Spezia nel turno infrasettimanale senza riuscire a blindare il risultato. Secondo il presidente, la squadra ha pagato a caro prezzo una mancanza di cinismo e di attenzione proprio quando i punti sembravano ormai messi in cassaforte.
«Nel giro di due confronti disputati a distanza ravvicinata, abbiamo gettato al vento tre punti che ci avrebbero fatto molto comodo per la nostra posizione attuale» ha sottolineato con vigore, evidenziando come in entrambi i casi la beffa sia arrivata proprio nelle battute conclusive dei match con reti subite nei minuti finali.
Entrando nel merito delle prestazioni, il dirigente ha mostrato grande onestà intellettuale nel valutare quanto espresso sul rettangolo verde dai suoi giocatori. Pur rammaricandosi per il bottino sfumato, Peghin riconosce che il calcio spesso toglie e dà in base a quanto effettivamente prodotto durante i novanta minuti di gioco.
«Se vogliamo essere del tutto onesti, bisogna dire che nella sfida di martedì probabilmente non avevamo fatto abbastanza per meritare il successo pieno, così come sabato scorso non avremmo meritato di uscire dal campo con un pareggio» ha ammesso il presidente, analizzando l'altalena di emozioni vissuta dalla tribuna.
Tuttavia, il calcio è fatto di momenti e di capacità di saper soffrire, doti che in queste ultime due uscite sembrano essere venute meno proprio sul più bello. Per Peghin, la delusione nasce dalla consapevolezza che le dinamiche delle partite avrebbero potuto portare a un esito decisamente più favorevole per la compagine padovana.
«Proprio per il modo in cui si erano incanalati i due incontri, resta un vero peccato aver fallito queste occasioni che avrebbero potuto dare una spinta diversa alla nostra stagione» ha concluso il massimo dirigente, invitando l'ambiente a riflettere su questi errori per non ripeterli nel prosieguo del torneo.
Il Padova è ora chiamato a una reazione d'orgoglio per recuperare quel terreno perduto e per restituire serenità a una dirigenza che, pur nell'analisi lucida dei demeriti, non nasconde l'ambizione di voler recitare un ruolo di primo piano fino alla fine.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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