La marea bianco-celeste che domenica scorsa ha sommerso Piazza dei Signori resterà probabilmente la fotografia più nitida di una stagione straordinaria per il Treviso Calcio. Tra bandiere sventolate e cori che si rincorrevano sotto i portici della piazza simbolo della città, c'era anche Sean Martinelli. Difensore centrale, classe 2000, doppio passaporto italo-scozzese: uno dei protagonisti meno celebrati ma più determinanti della cavalcata che ha riportato il club della Marca Trevigiana nel calcio professionistico.
Arrivato in estate con un curriculum che non lasciava spazio a dubbi — era stato capitano dell'Aquila Montevarchi — Martinelli non ha avuto bisogno di fascia al braccio né di titoli formali per conquistare la fiducia dello spogliatoio. Il Treviso lo ha scelto per la solidità tecnica, ma anche e soprattutto per quelle qualità umane difficili da quantificare e impossibili da ignorare quando una squadra è chiamata a vincere sotto pressione. In un gruppo che si è trovato a inseguire un obiettivo dichiarato fin dal primo giorno di ritiro, la sua presenza silenziosa ha funzionato da collante nei momenti di maggiore tensione.
I numeri confermano la sostanza: 23 presenze e una rete all'attivo in una stagione che ha visto il reparto arretrato biancoceleste tra i più affidabili del girone. Ma sono le parole del diretto interessato a restituire il senso più autentico di ciò che è stato. «Emozioni bellissime, quando si vince è sempre speciale», racconta alla Tribuna di Treviso Martinelli ripercorrendo mentalmente i momenti della festa in piazza. «La piazza è stata stupenda, abbiamo visto tanta gente, tante famiglie e soprattutto moltissimi giovani. È la testimonianza di quanto questa città avesse fame di calcio».
Quella fame, Martinelli la aveva percepita già nelle settimane precedenti, nel calore con cui i tifosi avevano accompagnato ogni partita casalinga. Ma la celebrazione in Piazza dei Signori ha avuto per lui anche una dimensione più intima e personale. «Per quanto mi riguarda, è stato fondamentale avere la mia famiglia al seguito. Sono venuti a trovarmi mia madre Julie, mio padre Massimiliano e mia sorella Giulia». Una presenza che, nelle parole del difensore, ha reso ancora più piena la gioia di un traguardo costruito settimana dopo settimana.
Terminati i festeggiamenti, la squadra è tornata al lavoro già martedì, agli ordini dello staff tecnico. Il cambio di atmosfera è stato inevitabile, ma non per questo negativo. La tensione che aveva scandito ogni domenica di campionato ha lasciato il posto a qualcosa di più leggero, alla serenità di chi sa di avercela fatta. «Ci stiamo allenando con più spensieratezza», ammette Martinelli con franchezza. «È bello ritrovarsi sapendo di aver già vinto, ti permette di goderti ogni momento. Certamente l'approccio è diverso rispetto a quando hai l'assillo del risultato a ogni costo, ma siamo professionisti: a nessuno di noi piace perdere, nemmeno nelle partitelle in famiglia».
Una dichiarazione che dice molto del carattere del gruppo e del giocatore. La leggerezza non è sinonimo di approssimazione: è il lusso che ci si può permettere quando il lavoro è stato fatto bene. E il lavoro, in questo caso, è stato fatto molto bene.
Sul percorso di inserimento in un ambiente nuovo, Martinelli mantiene la sobrietà che sembra contraddistinguere il suo approccio a tutto. «Mi sono trovato subito bene con la squadra, siamo tutti bravi ragazzi e andiamo d'accordo. Ho cercato di dare quello che potevo, sia in campo che fuori, per aiutare i compagni». Parole misurate, prive di enfasi, che fotografano tuttavia con precisione il contributo di un professionista capace di adattarsi rapidamente e di mettere il collettivo davanti alle ambizioni individuali.
Prima di pensare alla prossima stagione e alla poule scudetto, il Treviso ha però ancora un appuntamento con il campionato: domenica alle 15, allo stadio Baracca, andrà in scena il derby del Terraglio contro il Mestre. Una sfida dall'aroma dolceamaro per la tifoseria biancoceleste, costretta a seguire la partita da lontano a causa del divieto di trasferta imposto ai supporter ospiti. Il derby si giocherà quindi in un contesto parzialmente dimezzato sul piano del tifo, ma non per questo privo di significato.
Martinelli è il primo a chiarire che la squadra non ha alcuna intenzione di presentarsi in laguna con la testa altrove. «È un derby, e i derby si giocano sempre per vincere», taglia corto il difensore. «Scenderemo in campo cercando di fare la partita, come abbiamo fatto per tutto l'anno. Andiamo a Mestre da campioni e vogliamo onorare il titolo dando il massimo».
Una chiusura di stagione con il piglio di chi non ha ancora esaurito la voglia di competere, nonostante il traguardo più importante sia già stato raggiunto. È forse questo, più di qualsiasi statistica, il segno distintivo di Sean Martinelli: la capacità di restare concentrato sull'essenziale, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Una qualità rara, preziosa quanto silenziosa — esattamente come il suo campionato.
Altre notizie - Serie D
Altre notizie
- 23:45 Atletico Montalbano, Larrue: «Cambio di mentalità, di tutto per salvarci»
- 23:30 Il Prato chiude la stagione regolare al Lungobisenzio: playoff nel mirino, ma la Serie C resta un miraggio
- 23:00 Malotti e il sogno Siena: «Una piazza che stimola, vorrei allenarla un giorno»
- 22:45 Cesena, tutto in 180 minuti: Cole lancia la sfida alla Carrarese
- 22:30 Treviso, Sean Martinelli insaziabile: «A Mestre per vincere»
- 22:15 Sampdoria, Lombardo scalda Marassi: «Contro il Südtirol dobbiamo tirare fuori il meglio di noi stessi»
- 22:00 La proposta arriva da un ex Serie D: «La ginga come medicina per il calcio italiano»
- 21:45 Ascoli, parla il ds Matteo Patti: «Dobbiamo ricreare un'identità forte e lottare su ogni pallone»
- 21:30 Arezzo-Vicenza, parla Gallo: «Loro reduci dai festeggiamenti, noi ce la giocheremo al massimo»
- 21:15 Piacenza, l'ira di mister Franzini: «Non si possono commettere certi errori, mi aspettavo un'altra risposta»
- 20:45 Cesena, Cole avvisa i suoi: «Domani voglio tre punti, serve un altro piglio rispetto alla Samp»
- 20:30 Catanzaro, Aquilani avvisa il Palermo: «Squadra costruita per la serie A, sarà complicata»
- 20:15 Salvezza Sorrento: Cappiello esalta il gruppo ma lancia un duro allarme infrastrutture
- 20:00 Maia Alta Obermais all'ultima spiaggia. Platzer: «Destino nelle nostre mani»
- 19:45 Alastra, lungo stop: ecco il comunicato del Team Altamura dopo l'intervento
- 19:30 Ghiviborgo-Grosseto, non solo calcio: ecco la sorpresa speciale preparata per i tifosi
- 19:15 Casarano, Obbiettivo ricorda: «L’infarto prima della C? In ospedale guardavo la gara al telefono, volevo solo tornare in campo»
- 19:09 Caos Serie D, la Recanatese attacca il Tribunale Federale: "Decisione scandalosa, campionato falsato"
- 19:00 Palmese-Monastir, stadio aperto a tutti: l'annuncio ufficiale per la grande festa salvezza
- 18:51 Pioggia di penalizzazioni in Serie D! Coinvolti 5 club, salvo il Chieti
- 18:50 Foggia, incubo Serie D: resta solo una clamorosa speranza per il ripescaggio
- 18:45 Pianese, parla il DS Cangi: «Affrontiamo una partita storica, giocheremo i playoff in casa nostra»
- 18:40 Bomba dall'Eccellenza: il bomber da 23 gol nel mirino della neopromossa in D
- 18:35 Rimini, via al nuovo corso: ecco chi potrebbe guidare il club biancorosso dopo il fallimento
- 18:30 Valmontone, Carlo Susini amareggiato: «Playoff sfumati, forse dopo Cassino c'è stato un rilassamento»
- 18:15 Modena-Reggiana, Sottil infiamma il Braglia: «Dobbiamo portare in campo tutta la città, vogliamo dare battaglia»
- 18:00 I giovani talenti del Girone C di Serie C: i calciatori nati dal 2004 con più minuti giocati
- 17:45 Venezia, Stroppa non teme il passato: «Stesso campo dell'anno scorso? Non cambia nulla, queste partite si preparano da sole»
- 17:33 FIGC, scatto di Malagò per la presidenza: calciatori e allenatori al suo fianco
- 17:30 Sogno Serie C: il Desenzano a un passo dalla storia, ecco cosa serve per il salto
- 17:23 Maxi truffa a società sportiva dilettantistica: svuotato il conto corrente!
- 17:15 Reggiana, Bisoli non fa sconti: «Se non porto questa nave in porto, sbatterò la testa contro il muro»
- 17:00 I giovani talenti del Girone B di Serie C: i calciatori nati dal 2004 con più minuti giocati
- 16:45 Cesena da record negativo: mai un distacco così profondo tra andata e ritorno
- 16:30 Montespaccato, ore contate: il futuro del club tra legalità e rischio chiusura
- 16:15 Sampdoria, Lombardo non ha dubbi: «Domani sarà la partita della vita»
- 16:00 I giovani talenti del Girone A di Serie C: i calciatori nati dal 2004 con più minuti giocati
- 15:50 Vicenza, Gallo avvisa Bucchi: «Siamo amici, ma vogliamo la coppa. Ho visto la squadra bene»
- 15:45 «L'obiettivo è ridare dignità all'Ascoli», parla il ds Patti: «Siamo in una fase di ricostruzione totale»
- 15:35 Lutto nel calcio dilettantistico: muore Emmanuel King Okoye durante una partita in Nigeria
- 15:30 Salvezza Sant'Angelo, calcoli e incastri: basta un punto per la festa rossonera
- 15:15 Padova, Roberto Breda non ha dubbi: «Non facciamo calcoli, vogliamo chiudere la pratica salvezza domani»
- 15:08 Piacenza, Franzini senza filtri dopo il ko: «Se non capiamo questo concetto fondamentale, allora siamo nei guai»
- 15:00 Serie D, i calciatori impiegati nel girone I: ben 46 quelli della Sancataldese
- 14:45 Novara, il ds Boveri senza filtri: «L’anno scorso abbiamo sbagliato la scelta dell’allenatore»
- 14:40 Catanzaro, tremano i vertici: la Fiorentina vuole scippare il big della dirigenza
- 14:33 Ancona, colpo di scena in società: ecco chi entra nel club biancorosso
- 14:30 Follonica Gavorrano, missione salvezza: tutto in novanta minuti contro il Tau
- 14:15 Lumezzane, Simone Pesce suona la carica: «Vogliamo stupire ancora, nei playoff i valori si azzerano»
- 14:02 Chieti, scatta l'ora della verità: la decisione sulla penalizzazione che scuote il campionato