Con la chiusura della sessione di calciomercato, il presidente del Vicenza, Stefano Rosso, ha scelto di fare il punto sulle operazioni concluse dal club biancorosso e sulle prospettive che attendono la squadra nei prossimi mesi. In una lunga intervista concessa al Giornale di Vicenza, il numero uno del sodalizio berico ha toccato diversi temi: dalle scelte di mercato agli obiettivi stagionali, fino alle voci relative a un possibile ingresso di nuovi soci nella proprietà del club.

Il primo argomento affrontato da Rosso riguarda proprio le tempistiche della sessione di trattative appena conclusa, che il presidente giudica eccessivamente lunga rispetto all'avvio del campionato. "Innanzitutto dico che finalmente in mercato è finito, non si può tenerlo a campionato aperto e credo sia una formula da rivedere perché destabilizza squadra, ambiente e tifosi", ha dichiarato, sottolineando come questa sovrapposizione tra gare ufficiali e trattative rischi di compromettere gli equilibri interni al gruppo squadra.

Nel merito delle scelte operate dalla dirigenza, Rosso ha rivendicato la coerenza del lavoro svolto rispetto ai piani iniziali della società, pur segnalando un imprevisto che ha reso necessario un intervento aggiuntivo sul reparto offensivo. "Noi abbiamo fatto il mercato che volevamo, poi l'infortunio di Tsadjout ha lasciato scoperta una casella in attacco e abbiamo cercato di alzare la qualità della rosa. Il budget è stato costruito in base alle necessità richieste dall'area tecnica e non ci siamo risparmiati", ha spiegato il presidente.

Tra le operazioni più rilevanti dell'ultima giornata di mercato figura l'arrivo di Merkaj, un nome che secondo Rosso era da tempo nei radar della società ma la cui trattativa necessitava di un allineamento di più fattori per andare in porto. "Merkaj? È sempre stato un obiettivo, ma serviva la volontà di tutti e tutte le caselle dovevano incastrarsi. L'ultimo giorno di mercato si è aperta l'opportunità giusta a partire del SudTirol e abbiamo chiuso", ha raccontato, confermando come solo nelle ultime ore utili si siano create le condizioni per il perfezionamento dell'affare.

Spostando l'attenzione sul campo, Rosso ha indicato con chiarezza le priorità della squadra per l'annata in corso, ribadendo l'importanza della coesione tra tutte le componenti del mondo Vicenza. "Vogliamo salvarci il prima possibile e poi vedremo quello che verrà. Ma dobbiamo restare uniti, società, tifosi, ambiente devono essere compatti come lo siamo stati l'anno scorso", ha affermato il presidente, richiamando lo spirito di squadra mostrato nella stagione precedente come modello da replicare.

Guardando oltre l'orizzonte immediato, Rosso non ha nascosto le proprie ambizioni personali legate al futuro del club, individuando nella promozione in Serie A e nella realizzazione di un nuovo impianto sportivo i due traguardi più significativi del suo mandato. "Poi mi piacerebbe essere il presidente che ha riportato il Vicenza in Serie A e in ultima, il grande obiettivo è quello di regalare alla città e ai tifosi lo stadio nuovo. Voglio farlo per la gente, per tutto l'amore che hanno per questi colori", ha dichiarato, legando esplicitamente questi obiettivi al rapporto con la tifoseria.

Interrogato sulle indiscrezioni riguardanti un possibile cambio nell'assetto proprietario del Vicenza, Rosso ha confermato l'apertura della società verso l'ingresso di nuovi partner, ritenuti necessari per sostenere i progetti di crescita del club, incluso quello legato al nuovo stadio. "Stiamo cercando persone che ci aiutino a portare avanti questo progetto e le porte sono sempre aperte. Se vogliamo alzare il livello servono investitori perché da soli non ce la facciamo, inoltre il salto di categoria è legato anche al nuovo stadio e anche qui servono nuove risorse", ha spiegato il presidente, delineando un percorso in cui la crescita sportiva e quella infrastrutturale risultano strettamente collegate.

L'ultimo capitolo dell'intervista è stato dedicato a uno dei movimenti di mercato più discussi tra i sostenitori biancorossi: la cessione del classe 2008 Ettore Broggian al Como, operazione che ha suscitato non poche perplessità nell'ambiente vicentino. Rosso ha voluto ricostruire la dinamica della trattativa, precisando come la volontà iniziale del club fosse quella di trattenere il giovane calciatore. "Prima di tutto va detto che noi non volevamo venderlo. Il Como è tornato alla carica tre volte per portarlo a casa e di fronte all'aumento dell'offerta abbiamo valutato due cose. Quel forte interessamento ci avrebbe aiutato a fare mercato, e poi abbiamo ragionato sul futuro del ragazzo. Qui non avrebbe avuto spazio se non per qualche scampolo di partita, mentre adesso ha la possibilità di giocare in Serie A o in Europa. Era la cosa giusta per tutti, un'opportunità per lui e per noi", ha concluso il presidente, motivando la decisione con considerazioni sia economiche sia legate alla crescita professionale del giocatore.

Sezione: Serie B / Data: Ven 04 settembre 2026 alle 15:45
Autore: Nicolas Lopez
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