Lo stadio "Barbetti" si trasforma in una succursale del Del Duca per un pomeriggio, ospitando una sfida che potrebbe aver segnato la svolta definitiva nel campionato di Serie C. L'Ascoli travolge il Gubbio con un netto 1-3, spinto dal calore incessante di ben 1174 sostenitori bianconeri che hanno letteralmente dominato l'atmosfera dell'impianto umbro, trasformando la trasferta in una vera e propria festa di popolo.
Il successo odierno assume contorni ancora più pesanti alla luce del contemporaneo pareggio dell'Arezzo contro il Perugia, un risultato che permette ai marchigiani di accorciare sensibilmente le distanze dalla vetta. Ora la capolista toscana sente il fiato sul collo, con appena due lunghezze di vantaggio su un Ascoli apparso in condizioni fisiche e mentali straripanti.
La cronaca del match si apre con un Ascoli padrone del campo sin dai primi vagiti della gara. Silipo ha subito la chance per sbloccare il punteggio, ma la sua conclusione da posizione defilata non trova la porta. Il Gubbio tenta una timida sortita offensiva poco dopo, ma la retroguardia ospite amministra senza affanni, preparando il terreno per l'assedio che si concretizzerà di lì a poco.
Al diciassettesimo minuto, i bianconeri sfiorano il vantaggio in due tempi: prima Gori colpisce un clamoroso incrocio dei pali con una splendida semirovesciata che avrebbe meritato miglior fortuna, poi Rizzo Pinna chiama l'estremo difensore di casa a un intervento prodigioso. Il dominio territoriale degli uomini in maglia bianconera è totale e si concretizza poco prima dell'intervallo.
Al minuto trentotto, un intervento scomposto in area eugubina ai danni di D'Uffizi, che nell'impatto perde persino una scarpa, induce i bianconeri a richiedere il supporto tecnologico. Dopo la revisione al sistema FVS, il direttore di gara assegna il penalty: dagli undici metri Gori è glaciale e firma il vantaggio con cui le squadre rientrano negli spogliatoi.
Il copione della ripresa ricalca fedelmente quanto visto nella prima frazione, con l'Ascoli che spinge incessantemente alla ricerca del raddoppio. Al cinquantunesimo, una strana coincidenza si ripete: ancora un fallo subito da D'Uffizi, che perde nuovamente lo scarpino, e ancora una volta è necessaria la consultazione del monitor FVS per convincere l'arbitro a concedere la massima punizione.
Gori si ripresenta sul dischetto e non fallisce, siglando la sua doppietta personale e raggiungendo lo straordinario traguardo di dodici reti stagionali. La partita subisce una svolta emotiva al minuto cinquantotto quando D'Uffizi è costretto a uscire per infortunio; al suo posto entra Oviszach, che impiega pochissimi istanti per mettere il proprio sigillo sulla gara.
Il giovane neoentrato firma il tris bianconero, il suo primo gol con questa maglia, scatenando un'esultanza collettiva che coinvolge anche l'infortunato D'Uffizi, corso in campo per abbracciare il compagno. Il Gubbio riesce a accorciare le distanze al sessantesimo grazie a una punizione magistrale di Di Massimo, ma la rete serve solo a rendere meno amaro il passivo per i padroni di casa.
Mister Carrera gestisce le energie nel finale inserendo Chakir, Pagliai e Corradini, ma deve registrare una nota stonata al minuto settantotto. Nicoletti rimedia un'ammonizione evitabile per perdita di tempo: il difensore era diffidato e sarà costretto a saltare per squalifica l'attesissimo scontro diretto contro l'Arezzo.
Gli ultimi minuti vedono l'ingresso di Ndoj e il totale controllo del gioco da parte dei marchigiani. Al triplice fischio, i giocatori corrono sotto lo spicchio occupato dai 1200 tifosi per una festa che promette di durare a lungo. L'Ascoli ora osserverà il turno di riposo forzato, guardando alla sfida tra Arezzo e Bra, prima di giocarsi il tutto per tutto nel grande scontro al vertice.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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