Il tecnico del Cosenza non nasconde l'amarezza per un'occasione sprecata che avrebbe potuto dare una svolta decisiva alla classifica della sua squadra in questo finale di stagione.
Analizzando la sconfitta, Buscè ha evidenziato come l'approccio iniziale lasciasse presagire un esito diverso, prima che la luce si spegnesse improvvisamente dopo il pareggio avversario.
«Prendo la parte positiva, è andato talmente tutto storto tutto in una volta che mi fa ben sperare per la prossima partita perché qualsiasi episodio stasera era tutto a sfavore» ha dichiarato il mister.
«La nostra partita è durata venticinque minuti e dopo l'uno a uno loro la squadra non è stata più in campo con quella cattiveria che è partita nei primi minuti quando abbiamo fatto noi la gara».
Secondo il tecnico, non bisogna cercare giustificazioni esterne o aggrapparsi a decisioni arbitrali discutibili, nonostante alcuni episodi dubbi abbiano pesato sull'andamento del match.
«C'era questo mezzo fallo su Dametto che da che mondo è mondo si fischia a favore, però ecco non ci aggrappiamo a questa roba qua altrimenti si diventa chi vuole trovare alibi».
«Non c'è stata quella cattiveria, infatti su tutti gli episodi, sulle seconde palle e sulla voglia di voler vincere questa partita loro sono stati più bravi di noi» ha proseguito con onestà.
La fisicità degli avversari ha rappresentato un ostacolo insormontabile per i calabresi, che hanno faticato a contenere le ripartenze e la pressione costante nel cuore del rettangolo di gioco.
«Il loro centrocampo ci ha dato una lezione sotto questo aspetto, avevo detto ai ragazzi che su queste mezze palle bisognava rimetterla su subito perché loro aggrediscono forte».
«Siamo stati un po' ingenui ma quello che è mancato è stata quella cattiveria che anche nei momenti di difficoltà questa squadra ha sempre avuto reagendo bene» ha sottolineato l'allenatore.
Il mister si è soffermato anche su alcuni episodi chiave, ammettendo che la sfortuna e la bravura degli avversari hanno trasformato la serata in un incubo sportivo da dimenticare in fretta.
«Tutto nero, meno male che è successo in un'unica serata, sul dubbio lasciano la decisione di campo e quindi non c'era nemmeno la certezza che il gol fosse regolare».
«Diamo una sbirciata ai risultati degli altri ma bisogna fare il nostro, se lo facciamo quello che fanno gli altri non ci interessa, altrimenti i loro risultati pesano ancora di più» ha spiegato.
Nonostante i tentativi di cambiare l'inerzia della sfida inserendo forze fresche nel reparto avanzato, la sensazione di impotenza è rimasta costante fino al triplice fischio finale.
«Abbiamo cercato di mettere qualche giocatore in più lì davanti senza perdere l'equilibrio perché rischi veramente di prendere qualche altro gol e il risultato diventa quasi indecoroso».
«La sensazione era che recuperare la partita fosse difficile, vedevo una squadra come il Picerno che era molto più incazzata di noi e aveva più voglia di portare a casa la vittoria».
Il tecnico non ha evitato l'autocritica, ammettendo che quando si perde in questo modo è necessario analizzare attentamente ogni scelta tattica e ogni pallone gestito con troppa sufficienza.
«Quando si sbaglia e si perde ci sono sempre degli errori, cerco sempre di mettere una squadra con equilibrio pensando alla compattezza, ma ci siamo scombinati noi la vita».
«Siamo stati ingenui e superficiali a perdere qualche pallone di troppo in quella zona di campo dove loro avendo forza fisica e gamba ci hanno fatto del male» ha aggiunto amaramente.
Un dato che fa riflettere riguarda la natura delle reti subite, nate quasi esclusivamente da situazioni di gioco fermo piuttosto che da azioni manovrate degli avversari di giornata.
«I gol sono arrivati praticamente da tutti calci piazzati, il secondo su una respinta fuori area dove lui ha trovato l'eurogol della domenica e il terzo su calcio di rigore».
«Parate su azione ne ho viste veramente quasi mai, ma quando si perde sicuramente c'è qualcosa che non va e bisogna capire cosa è successo realmente» ha osservato con pragmatismo.
Lo sguardo dell'allenatore è già rivolto alle prossime sfide, con la consapevolezza che servirà un cambio di rotta radicale sotto il profilo mentale e agonistico per evitare ulteriori scivoloni.
«Bisogna pensare già da domani a farsi un bell'esame di coscienza, questa è la prima cosa che bisogna fare tutti assieme con grande umiltà e grande tranquillità».
«Bisogna essere sporchi, cattivi e brutti perché ora vai a incontrare squadre che hanno magari più fame di te e motivazioni diverse, bisogna metterci qualcosa in più» ha esortato il mister.
In chiusura, un richiamo alla fame agonistica mostrata dal Picerno, che deve servire da monito e da esempio per i calciatori del Cosenza in vista del prosieguo del campionato.
«Bisogna prendere esempio da chi magari è messo peggio di te in classifica però ha quella fame che fa la differenza, stasera sotto questo aspetto bisogna imparare da loro».
«Il secondo gol è nato da una palla respinta dove è arrivato uno dei loro con quella cattiveria cercata e voluta, è quello spirito che ci è mancato totalmente stasera».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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