Serse Cosmi, allenatore della Salernitana, è intervenuto in una conferenza stampa dai toni accesi per fare chiarezza sulle recenti vicende personali e professionali che lo hanno coinvolto.
«Sono costretto a fare delle puntualizzazioni necessarie» ha esordito il tecnico. «Sembrava tutto così logico, anche se nel calcio la normalità non esiste e io ormai sono battezzato a ogni tipo di situazione».
«Ognuno di voi ha una madre, una figlia o una sorella. La società mi ha comunicato che per motivi personali dovevo andare via e la partita non c'entrava assolutamente nulla con questa decisione».
Cosmi ha poi puntato il dito contro chi ha speculato sulla sua assenza, rivelando il dramma familiare che ha dovuto affrontare lontano dai riflettori e dal rettangolo verde.
«Molte persone si sono comportate bene, altre in maniera scorretta e non mi riferisco ai social. Mia moglie piangeva perché mia figlia doveva essere operata e c'erano problemi che grazie a Dio si sono risolti».
«Questa situazione è nata proprio mentre uscivo dallo stadio e sono molto dispiaciuto. Voi avete di fronte una persona che può e deve essere discussa sotto ogni punto di vista, ma su altre cose non ci sto».
Il mister ha rivendicato con forza la propria onestà intellettuale, scagliandosi contro chi ha messo in dubbio il suo coraggio nel gestire il momento difficile della squadra granata.
«Ognuno di voi ha una propria vita che ha un valore. Capisco che la sconfitta contemporanea possa aver alimentato dubbi, ma io quando perdo la faccia l'ho sempre messa, da sempre».
«Se mi dicono che non ho le palle per giustificare una prestazione vergognosa, io vi invito ad avere rispetto perché gli attributi li ho sempre avuti e dimostrati ovunque».
«Un conto è dare una notizia, un altro è entrare nell'intimo di una persona che da oggi mette una pietra sopra a tutto. Io sono innamorato sempre di più di questa città e di questa piazza».
L'allenatore ha poi parlato del suo legame con Salerno, distinguendo tra la critica legittima dei sostenitori e i tentativi di destabilizzare l'ambiente con accuse infondate.
«Se prima ero solo affascinato, ora sono realmente preso sentimentalmente. Accetto le critiche perché so riconoscere l'amore e la frustrazione di chi tiene tanto a una causa».
«Qualcuno forse tende a fomentare, ma non ho mai chiesto ai giornalisti di fare i tifosi. Ognuno faccia il suo. Ma alcune cose mi fanno ridere: potete dire che sono scarso, ma non che facciamo una vita fuori dalle regole».
Spostando l'obiettivo sul campo e sul finale di stagione, Cosmi ha analizzato le difficoltà tecniche e psicologiche che la Salernitana dovrà affrontare nelle prossime tre sfide.
«Anche io devo ancora capire tante cose. Sul piano tecnico qualche giustificazione esiste, cambiare per esigenza non è mai facile e tutti hanno bisogno di una guida costante».
«Vorrei che i tifosi si identificassero nelle persone prima ancora che negli sportivi. In questa fase chi deve aspettare i playoff è psicologicamente morto, mentre chi non ha nulla da perdere ritrova stimoli».
«Noi ci troviamo in una via di mezzo. Chi ci affronta darà il massimo perché siamo la Salernitana. Ho una preoccupazione normale, non eccessiva, e dobbiamo lavorare sodo sul campo».
Infine, il tecnico ha tracciato la rotta per risalire la china, convinto che la squadra abbia ancora nelle corde le potenzialità per ribaltare l'inerzia negativa del momento attuale.
«Dobbiamo limare il possibile utilizzando queste tre gare per fare risultato. Se facciamo tre vittorie su tre recuperiamo minimo una posizione, quindi tutto dipende ancora da noi».
«Tre successi di fila li abbiamo già ottenuti in passato, magari ci ricordiamo ancora come si fa. Gli infortuni mi annoiano, ma il clima di disagio che ci circonda non mi spaventa affatto».
«Non avverto disamoramento da parte della gente nei confronti della maglia granata. Io, però, non posso certo espiare le colpe degli altri» ha concluso amaramente Serse Cosmi.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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