Quarantacinque minuti da dimenticare e altrettanti da cui ripartire. La quinta giornata del girone C di Serie C consegna alla Cavese una sconfitta interna per 2-3 contro il Sorrento e, insieme, un'indicazione piuttosto netta su quale sia il confine che separa oggi i metelliani dalle squadre di vertice: la personalità. Cristiano Masitto, al termine del derby campano disputato martedì 15 settembre allo stadio "Simonetta Lamberti", non ha cercato attenuanti, scegliendo di aprire la sua analisi con un riconoscimento agli avversari.

"Bisogna fare i complimenti al Sorrento per il primo tempo che ha fatto e per la vittoria finale. Non mi è piaciuto il fatto di essere timidi: avevamo preparato le uscite e giochiamo in casa, quindi dovevamo accorciare quando necessario", ha dichiarato il tecnico. È in quella timidezza iniziale che va cercata l'origine del passivo: secondo il tabellino riportato dalle cronache della giornata, il vantaggio ospite è arrivato al 19' con Cargnelutti, mentre al 36' Paglino ha firmato il raddoppio, indirizzando la gara prima dell'intervallo.

Il capitolo che più ha irritato l'allenatore riguarda le situazioni da fermo. "Al primo calcio d'angolo abbiamo di nuovo preso gol. Il secondo non dobbiamo prenderlo, dobbiamo stare in partita", ha osservato Masitto, sottolineando come si tratti di una recidiva e non di un episodio isolato. Il concetto è stato ribadito con ancora maggiore durezza poco dopo: "Se avessimo preso tre gol su situazioni tattiche sarei dispiaciuto in maniera diversa. Prendere due gol su palla inattiva mi fa arrabbiare, perché è una situazione sulla quale abbiamo lavorato negli ultimi due giorni". Una considerazione che sposta il problema dal piano tecnico a quello dell'attenzione e della lettura del momento.

Sul piano della struttura di gioco, il confronto è stato tra due squadre disposte in modo pressoché identico, e proprio la sovrapposizione degli assetti ha finito per amplificare le differenze di esecuzione. "Si sono affrontate due squadre con due moduli speculari, ma loro hanno sviluppato molto meglio le distanze e le uscite. Noi non abbiamo lavorato bene di squadra e di reparto e le distanze erano molto larghe", ha spiegato il tecnico. In un duello a specchio, dove i riferimenti individuali si equivalgono, la compattezza tra le linee diventa il vero fattore discriminante: il Sorrento l'ha gestita con più ordine, la Cavese l'ha smarrita nella prima frazione.

La ripresa ha restituito un'altra squadra, e per giunta in condizioni più difficili. I metelliani hanno infatti giocato parte del secondo tempo in inferiorità numerica, senza per questo rinunciare a cercare la rimonta: il tabellino registra il gol di Fiordaliso al 9' della ripresa, la nuova fuga ospite con la doppietta personale di Cargnelutti al 33' e, al 46', la rete di Minaj che ha riaperto la contesa fino all'ultimo pallone. "Mi tengo di buono il secondo tempo, la reazione, il fatto che con un uomo in meno abbiamo vinto 2-1 il secondo tempo", ha rivendicato Masitto.

Da quella frazione l'allenatore ha tratto anche una conferma sulla duttilità del gruppo, costretto a ridisegnarsi per necessità. "Questa squadra può lavorare in tante maniere: difesa a tre, difesa a quattro. Quando per forza di cose ci siamo messi a quattro l'abbiamo fatta anche bene e abbiamo messo in difficoltà il Sorrento". Un patrimonio tattico che, secondo il tecnico, la squadra non sta ancora sfruttando con sufficiente convinzione: "Questa squadra può permettersi molto più coraggio e voglio che i giocatori lo capiscano prima possibile".

C'è poi un vuoto che Masitto individua con chiarezza e che nessuno schema può colmare: quello di una guida in campo nei frangenti più delicati. "In campo ti manca alcune volte quel leader che riconosce quella situazione, un giocatore esperto che muove un po' tutti quanti e alza l'adrenalina". È la voce che, nell'economia di una partita, trasforma un momento di sbandamento in una reazione collettiva prima che il punteggio si appesantisca.

Il secondo fronte aperto riguarda il reparto offensivo, ancora a secco dopo cinque turni. "Siamo alla quinta giornata e ci stanno mancando i gol dei nostri attaccanti. Quando la palla ci arriva davanti facciamo un pochino fatica, non la teniamo e gli avversari ripartono", ha ammesso l'allenatore, collegando la difficoltà nel far salire la squadra alle ripartenze concesse agli avversari. Un circolo vizioso che, nel derby, ha pesato soprattutto nella prima metà di gara.

Dall'altra parte, il successo consolida il primato del Sorrento, guidato in panchina da Luigi Scotto per l'indisponibilità di Vincenzo Maiuri: i costieri restano a punteggio pieno in vetta al girone C dopo cinque giornate, con la quinta vittoria consecutiva in campionato.

Per la Cavese resta un bilancio in chiaroscuro, ma Masitto rifiuta la lettura emergenziale e indica un percorso fatto di continuità nel lavoro quotidiano. "Questa è una squadra che può migliorare e dobbiamo sopportare questo momento. Il potenziale c'è ancora da tirare fuori". Il compito, adesso, è trasferire nei primi quarantacinque minuti la stessa determinazione mostrata negli ultimi.

Sezione: Serie C / Data: Mer 16 settembre 2026 alle 11:45
Autore: Luigi Redaelli
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