La sconfitta interna rimediata dal Crotone contro la Salernitana lascia in dote un clima di forte tensione e una profonda amarezza nel tecnico rossoblù. Al termine del match, mister Longo ha analizzato la sfida con estrema lucidità, respingendo le critiche su una presunta mancanza di idee dalla panchina e difendendo con vigore l'operato della sua squadra, soprattutto per quanto mostrato nella prima frazione di gioco.
L'allenatore ha descritto il risultato finale come una beffa atroce, figlia di un episodio sfortunato che ha ribaltato l'inerzia di una gara dominata per lunghi tratti dai padroni di casa. La delusione è palpabile, ma Longo preferisce concentrarsi sulla qualità della manovra espressa, definendo assurdo il fatto che un primo tempo di tale intensità non si sia concluso con il Crotone in vantaggio.
«Bisognerebbe accettare il verdetto del campo, ma oggi è assolutamente ingiusto; il gioco del calcio l'ha inventato il diavolo, ma non si può dire che la squadra non ci abbia provato in tutti i modi» ha esclamato il mister durante la conferenza post-partita.
La critica più aspra mossa dai cronisti ha riguardato l'incapacità di reagire allo svantaggio nei quaranta minuti finali, ma il tecnico ha risposto snocciolando i numerosi cambi effettuati proprio per tentare il tutto per tutto. Longo ha rivendicato la scelta di inserire forze fresche e cambiare assetto tattico, sottolineando come la Salernitana si sia poi chiusa in un fortino difficile da scardinare.
Un tasto dolente della serata è stato l'apporto dei subentrati, giudicato al di sotto delle aspettative generali. In particolare, il tecnico ha rivolto un monito chiaro ad alcuni singoli, pur senza voler alimentare polemiche pubbliche eccessive, lasciando intendere che in vista dei play-off la gerarchia sarà dettata solo dalla fame e dalla disponibilità totale verso la causa comune.
«Maggio ci potrà dare una mano se vorrà, ma se le situazioni sono quelle di oggi, non mi farò aiutare; non farò più regali a nessuno e parlerò con chi ha fatto meno bene» ha avvertito con fermezza, sottolineando come il calciatore fosse comunque limitato da un fastidio fisico alla caviglia.
Longo ha poi voluto fare chiarezza sul termine steccare, spesso utilizzato per descrivere le sconfitte negli scontri diretti. Per l'allenatore, perdere non significa necessariamente aver fallito la prestazione, specialmente quando ci si confronta con corazzate costruite con budget milionari, come nel caso dei granata o del Benevento.
Il tecnico ha ricordato i sacrifici societari fatti a gennaio per rendere la squadra competitiva pur riducendo il monte ingaggi, chiedendo alla piazza e alla stampa un pizzico di entusiasmo in più invece di cadere in un vortice di negatività a ogni passo falso.
«Il primo tempo è stato una partita eccellente da togliersi il cappello, mentre il secondo è stato un match da Serie C dove non si è giocata a calcio e si è speculato troppo sul tempo perso» ha analizzato Longo, lamentando anche una gestione dei cartellini e dei recuperi a suo dire discutibile.
L'aspetto mentale resta però il punto su cui lavorare maggiormente: la squadra è parsa quasi tramortita dal gol subito, sentendosi improvvisamente investita da una responsabilità troppo pesante che ha annebbiato la lucidità necessaria per completare la rimonta.
Il mister ha concluso ribadendo che il percorso identitario del Crotone non si ferma qui e che la squadra darà tutto ciò che ha nelle ultime sei giornate per arrivare alla post-season nelle migliori condizioni possibili, confidando in un ambiente più propositivo.
«Siamo feriti dal fatto che il secondo tempo sia stato cupo, abbiamo bisogno di essere spinti e sostenuti nella difficoltà, altrimenti saremo destinati a perdere» ha chiosato infine l'allenatore, invitando tutti a restare uniti per il bene della società.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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