La Vis Pesaro firma l’impresa di giornata abbattendo la capolista Ravenna e ritrovando il sapore del successo dopo un digiuno durato tre turni. Una vittoria che non è solo ossigeno per la classifica, ma una vera e propria prova di forza contro la squadra che finora aveva dettato legge nel girone. Al termine della sfida, un soddisfatto Roberto Stellone si è presentato in sala stampa per analizzare una prestazione che ha rasentato la perfezione.
«Sì, bella vittoria e bella partita», ha esordito l'allenatore biancorosso, visibilmente orgoglioso della risposta del gruppo. «Faccio i complimenti ai ragazzi: hanno disputato tutti un’ottima gara. Quando rendono al massimo escono prestazioni come questa. Affrontavamo una squadra forte e prima in classifica, non per caso, come avevo detto due giorni fa». L'analisi del tecnico si sofferma sulla capacità dei suoi di vincere i contrasti e mantenere i nervi saldi: «Abbiamo vinto diversi duelli, fatto un primo tempo tranquillo rischiando pochissimo. Nel secondo abbiamo continuato ad attaccare, subendo qualcosina in più, ma senza disunirci».
C'è spazio anche per un pizzico di rammarico riguardo a un episodio arbitrale che avrebbe potuto chiudere i conti in anticipo: «Abbiamo creato l’occasione per il rigore – secondo me netto e non so perché non sia stato dato – che ci avrebbe permesso di andare sul 2-0 e gestire con più tranquillità. Complimenti a tutti: contro una squadra forte, ieri forse il Ravenna ha reso meno soprattutto per i meriti della Vis Pesaro, che ha interpretato benissimo la gara».
Un divario azzerato dal campo
Nonostante la classifica parlasse di un solco di venti lunghezze tra le due formazioni, il rettangolo verde ha raccontato una storia diversa. Stellone ha sottolineato come la sua squadra sia riuscita a giocare alla pari, se non meglio, della battistrada. «Noi abbiamo fatto un’ottima gara. Loro sono una squadra che su 17 partite ne ha vinte 13, pareggiate 2 e perse 2: hanno sicuramente meriti grandi. Non so se abbiano pagato qualcosa a livello fisico per la Coppa Italia giocata in settimana, ma come è stato detto, ieri quei 20 punti di differenza non si sono visti».
La chiave del trionfo pesarese risiede nell'intensità e in una pressione asfissiante che ha tolto lucidità alla manovra ospite. «Sapevamo che, se riuscivamo a concludere l’azione dove loro ripartivano dal basso, dovevamo andarli a prendere forte», ha spiegato il tecnico. «A volte ci siamo riusciti, a volte no, ma quando non riuscivamo ci abbassavamo e ripiegavamo bene. Siamo stati bravi a non subire tiri e a ripartire». La fase di non possesso è stata il fiore all'occhiello della domenica: «Quello che mi è piaciuto di più è stata l’intensità senza palla. Non li abbiamo fatti giocare, spesso li abbiamo costretti a tornare indietro dal portiere o dai difensori. Questo ci permetteva di riconquistare campo e stare più alti».
La corsa al vertice e l'evoluzione della Vis
Interpellato su chi, tra le grandi, sia la favorita per il salto di categoria, Stellone ha offerto una panoramica lucida sulle rivali incontrate finora. «Arezzo, Ascoli e Ravenna sono tutte e tre squadre forti e secondo me con le rose più attrezzate. L’Arezzo è fortissimo, ha validissimi ricambi. Quando ci abbiamo giocato noi eravamo in grande difficoltà per assenze. Analizzando le altre partite, dico che l’Ascoli, almeno fino a qualche giornata fa, esprimeva il calcio migliore. Arezzo e Ravenna se la lotteranno per il primo posto, anche se l’Ascoli è quella che gioca il calcio più bello».
In chiusura, il tecnico ha rivendicato il percorso di crescita della sua Vis Pesaro, minimizzando i rimpianti per un inizio di stagione complicato. «Siamo cresciuti: nell’ultimo periodo abbiamo fatto più punti rispetto alle prime sette-otto partite. Quel primo periodo ci ha un po’ penalizzato, non scordiamoci le assenze importanti. Abbiamo cambiato 14-15 giocatori, ci vuole tempo per carburare». Oggi la squadra ha una fisionomia chiara e una solidità ritrovata: «Adesso siamo una squadra diversa rispetto alle prime giornate, merito dei ragazzi e del recupero di elementi importanti. Su 17 partite, solo quattro gare non sono state all’altezza: dobbiamo essere soddisfatti. I punti che abbiamo ce li siamo meritati tutti sul campo».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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