Il momento della Fidelis Andria attraversa una fase di profonda riflessione, segnata dalle parole cariche di amarezza e sincerità del suo presidente, Luca Vallarella. Intervenuto ai microfoni della trasmissione LuNeDì Puglia, il numero uno del club federiciano ha voluto analizzare a fondo l'andamento di una stagione che, dopo premesse entusiasmanti, sembra aver perso lo smalto iniziale.
Per Vallarella, il legame con i colori azzurri affonda le radici in un sentimento puro, lontano dalle dinamiche puramente economiche che spesso regolano lo sport moderno. «Questa passione sfida ogni logica razionale, è un qualcosa che porto nel cuore sin dall'infanzia e mi rendo conto che, al giorno d'oggi, siamo rimasti in pochi a portare avanti certi valori con questo spirito» ha esordito il patron.
L'impegno della proprietà non si è limitato al solo aspetto sentimentale, ma ha richiesto un intervento radicale per garantire la sopravvivenza stessa del sodalizio pugliese. Al momento dell'insediamento, la situazione contabile era infatti drammatica, con un passivo che superava i due milioni di euro, un fardello che la nuova gestione è riuscita a cancellare completamente.
«Siamo stati in grado di azzerare ogni pendenza e di riportare la società su binari di assoluta regolarità» ha spiegato con orgoglio Vallarella, pur auspicando che l'intero sistema calcistico possa ritrovare una dimensione di maggiore sostenibilità. Secondo il presidente, la colpa di un mondo sempre meno sostenibile ricade spesso anche sugli stessi addetti ai lavori che non riescono a darsi regole chiare.
Eppure, nonostante l'ordine societario ritrovato, il campo sta restituendo sensazioni contrastanti. Eppure, c'era stato un momento in cui la Fidelis sembrava poter davvero ambire al bersaglio grosso, tanto da spingere la proprietà a valutare un ulteriore sforzo economico. «Quando occupavamo le zone nobili della graduatoria, avevo persino contattato i soci per discutere un potenziamento della rosa» ha rivelato il dirigente.
L'idea era quella di inserire un innesto di assoluto rilievo per tentare il salto di categoria immediato, nonostante l'annata fosse stata programmata come un periodo di passaggio. «Volevamo provare a puntare alla promozione acquistando un calciatore di alto profilo, ma poi, improvvisamente, l'entusiasmo si è spento e il pallone si è sgonfiato» ha ammesso amaramente il numero uno azzurro.
Il punto di rottura, una vera e propria sliding door in negativo, è stato individuato nel match contro la Virtus Francavilla. Da quella sfida in poi, la squadra ha smarrito la propria identità tattica e mentale, complice anche il forfait forzato del capitano Allegrini, la cui assenza ha pesato come un macigno sugli equilibri dello spogliatoio e del rettangolo verde.
Ciò che però ha ferito maggiormente il presidente è stata la prestazione offerta nell'ultimo turno di campionato, giudicata inaccettabile sotto il profilo dell'impegno. «Domenica scorsa sono rimasto letteralmente senza parole davanti a un atteggiamento del tutto errato; mi ha dato profondamente fastidio constatare che i sacrifici fatti dal club non sono stati ricambiati in campo» ha tuonato Vallarella.
L'accusa verso i calciatori è diretta e priva di filtri, con il sospetto che la pressione di una piazza storica e calda come quella andriese possa aver bloccato alcuni elementi della rosa. «Ho avuto l'impressione che alcuni giocatori stessero quasi camminando e forse, per qualcuno di loro, il peso di questa maglia e dell'ambiente è semplicemente troppo difficile da sopportare» ha osservato il patron.
Il messaggio recapitato alla squadra è stato però di speranza e di incitamento, nella speranza di una reazione immediata già a partire dalle prossime ore. «Ho ricordato ai ragazzi che vestire questi colori deve essere un motivo di vanto e di orgoglio; mi auguro che domani possano svegliarsi con un piglio diverso e cominciare a correre con determinazione dal primo secondo di gioco».
In chiusura, Vallarella ha tracciato le linee guida per il futuro, confermando la volontà di non abbandonare il progetto, ma ponendo delle condizioni imprescindibili per la crescita del club. «Insieme ai miei soci avrei tutta la voglia di programmare un percorso ambizioso e di ampio respiro, ma devo essere onesto: in questo preciso istante non vedo i presupposti necessari per farlo» ha concluso il presidente.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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