Il rettangolo verde ha emesso il suo verdetto al termine di una sfida intensa, confermando le ambizioni di un Arezzo capace di imporsi con autorità in una trasferta che nascondeva diverse insidie. La vittoria ottenuta contro il Campobasso non è soltanto un risultato numerico, ma rappresenta il frutto di una prestazione corale che ha visto gli uomini di Cristian Bucchi dominare ampi tratti del match, pur dovendo fare i conti con un avversario che arrivava da un periodo di forma straordinario.
Proprio il tecnico amaranto, analizzando l'andamento della gara, ha sottolineato come l'approccio dei suoi ragazzi sia stato quasi perfetto sin dai primi secondi di gioco. «Credo che siamo partiti benissimo, avendo già dopo pochissimi istanti un'occasione per sbloccarla» ha commentato l'allenatore, evidenziando la qualità del palleggio e la mole di palle gol create durante una prima frazione di gara condotta con grande piglio offensivo.
Tuttavia, nel calcio la concretezza è tutto e l'Arezzo ha corso il rischio di pagare caro qualche errore di troppo sotto porta. Bucchi ha ammesso che, nonostante la superiorità territoriale, c'è stato un momento in cui la paura di non riuscire a passare in vantaggio avrebbe potuto condizionare la squadra. «Se queste partite non le sblocchi, rischi, perché loro hanno avuto una chance allo scadere del primo tempo e avremmo potuto parlare di un'altra storia» ha precisato il mister.
La pazienza è stata però la virtù dei forti in questa domenica di campionato. Nel secondo tempo l'Arezzo ha continuato a tessere la propria tela senza perdere la lucidità, fino al lampo decisivo di Gennaro Iaccarino. Per il tecnico, la rete del centrocampista è stata la naturale conseguenza di una serata di grazia: «Siamo stati bravi a non perdere la calma e a muovere bene la palla, poi Gennaro ha fatto un grande gol che è stato il coronamento di una prestazione eccellente».
Un plauso particolare è andato anche alla duttilità di Mauro Coppolaro, schierato a sorpresa dal primo minuto. La scelta di Bucchi è stata dettata dalla necessità di gestire le energie del gruppo, evitando di sovraccaricare giocatori reduci da lunghi stop. «Mauro ci dà tante opzioni, può fare il centrale o il terzino e sapevamo che si sarebbe fatto trovare pronto, dando grande sicurezza a tutto il reparto difensivo» ha spiegato l'allenatore, visibilmente soddisfatto della profondità della sua rosa.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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