La Serie D, si sa, è un tritacarne. Quando scendi in campo da neopromossa, spesso il tuo unico orizzonte è quello di aggrapparti con le unghie e con i denti al baratro, sperando che a maggio ci sia qualcun altro sotto di te. Eppure, se in questo momento provate a fare un giro nel Girone B, vi accorgerete che in provincia di Bergamo c'è chi ha deciso di strappare il copione e riscriverlo da zero.

Parliamo dello Scanzorosciate. Una squadra che, nel silenzio assordante di chi pensava a loro solo come a una "squadra materasso", si è trasformata in una delle macchine calcistiche più ingiocabili degli ultimi due mesi.

Se analizzassimo l'ultimo scorcio di campionato, i giallorossi avrebbero un passo da capolista indiscussa. Nessuna sconfitta, una solidità mentale spaventosa e una capacità di soffrire che appartiene solo alle grandi piazze. Ma qual è la pozione magica che mister Alessio Delpiano sta somministrando ai suoi ragazzi nel chiuso dello spogliatoio?

La risposta è in due fattori: un muro di cemento armato dietro e un diamante grezzo là davanti. Nel calcio dilettantistico, chi vince i campionati o si salva in carrozza è chi blinda la porta. Con soli 25 palloni raccolti in fondo al sacco in 26 battaglie, lo Scanzorosciate vanta oggi una delle retroguardie più arcigne dell'intera categoria. Delpiano ha saputo assorbire l'urto iniziale di un campionato fisico e ruvido, riprogrammando la squadra durante l'inverno. I giallorossi oggi non lasciano un centimetro: raddoppi sistematici, linee strette e una ferocia agonistica che sta mandando in tilt gli attacchi delle corazzate del girone.


Ma difendersi da manuale non porta punti se non c'è chi la butta dentro. Ed è qui che i radar degli scout di mercato (e di molti direttori sportivi di Serie C) hanno iniziato a lampeggiare furiosamente. Il nome segnato col cerchietto rosso sui taccuini è quello di Filippo Belloli. Classe 2003. Undici reti a referto. Un bottino spaventoso per un ragazzo di appena vent'anni che dovrebbe agire da "under" e che invece sta trascinando l'attacco come un veterano scafato.

Il pedigree, d'altronde, non mente: Belloli arriva dal vivaio dell'Atalanta, la migliore accademia calcistica d'Italia. E si vede. Ha la fame e la garra che servono in Serie D, ma si muove con le geometrie di chi è stato svezzato per il professionismo. Lavora per la squadra, fa reparto da solo, ma soprattutto ha la freddezza chirurgica nei momenti che scottano. Tenetelo d'occhio, perché a fine anno il telefono del club bergamasco potrebbe suonare parecchie volte per lui.

La visione del presidente Tiberio Sala sta pagando i dividendi. Nessun volo pindarico dopo l'estenuante maratona degli spareggi nazionali vinti lo scorso anno in Eccellenza, ma programmazione pura. Costruire passo dopo passo, confermare la guida tecnica nei momenti di fisiologica flessione autunnale e lasciar lavorare il gruppo.

Oggi lo Scanzorosciate è decimo, a quota 36. La salvezza, obiettivo primario, è un porto ormai vicinissimo. Ma con questo passo, la sensazione è che il vero divertimento per i tifosi giallorossi debba ancora cominciare. La Cenerentola del Girone B si è tolta la scarpetta di cristallo, ha allacciato gli scarpini coi tacchetti di ferro e adesso non vuole più smettere di correre.

Sezione: Serie D / Data: Mar 10 marzo 2026 alle 08:15
Autore: Michele Caffarelli
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