Il post-partita del derby tra Monopoli e Casarano ha lasciato in dote un clima di profonda amarezza e riflessione in casa rossazzurra. La sconfitta, maturata in rimonta, ha evidenziato un dualismo quasi paradossale tra la prima e la seconda frazione di gioco, trasformando quella che sembrava una gestione solida in un pomeriggio da dimenticare per la formazione ospite.
Analizzando a freddo l'andamento della sfida, il tecnico Vito Di Bari ha espresso tutta la sua perplessità per un calo di tensione che ha definito ai limiti del comprensibile. «È un filmato dell'orrore quello che abbiamo visto tra il primo e il secondo tempo» ha esordito l'allenatore, sottolineando come la squadra avesse approcciato la gara con il piglio giusto, trovando un vantaggio meritato proprio allo scadere della prima frazione.
Nonostante il gol segnato al 45º minuto avesse messo la partita sui binari ideali, il rientro in campo ha presentato un Casarano irriconoscibile, incapace di opporre resistenza alla veemenza dei padroni di casa. «Quello che è successo è inspiegabile e inaccettabile, specialmente in un derby così sentito dai nostri tifosi» ha proseguito Di Bari, rimarcando con forza che nella ripresa non si è vista l'anima necessaria per affrontare una sfida di tale importanza.
Il tecnico non ha cercato alibi, assumendosi in prima persona la colpa per l'incapacità di trasmettere il giusto carattere ai propri uomini in un momento cruciale della stagione. «Mi assumo le mie responsabilità, ma tra il primo e il secondo tempo non c'era stata alcuna avvisaglia di quello che sarebbe accaduto» ha ammesso, sottolineando come una squadra esperta come la sua debba saper gestire certe situazioni con una maturità completamente diversa.
Interpellato su possibili cambiamenti tattici o sulla necessità di inserire un peso offensivo maggiore per invertire la rotta, l'allenatore ha spostato il focus dal modulo all'atteggiamento mentale dei singoli. Secondo la sua visione, il problema non risiede nella disposizione in campo, ma nella mancanza di quella fame agonistica che permette di prevalere nei contrasti e di proteggere il risultato con le unghie e con i denti.
«Non è una questione di tattica, ma di duelli persi e di atteggiamento difensivo; per non prendere gol bisogna avere il sangue dentro e la voglia di sacrificarsi» ha puntualizzato Di Bari, visibilmente amareggiato. Per il mister, il fatto di essere andati in vantaggio dimostra che il piano gara iniziale fosse corretto, ma la successiva assenza di cattiveria ha vanificato quanto di buono costruito nella prima ora di gioco.
Il cruccio principale del tecnico rimane la difficoltà nel riuscire a inculcare quel senso di appartenenza e quella determinazione feroce che servono non solo per vincere le partite singole, ma per compiere quel salto di qualità definitivo verso gli obiettivi più ambiziosi. La sensazione è che il Casarano debba scavare dentro di sé per ritrovare quella spinta emotiva che è mancata nel momento del bisogno.
«L'atteggiamento deve venire da dentro, e mi dispiace non riuscire a trasmettere quella voglia che serve per fare lo step successivo» ha concluso l'allenatore, lanciando un messaggio chiaro a tutto lo spogliatoio. Ora la palla passa ai giocatori, chiamati a dimostrare sul campo, già dalla prossima sfida, che il blackout del secondo tempo di Monopoli è stato solo un incidente di percorso e non un limite strutturale di questo gruppo.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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