Il tecnico rossazzurro Emilio Longo è intervenuto in una dettagliata conferenza stampa per fare il punto sulla situazione in casa Catania, analizzando le recenti prestazioni della squadra, il percorso di crescita e le insidie del prossimo incontro di campionato.
L'allenatore della formazione etnea ha aperto la sua disamina con un riferimento profondo alla scelta societaria di riorganizzare i quadri con una figura rappresentativa del passato, sottolineando il valore di questa decisione per l'intero ambiente rossazzurro.
«C’è stato lo sforzo da parte della società di riportare a casa un simbolo storico facente parte di una storia gloriosa. Questo inorgoglisce anche chi fa parte della famiglia Catania in questo momento. Sappiamo quanto la nostra gente fosse vogliosa di riportare a casa un’identità, un pezzo di storia. Questo ci rende sempre più responsabili del mare di entusiasmo e passione che la gente di Catania non smette mai di confermarci» ha spiegato Emilio Longo.
Il mister del Catania ha rimarcato l'importanza dell'affetto del pubblico per il raggiungimento dei traguardi prefissati, evidenziando come l'armonia aziendale e la passione popolare debbano marciare appaiate per sostenere le ambizioni del club.
«Mi piace pensare che questa scelta societaria favorisca l’unione del popolo con quelli che sono gli aspetti aziendali, in modo che davvero tutti insieme possiamo produrre gli obiettivi sperati» ha aggiunto la guida tecnica degli etnei durante il suo intervento davanti ai media.
Nel tracciare il bilancio del rendimento e del cammino fin qui percorso, la guida tecnica ha espresso soddisfazione per la reazione mostrata dalla rosa dopo le prime uscite d'assestamento stagionali.
«Io credo che la squadra abbia vissuto un moment giusto di costruzione. Si sono prese quattro partite di transizione; nelle ultime sei siamo in linea con gli obiettivi, camminando a una media di oltre due punti a partita. Questo periodo deve essere allungato con continuità. Mi auguro che nelle prossime sei gare possiamo migliorare una media già molto alta» ha affermato mister Longo.
Tornando sul recente passaggio a vuoto registrato sul campo del Potenza, l'allenatore ha ribadito che la prestazione c'è stata, ma occorre ancora un salto di qualità netto per trasformare in reti la mole di gioco prodotta nel corso dei novanta minuti.
«A Potenza ho visto un Catania in competizione contro una squadra che in questo momento è meritatamente la prima della classe, all’interno di una partita nella quale il Catania poteva meritare altro. Abbiamo difficoltà, in questo momento, nel fare nostra la produzione, arrivando cioè ad essere concreti. Anche a Potenza abbiamo avuto tante possibilità di fare gol e non ci siamo riusciti» ha ammesso con trasparenza il tecnico del Catania.
L'attenzione si è poi focalizzata sui cali di concentrazione evidenziati sulle situazioni di palla da fermo, un aspetto tattico sui cui lo staff sta lavorando per incrementare l'aggressività nei duelli individuali.
«Ci abbiamo lavorato. Non so quanto possa essere utile tornare al passato, ma in quella fase specifica di gioco dobbiamo alzare la nostra cattiveria, soprattutto nel contatto uomo contro uomo: è importante non far partire l’avversario. C’è bisogno di lavorare in tal senso» ha precisato mister Emilio Longo.
In merito alla classifica e all'inseguimento delle prime posizioni del girone, l'allenatore ha invitato la squadra a mantenere le energie concentrate esclusivamente sulle proprie prestazioni, senza farsi distrarre dai risultati delle avversarie dirette.
«Non dobbiamo fare la corsa verso nessuno, ma su noi stessi, provando a mantenere un profilo identitario e continuando ad essere proficui come nell’ultimo periodo. Il Catania lo sta facendo con una logica di gioco bella, presente. Credo sia un bel vedere guardare il Catania in questo momento» ha rimarcato la guida dei rossazzurri.
Continuare a cercare la prestazione ottimale rappresenta l'unica strada per ridurre le distanze in graduatoria nel lungo periodo, facendo leva su un'identità tattica definita e ben visibile.
«Dobbiamo continuare a perseverare nella voglia di migliorare. Ai ragazzi dico che dobbiamo essere i migliori nel voler migliorare costantemente ogni giorno. Non guardiamo gli altri, sarebbe snervante, ansiogeno. Dobbiamo pensare che la media attuale, nel medio periodo, ci porterà a rosicchiare punti agli altri» ha dichiarato l'allenatore del club etneo.
L'attenzione si è poi spostata sul Giugliano, prossimo avversario in campionato, un confronto reso ancor più insidioso dal recente cambio della guida tecnica sulla panchina campana.
«Riuscire a leggere una squadra che cambia guida dopo una sola partita non è facile. Abbiamo riservato molta attenzione ai nostri miglioramenti in settimana, sul piano della consapevolezza e su quello tecnico-tattico, lavorando su dove noi possiamo migliorare» ha sottolineato l'allenatore rossazzurro.
Il mister dei siciliani ha evidenziato la pericolosità delle bocche da fuoco avversarie, mettendo in guardia la propria retroguardia rispetto alle qualità dell'attacco del Giugliano.
«Gli attaccanti del Giugliano possiedono qualità e capacità nell’attacco della profondità. Hanno un tridente offensivo che può destare preoccupazione. Come in tutte le partite di questo girone, dobbiamo stare attenti e, nel complesso, il Giugliano ha fatto meno finora di quanto valga sulla carta» ha spiegato Emilio Longo.
Nel corso dell'incontro con la stampa, l'allenatore ha affrontato anche la tematica della preparazione atletica, citando evidenze scientifiche per spiegare come il rendimento dei singoli sia legato primariamente alle proprie caratteristiche fisiche innate.
«Voglio portare alla discussione di tutti un elemento. C’è una ricerca molto importante fatta su cinque atleti di Serie A, sottoposti a una valutazione metodologica con tre diversi allenatori e tre metodologie di allenamento completamente diverse. Si passava dalla periodizzazione tattica al sistema integrato, fino alla preparazione a secco» ha illustrato il tecnico del Catania.
L'obiettivo dello staff è mettere ogni singolo calciatore nelle condizioni ideali per esprimersi secondo il proprio potenziale, valorizzando le peculiarità della rosa senza stravolgerne la natura.
«Si è visto che, alla fine di ogni anno, la differenza fra gli aspetti metabolici e quelli di forza era assolutamente inconsistente, non tale da poter dire che una preparazione rispetto all’altra fosse così importante da cambiare i parametri. Spesso nessuno prende in considerazione l’aspetto genetico. Un atleta è highly metabolico perché ha già una base propria legata al suo metabolismo» ha aggiunto l'allenatore.
Facendo un esempio concreto sull'impiego degli uomini d'esperienza in organico, il mister ha ribadito la necessità di adattare i principi di gioco alla struttura dei singoli interpreti.
«È normale che ci siano dei giovani con una qualità diversa dalla tua, ma non è il tipo di allenamento che fai a cambiare l’aspetto di alcuni nostri giocatori. Noi dobbiamo cercare di farli rendere al meglio e credo sia l’obiettivo principale di ogni allenatore. Io non mi devo aspettare che Coda diventi uno scattista rispetto ai miei canoni di allenamento. Coda deve rendere al meglio all’interno del mio progetto di gioco e io devo metterlo nella condizione ideale, altrimenti faremmo un errore sul piano strutturale e metodologico. Non potrei mai allenare dei giocatori pensando che possano cambiare diametralmente i loro parametri metabolici. Questo lo dice la scienza, non io» ha espresso con convinzione Emilio Longo.
Rimanendo sul tema del rendimento in campo, il tecnico si è soffermato sull'importanza dei duelli individuali, fattore determinante per controllare l'andamento dei confronti di Serie C.
«Noi dobbiamo vincere i duelli per legittimare la nostra forza in campo. Vincendo i duelli, le partite probabilmente girerebbero sempre dalla nostra parte. Dobbiamo cercare anche di eliminarne quanti più possibili. Intendo dire che anche le pressioni di coloro che sono avanti devono essere tali da non permettere con facilità all’avversario di lanciare questa palla. Poi lì c’è in ballo il 50% di possibilità di vittoria dei duelli» ha rimarcato l'allenatore del Catania.
Alzare le percentuali nei contatti fisici e diminuire i momenti di sofferenza all'interno della gara passa inevitabilmente anche da una maggiore cinicità negli ultimi sedici metri.
«La percentuale va alzata, cercando di limitare questi assist o il contropressing avversario. Lo stiamo facendo, non sempre in modo massimale. È anche vero che non è semplice, all’interno di una partita, mantenere questi coefficienti prestazionali. Ci sono gare che sembrano totalmente finite, ma poi in 15 minuti una squadra può mettere sotto l’altra, ribaltando quasi il risultato» ha sottolineato l'allenatore della formazione siciliana.
Avere un margine di vantaggio più ampio consentirebbe al gruppo di gestire le fasi critiche del match con una serenità d'animo differente.
«Il calcio è molto dinamico in questo periodo. Noi ci approcciamo a fare un calcio di duelli, duelli che dobbiamo vincere, sapendo che nella stessa partita ci saranno sempre fasi in cui si può andare in sofferenza. Per diminuire questa sofferenza devi alzare la quota realizzativa, e la squadra lo può fare. Noi, per andare in gol, abbiamo ancora bisogno di aspettative troppo alte rispetto a quelle che sono le nostre possibilità realizzative. Alzando la quota realizzativa, probabilmente ci saranno periodi in cui non ci accorgeremo nemmeno di soffrire, avendo un vantaggio tale da permetterci di essere più sereni» ha evidenziato Emilio Longo.
In merito ai calciatori impiegati sul fronte offensivo, l'allenatore ha sottolineato come la mole di palle gol create testimoni la bontà dell'impostazione di gioco della squadra.
«Soprattutto i nostri attaccanti hanno la voglia di aumentare le loro possibilità realizzative, anche perché sono tutti attaccanti di prima fascia. Ogni settimana i nostri attaccanti hanno delle possibilità. A Potenza Coda ha tirato due volte in porta, idem Cicerelli; anche Insigne e Cavuoti hanno tirato in porta. Giocano in una squadra che li mette nella condizione di tirare all’interno dello specchio» ha analizzato l'allenatore del Catania.
Le statistiche complessive confermano il predominio territoriale dei rossazzurri, chiamati tuttavia ad allineare l'efficacia sotto porta al volume di gioco espresso.
«L’obiettivo è quello di avere tante occasioni, alzando la percentuale realizzativa, ripeto. Noi siamo primi in campionato per possesso e, in generale, in termini di possesso nella metà campo avversaria. Siamo tra le prime anche per aspettative di gol, ma siamo molto bassi sotto il profilo realizzativo rispetto all’aspettativa. Il Potenza ha meno aspettative di gol del Catania, ma una realizzazione superiore alle aspettative stesse. Questo sta facendo la differenza» ha rilevato mister Longo.
Pur mantenendo un atteggiamento nettamente offensivo, la retroguardia etnea ha concesso poco agli avversari, al netto di qualche sbavatura isolata su cui lavorare.
«Per quanto siamo una squadra propensa a stare sopra, non lasciamo tantissimo all’avversario. Abbiamo lasciato quattro situazioni al Potenza, delle quali tre ripartenze con errori nostri, non derivanti dalla costruzione di gioco del Potenza. Continuo a pensare che, continuando a migliorare, la squadra potrà essere competitiva per il titolo, che poi è l’obiettivo principale che dobbiamo cercare di raggiungere» ha ribadito l'allenatore dei siciliani.
Il mister si è poi soffermato sull'apporto dei singoli elementi della rosa, citando l'impatto positivo dell'ingresso di Cavuoti e la sana competizione interna che deve stimolare l'intero organico.
«Io alleno una squadra fortissima. I calciatori che fanno parte della rosa devono mettersi nella condizione di competere con se stessi. Mi fa piacere come Nicolò è entrato in campo a Potenza. Se ci sarà la possibilità, riandrà in campo e, quando lo farà, dovrà dimostrare di essere un calciatore non sostituibile. Il virtuosismo risiede in questo. Abbiamo attaccanti che possono giocare titolari dappertutto. Devono dimostrarlo mettendomi in difficoltà» ha affermato l'allenatore della formazione rossazzurra.
Il percorso di crescita passa inevitabilmente per una maggiore determinazione agonistica e un lavoro dettagliato sia sulle palle inattive a favore che su quelle a sfavore.
«La squadra nei duelli deve crescere, ripeto. Quello che simboleggia la cattiveria è soprattutto la vittoria dei duelli. Noi, per prestanza fisica e visto dove giochiamo, dobbiamo alzare la percentuale di vittorie dei duelli. Sul possesso e non possesso battiamo tante palle inattive e non siamo cattivi. Ne subiamo meno degli altri, ma stiamo subendo troppo. Queste sono le sfere su cui sto provando a migliorare: più cattiveria nei duelli e maggiore attenzione sulle palle inattive» ha dichiarato mister Longo.
Nonostante i punti persi lungo la strada, il tecnico ha ribadito la piena convinzione nelle potenzialità della rosa e nella possibilità di lottare per le posizioni di vertice sino al termine della stagione.
«Non dobbiamo nasconderci nel pensare che sia ancora possibile raggiungere la vetta. Sono assolutamente convinto di questo. L’equilibrio del girone, guardando anche le partite di ieri sera, evidenzia che non esistono gare scontate. Momenti che noi abbiamo vissuto all’inizio, gli altri li possono vivere durante la stagione» ha ribadito il mister del Catania.
Paragonando il percorso del Catania a quello delle rivali, Longo ha fatto notare come il fattore tempo sia fondamentale per consolidare gli automatismi e plasmare un gruppo rinnovato.
«Il Potenza oggi è in testa con merito. Sono tre anni che lavorano con sette undicesimi di titolari insieme. Contro di noi avevano nove undicesimi della passata stagione, con un progetto tecnico che incarna molto quello dell’anno precedente. Questo è un vantaggio. All’interno del percorso, poi, ci possono essere momenti di disagio, che noi abbiamo dovuto affrontare all’inizio a causa dei cambi di giocatori e di progetto tecnico, trovando poi l’amalgama di cui abbiamo bisogno. Il tempo è una discriminante importante. Quel tempo lo recupereremo con il rendimento attuale e se ci manteniamo, al giro di boa, in una posizione che ci consentirà di rilanciare la nostra leadership» ha precisato il tecnico etneo.
In conclusione di conferenza, l'allenatore ha rinnovato l'invito a non cercare giustificazioni esterne per i passi falsi, concentrandosi unicamente sul lavoro quotidiano e sull'assunzione di responsabilità.
«Anche quando qualcuno mi prendeva per folle, ero assolutamente certo della disponibilità della squadra e che si sarebbero incominciati a vedere i frutti, ma dobbiamo accelerare. A Potenza ci siamo addebitati la sconfitta. Nessun calciatore, tornato al campo per allenarsi, ha ritenuto di dover sollecitare il fatto che un elemento esterno o un’ingiustizia ci avesse visti cadere. Siamo caduti a Potenza perché non abbiamo concretizzato a dovere le nostre occasioni e, in fase di non possesso sui piazzati avversari, non siamo stati attenti» ha concluso il mister del Catania.
L'atteggiamento del gruppo deve rimanere fermo e orientato all'autosuperamento, rigettando qualsiasi forma di alibi per proseguire nel percorso di crescita.
«Ci dobbiamo assumere la responsabilità della sconfitta, sfuggendo dalle polemiche, sapendo che possiamo anche vincere le partite laddove ci siano delle ingiustizie, che fanno parte del gioco. Gli uomini forti, la squadra forte e l’allenatore forte non devono trovare alibi. Ci atteniamo a migliorare quello che possiamo migliorare. E la squadra sa di poter migliorare» ha chiosato infine Emilio Longo.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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