Riccardo Collodel non nasconde la soddisfazione per quanto visto sul terreno di gioco del Lecco, dove il Novara ha strappato un pareggio a reti inviolate al termine di una sfida caratterizzata da ritmi elevati e contenuti tecnici di spessore. Il centrocampista ventisettenne, ospite negli studi di 'Cuore Azzurro' al termine dell'incontro, ha offerto una lettura lucida della gara, evidenziando luci e ombre di una prestazione che lascia sensazioni contrastanti.
«Diciamo che soprattutto da dentro la sensazione è stata quella di una partita di alto livello giocata tra due squadre forti. C'è stato un po' di rammarico per le due occasioni del secondo tempo, perché poi potevano mettere veramente la ciliegina sulla torta. Per il resto ci portiamo a casa la prestazione, quello che di buono è stato fatto e si pensa alla prossima», ha dichiarato il giocatore azzurro, sintetizzando l'umore dello spogliatoio.
L'analisi del match mette in luce una sfida vissuta sull'acceleratore per tutti i novanta minuti e oltre. Entrambe le compagini hanno interpretato l'impegno con determinazione e spirito offensivo, senza risparmiare energie dal fischio iniziale fino al triplice fischio finale. «È stata una partita veramente giocata senza freni da entrambe le squadre. Dal primo al 95' siamo andati forte e loro sono andati forte, abbiamo rischiato qualcosa al primo tempo ma allo stesso tempo quando avevamo la palla e giocavamo nella loro metà campo eravamo spesso pericolosi. Poi il secondo tempo secondo me abbiamo anche rischiato qualcosina in meno», ha spiegato Collodel.
La gara ha mostrato due volti distinti: una prima frazione in cui gli azzurri hanno dovuto fronteggiare qualche situazione complicata in fase difensiva, compensata però da una buona capacità di rendersi insidiosi quando in possesso palla nella zona offensiva del campo. La ripresa ha visto una gestione leggermente più accorta da parte del Novara, con una riduzione dei rischi corsi e quelle due nitide opportunità che avrebbero potuto regalare i tre punti.
Uno degli aspetti più interessanti emersi dall'intervista riguarda l'evoluzione tattica della squadra e l'impatto che questa ha avuto sul rendimento individuale del centrocampista. Il passaggio a un centrocampo a due ha rappresentato una svolta per il numero azzurro, consentendogli di esprimere al meglio il proprio repertorio tecnico.
«Parlando personalmente, io mi trovo molto bene in un centrocampo a due e credo di poter esprimere al meglio quelle che sono le mie caratteristiche. Quando abbiamo cambiato modulo, ho avuto la possibilità di apportare un aiuto importante alla squadra mettendo in campo tutte quelle che sono le mie caratteristiche che magari in un centrocampo a tre su determinati punti di vista potevano venire anche un pochettino meno. In due ci smazziamo il compito, io e Giamma (Basso, ndr) ci troviamo molto bene, c'è sintonia e stiamo crescendo, ci troviamo, dobbiamo ancora migliorare, però diciamo che stiamo proseguendo bene», ha ammesso Collodel.
L'intesa con Gianluca Basso appare consolidata e in continua evoluzione, elemento fondamentale per garantire equilibrio e dinamismo alla manovra azzurra. La distribuzione dei compiti tra i due mediani funziona, anche se il percorso di crescita è ancora in corso e necessita di ulteriori affinamenti.
Dietro le buone prestazioni domenicali si cela un impegno quotidiano che Collodel non esita a sottolineare. La guida tecnica di Andrea Dossena sta portando frutti grazie a un lavoro metodico e intenso durante le sedute di allenamento infrasettimanali.
«Il segreto che poi non è un segreto, nel senso più spingi durante la settimana e più poi trovi benefici in partita», ha rivelato il centrocampista, sintetizzando con una formula semplice ma efficace la filosofia che sta accompagnando la crescita della squadra.
L'approccio alla sfida contro il Lecco è stato studiato nei dettagli. Gli azzurri si sono presentati all'appuntamento consapevoli delle difficoltà che avrebbero incontrato, ma determinati a non subire l'iniziativa degli avversari. «Era come ce l'aspettavamo, perché eravamo consapevoli fossero una squadra molto forte con delle individualità e infatti poi abbiamo trovato anche determinate difficoltà dove sapevamo di poterle trovare perché era una squadra molto forte nel palleggio e con una grande esperienza. Però noi sapevamo che dovevamo affrontarli proprio a viso aperto, altrimenti avremmo subito la partita e non è nella nostra indole, non è nella nostra caratteristica perché abbiamo visto che quando siamo propositivi, quando siamo noi che facciamo la partita, traiamo comunque del beneficio», ha chiarito Collodel.
La scelta di affrontare con coraggio un avversario di tale caratura tecnica ha pagato in termini di prestazione complessiva, confermando che la via tracciata dal gruppo è quella della propositività e del gioco d'attacco.
Nonostante la prova incoraggiante, Collodel lancia un monito importante alla squadra: occorre mantenere i piedi per terra e trasformare le buone prestazioni in risultati concreti. Il campionato è lungo e ogni punto lasciato per strada può pesare in modo determinante quando si tirano le somme.
«Fa sicuramente parte di quel processo di crescita di cui parlavamo, però allo stesso tempo bisogna tenere i piedi ben piantati per terra perché abbiamo visto tante altre partite dove comunque la squadra ha espresso un buon calcio, dove magari abbiamo anche vinto e altre invece dove abbiamo lasciato punti per strada che arrivando verso la fine del campionato pesano. Siamo consapevoli di aver fatto una buonissima partita e allo stesso tempo ci teniamo queste cose positive, ma bisogna già cancellarle, pensare a quello che dobbiamo fare domenica, altrimenti poi rischiamo di piacerci troppo e non va bene», ha ammonito il ventisettenne.
Un messaggio chiaro al gruppo: la continuità passa attraverso l'umiltà e la capacità di azzerare tutto dopo ogni partita, anche quando la prestazione è stata convincente. Il rischio dell'autocompiacimento è dietro l'angolo e può rappresentare un nemico insidioso quanto gli avversari in campo.
Il Novara archivia dunque la trasferta di Lecco con sensazioni positive ma anche con la consapevolezza che il percorso di crescita è ancora aperto. Le qualità ci sono, l'atteggiamento è quello giusto, ma servirà maggiore cinismo sotto porta per trasformare le occasioni in gol e le buone prestazioni in vittorie che possano dare una spinta decisiva alla classifica.
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