In casa Ospitaletto si continua a riflettere sul tema del Salary Cap, un argomento sempre più centrale nelle dinamiche finanziarie del campionato di Serie C.

Intervenuto ai microfoni de La Casa di C, il direttore sportivo Paolo Musso ha fatto il punto sulla situazione societaria: «Per fortuna non ci tocca, avendo dei contratti molto bassi. Già l’anno scorso, che era un progetto pilota, noi eravamo abbondantemente nei parametri e nei limiti».

Per il dirigente della compagine lombarda, la filosofia aziendale si sposa alla perfezione con le nuove normative introdotte per garantire l'equilibrio dei conti nel calcio professionistico.

Ribadendo la linea guida del club, Musso ha specificato i principi alla base della gestione: «Noi non modificheremo di molto le nostre cifre. Noi siamo l’esempio del Salary Cap: cercare di fare le cose che si possono fare. Va nella direzione della sostenibilità, che dall’anno scorso è sempre il nostro mantra».

Analizzando il panorama generale della terza serie, il ds ha poi evidenziato le marcate differenze tra le realtà di provincia e quelle piazze storiche caratterizzate da un tifo caloroso ed esigente.

La pressione ambientale gioca infatti un ruolo fondamentale nella gestione economica: «A Ospitaletto è facile, non hai la pressione. In altre piazze come Catania, Salerno e Brescia, che portano migliaia di persone allo stadio e si aspettano dei risultati, capisco che è molto più difficile e impegnativo».

In conclusione, la difficoltà principale per i grandi club risiede nel dover far convivere il rigore finanziario con la sete di successi sportivi della piazza.

Sulle insidie legate alla percezione dei sostenitori, Musso ha chiosato con un'ultima considerazione: «Si può far fatica a trasmettere questa idea e può essere anche mal interpretata, perché ai tifosi interessa soprattutto tornare in categorie superiori».

Sezione: Serie C / Data: Mar 28 luglio 2026 alle 17:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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