Una serata dai volti decisamente contrastanti e dal finale amaro ha visto il Ravenna uscire sconfitto ai calci di rigore contro il Carpi al termine di una sfida rocambolesca terminata sul punteggio di 3-3, malgrado i romagnoli avessero chiuso la prima frazione di gioco con un doppio vantaggio.

In sala stampa, al termine dell'incredibile girandola di emozioni e dell'epilogo dagli undici metri, ha analizzato l'accaduto l'allenatore dei giallorossi, Andrea Mandorlini, esprimendo tutto il proprio rammarico per le occasioni non concretizzate:

«Fino al 75' dovevamo essere avanti almeno 5-0 o 6-0. Ci sono state traverse, occasioni sbagliate, ma questo è il calcio, nel bene e nel male. Quindi faccio i complimenti al Carpi. Noi abbiamo sbagliato tantissimo e alla fine l'abbiamo pagata»

Il tecnico ha ripercorso la dinamica del match, sottolineando come la mole di gioco prodotta dalla squadra non sia bastata a mettere in cassaforte il passaggio del turno:

«Fare la cronaca della partita è semplice: abbiamo creato tantissime occasioni, colpito traverse e sbagliato gol. Nel calcio, e dopo tanti anni che sono dentro questo mondo posso dirlo, a volte succede. Stavolta è successo a noi. È un peccato, ma dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. La colpa è nostra»

Interpellato sulle indicazioni positive arrivate da chi ha trovato fin qui meno spazio nelle rotazioni, il mister ha evidenziato la bontà della prestazione collettiva pur frenata dall'epilogo:

«Salvo tante cose. Abbiamo creato molto, costruito tante occasioni. Sembrava una partita chiusa, ma nel calcio non bisogna mai dare nulla per scontato e oggi lo abbiamo visto. Le risposte bisogna darle fino alla fine. Se il risultato non arriva, restano sempre mezze risposte. Però, al di là di questo, abbiamo fatto tante cose buone»

Entrando nel merito del blackout che ha permesso ai carpigiani di ribaltare il parziale prima del definitivo pareggio nei minuti di recupero, Mandorlini ha escluso un calo fisico, addebitando il risultato alla mancata concretezza sottoporta:

«No, perché prima avremmo dovuto segnare cinque, sei o sette gol. Abbiamo colpito traverse e sbagliato tante occasioni. Fino a quel momento non c'era stato praticamente nulla che lasciasse presagire un finale del genere»

A supporto della sua analisi sull'imprevedibilità del rettangolo verde, il tecnico ha richiamato un parallelo illustre del panorama calcistico internazionale:

«Poi nel calcio tutto può cambiare. Prima parlavo con i dirigenti e citavo l'Arsenal, eliminato da una squadra di categoria inferiore. Il Carpi non è una squadra di Serie D, sia chiaro, ma i valori che si erano visti in campo erano nettamente diversi. Però il calcio è bello proprio per questo, è lo sport più bello del mondo. Bisogna accettarlo sia quando le cose vanno bene sia quando vanno male. Oggi dobbiamo accettarlo, ma dobbiamo anche essere consapevoli che avremmo dovuto chiuderla molto prima»

Rispondendo a una domanda sulla reazione avuta dai suoi dopo il ribaltamento del punteggio da parte degli ospiti, l'allenatore ha ribadito che il problema principale è nato molto prima dei gol subiti:

«Ma quale reazione? Avevamo già avuto tre traverse e sbagliato tantissimi gol. La partita doveva essere finita molto prima. Quando vai sotto 3-2 e il tempo sta per scadere, le reazioni diventano inevitabilmente istintive. Quella finale è stata una reazione d'orgoglio, ma a quel punto non si doveva nemmeno arrivare a giocarsi la qualificazione in quel modo. Questo è il mio grande rammarico»

Nonostante la forte delusione per l'eliminazione dalla competizione tricolore, l'allenatore ha evidenziato l'importanza che il torneo rivestiva per testare la profondità della rosa e far accumulare minutaggio prezioso:

«Io tenevo molto a questa competizione, così come ci teneva la società. Era qualcosa in più, ma era un qualcosa che serviva anche alla crescita della squadra. Come avete visto oggi, hanno giocato tanti ragazzi che normalmente hanno meno minutaggio e per noi era importante. Alcuni erano più indietro dal punto di vista della condizione e questa competizione rappresentava un'opportunità. Per questo dispiace molto essere usciti. Avevamo fatto tanto, ma evidentemente non è bastato»

In chiusura, Mandorlini ha ribadito il dispiacere per l'esito della serata, invitando però l'intero gruppo a voltare immediatamente pagina per concentrarsi sui prossimi impegni ufficiali in campionato:

«Se guardiamo soltanto il risultato c'è tanta amarezza, ed è inutile girarci attorno perché è un'eliminazione che fa male e che per come è maturata non ci sta assolutamente. Però il calcio è fatto anche di queste serate. Come dicevo prima, l'Arsenal ha perso contro una squadra di quarta serie e noi siamo usciti ai rigori dopo aver creato tantissimo e aver mostrato qualità importanti nel gioco. Buttare via tutto così fa arrabbiare, sembra quasi una serata da matti. C'è grande dispiacere, ma bisogna andare avanti. Abbiamo un obiettivo importante e già domenica saremo di nuovo in campo. Prima ci lasciamo questa partita alle spalle e meglio sarà per tutti»

Sezione: Serie C / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 18:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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