Attraverso una lunga e accorata nota diffusa sui canali social ufficiali del club, il presidente del Savoia, Arcangelo Sessa, è voluto intervenire in prima persona per rispondere alle critiche e ai malumori emersi nelle ultime settimane attorno all'ambiente biancoscudato.

Il numero uno della società ha espresso fin da subito l'esigenza di prendere la parola per difendere l'operato del gruppo dirigenziale e la bontà del lavoro portato avanti con i partner societari:

«Non sono abituato a scrivere pubblicamente. Ho sempre preferito lavorare in silenzio e lasciare parlare i fatti. Ma oggi, sento il dovere di intervenire. Cosa è cambiato dopo quel 3 maggio 2026? Non voglio raccontarlo io. Voglio lasciare che a parlare sia un video di pochi mesi fa»

Il massimo dirigente ha poi focalizzato l'attenzione sulle recenti reazioni della tifoseria nei confronti del vicepresidente Nazario Matachione, sottolineando la risposta fornita dalla squadra sul campo di gioco:

«Non lo pubblico per autocelebrarmi, anche perché in quel video non viene pronunciato il mio nome. Viene acclamato un altro nome: NAZARIO. Lo stesso Nazario che oggi viene fischiato e oltraggiato per avervi chiesto semplicemente di aspettare tre giorni prima di contestare, perché ci attendeva una partita importantissima di Coppa Italia. E tre giorni dopo la risposta è arrivata sul campo, una vittoria importantissima e un altro traguardo storico per il Savoia, con la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia. Guardate quel video. Ascoltate quelle voci. Come si passa, in pochi mesi, dagli applausi agli insulti? Dall’acclamazione alla contestazione? Cosa è cambiato davvero?»

Entrando nel merito di specifiche accuse sollevate nei confronti della gestione e del presunto oscuramento di capitoli del passato del club torrese, Sessa ha voluto chiarire la posizione della dirigenza:

«Oggi si arriva persino a contestare questa società perché non abbiamo voluto raccontare una precedente stagione di Serie C. Nessuno ha cancellato la storia del Savoia. Abbiamo scelto il rispetto. Quella squadra conquistò meritatamente la promozione, ma prima dell’inizio del successivo campionato di Serie C l’allora presidente fu tratto in arresto. La società affrontò gravissime difficoltà economiche e il suo futuro risultò seriamente compromesso»

Proseguendo nel ripercorrere quegli avvenimenti, il presidente ha ribadito le motivazioni etiche che hanno guidato le scelte della società sul piano della comunicazione storica:

«Conosciamo le conseguenze che quella stagione ebbe sul Savoia. Non conosciamo invece compiutamente l’esito delle vicende giudiziarie di quell’uomo. Proprio per rispetto nei suoi confronti abbiamo preferito non riportare alla luce una pagina dolorosa della sua vita. Non abbiamo voluto cancellare la storia. Abbiamo scelto di non riaprire una ferita. E anche questo dovrebbe essere motivo di contestazione?»

L'intervento si è poi spostato sul valore del progetto sportivo intrapreso con Emanuele Filiberto di Savoia e sui risultati finora raggiunti dal punto di vista dell'identità e della categoria:

«Voglio ricordare Emanuele Filiberto di Savoia, che ha creduto e continua a credere ed investire in questo progetto e ha riportato sulla nostra maglia lo storico stemma originale del 1908, lo stesso stemma sul petto della squadra campione del sud Italia del 1924. Grazie a lui e a Nazario oggi siamo nei professionisti»

Sessa ha fermamente respinto l'ipotesi che la formazione stia vivendo un momento di flessione o di difficoltà in termini di classifica e di obiettivi stagionali:

«E sia chiara un’altra cosa: il Savoia non sta attraversando alcuna crisi sportiva. Siamo pienamente in linea con i programmi annunciati. Basta guardare la classifica, una classifica cortissima, nella quale se volessimo guardare con obiettività, ci separano appena quattro punti dalla zona playoff. Questo fa comprendere che siamo in linea ai programmi stabiliti. Quale obiettivo avremmo tradito? Quale promessa non avremmo mantenuto? Basta guardare la classifica per darsi da soli una risposta»

Il vertice societario ha inviato un segnale perentorio a chiunque intenda destabilizzare l'ambiente o indirizzare le decisioni del club attraverso contestazioni ritenute ingiustificate:

«La critica sportiva è legittima e sarà sempre rispettata. Ma gli insulti, le contestazioni sistematiche e certi atteggiamenti che considero anomali non possono diventare la normalità. Ora basta. Mettiamo un punto. Chiunque pensi di utilizzare le contestazioni per esercitare pressioni, ottenere vantaggi o condizionare questa società deve sapere una cosa: ha sbagliato società»

In conclusione del suo messaggio, Arcangelo Sessa ha ribadito i capisaldi dell'azione dirigenziale e ha chiamato a raccolta l'intera piazza in vista dell'imminente impegno agonistico:

«La nostra linea è e resterà quella della legalità, della trasparenza e del rispetto. Nessuna pressione e nessun interesse estraneo al bene del Savoia potranno condizionare il nostro lavoro. E adesso pensiamo alla cosa più importante. Lasciamo da parte polemiche e divisioni. Pensiamo alla squadra, ai nostri colori e a ciò che ci aspetta. Pensiamo solo che domenica vi riportiamo a Salerno, all’Arechi, per scrivere altre pagine di storia»

Il patron biancoscudato ha infine chiuso rinnovando l'auspicio di poter condividere nuovi successi insieme alla tifoseria di Torre Annunziata:

«E mi auguro che quel video sia soltanto uno dei tanti che potremo ancora realizzare, tutti insieme, per festeggiare nuove vittorie, nuovi traguardi e altre grandi emozioni. Perché il Savoia è di chi lo ama, di chi lo sostiene e di chi vuole vederlo vincere. E noi vogliamo continuare a scrivere la sua storia. Insieme. Avanti Torre Annunziata! Avanti Savoia!»

Sezione: Serie C / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 17:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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