La Sambenedettese sta attraversando una fase di forte turbolenza sportiva ed societaria, e in questo contesto particolarmente delicato il presidente del club rossoblù, Vittorio Massi, ha deciso di intervenire pubblicamente attraverso una lunga e circostanziata lettera aperta inviata agli organi d'informazione per ripercorrere le tappe del suo percorso al timone della società e fare chiarezza sulle ultime vicende extracampo.

Nel suo intervento, il massimo dirigente della formazione marchigiana ha voluto innanzitutto riavvolgere il nastro del tempo, ripartendo dalle origini della sua avventura nel mondo del calcio locale: «Da sempre cittadino sambenedettese di Porto D’Ascoli, e tifoso, con la famiglia, della Sambendettese. Dedico con un gruppo di volenterosi il mio tempo e il mio denaro al Porto D’Ascoli seguendo la difficile trafila dalla Prima Categoria alla Promozione in Serie D. Correva l’anno 2021 e l’Amministrazione era quella del Sindaco Piunti. Nessun riconoscimento ad un piccolo ma importante quartiere della città per questo inaspettato risultato, ottenuto con risorse scarse, con il quale si faceva il grande salto in Serie D. Niente targhe né premiazioni, neanche un Gran Pavese che non si nega a nessuno».

Continuando nel suo amaro amarcord, il patron del sodalizio adriatico ha ricordato le circostanze che portarono all'unione delle forze e alla nascita dell'attuale realtà societaria: «Silenzio, doveroso silenzio perché la Samb di Renzi non si iscriveva in Serie C e retrocedeva in Serie D dopo un’estate infernale. Mi sono ritrovato improvvisamente nello stesso campionato della mitica Samb con il mio piccolo PDA fatto di tante persone, famiglie e ragazzi e il campo Ciarrocchi sul quale sono stati investiti tanto tempo e risorse private. Il campionato di Serie D non si poteva disputare al Ciarrochhi e abbiamo chiesto la disponibilità del Riviera delle Palme pena l’esclusione dal campionato. La disponibilità è stata data alla scadenza ultima per gentile concessione. È stato un onore entrare al Riviera delle Palme ed indimenticabili le partite con la Samb ma è sempre stato chiaro che il PDA doveva stare rispettosamente un passo indietro rispetto alla Samb».

L'attenzione del presidente si è poi spostata sul momento in cui gli fu chiesto di rilevare l'eredità del football cittadino, tra trattative e passaggi burocratici fondamentali: «Improvvisamente mio fratello e io fummo chiamati dal Sindaco Spazzafumo nelle famose serate estive a casa mia a sostenere le sorti della Samb e altrettanto velocemente dimenticati fino a quando il Presidente Gravina non ha spiegato al Sindaco Spazzafumo che senza l’aiuto della squadra del Porto D’Ascoli non si poteva fare nulla. Il Sindaco si ripresentò per tentare di salvare la squadra cittadina e nacque così San Benedetto Calcio cambiando denominazione al Porto D’Ascoli che nel frattempo era rimasta in Serie D con le sole forze della famiglia Massi. Fu un’estate bellissima che culminò con il cambio di nome del 10 agosto in U.S. Sambenedettese e la presentazione della squadra all’ex bocciofila il 25 agosto 2023 che non dimenticherò mai. L’emozione di un popolo che rinasce: il popolo rossoblù. Il primo campionato fu di prova, il secondo la promozione in Serie C. La nostra festa resterà nella storia».

Non sono mancate parole di rammarico per l'atteggiamento riscontrato da parte delle istituzioni locali e per il clima di scetticismo che ha circondato la sua gestione: «Nel frattempo difficoltà e veleni, nessun sostegno dall’amministrazione né economico né burocratico: solo ostacoli. Sembrava quasi che tutti gli ostacoli che non erano stati opposti ai vari Serafino, Renzi ecc ecc li avessero messi da parte per la famiglia Massi che si era permessa di crederci e ci era anche riuscita con il solo appoggio della tifoseria e degli stessi sponsor che ogni anno sono presenti e collaborativi. Tutti a dare consigli, tutti a proporre figli, nipoti, allenatori, direttori sportivi e soluzioni. Tutti a chiedere chiarezza sui conti e spiegazioni. I bilanci sono pubblici e soggetti a revisione. Le scelte sono discrezionali talvolta sbagliate ma queste scelte hanno portato la sambenedettese sino a qui con questa famiglia».

Passando al nodo centrale della governance e delle difficoltà economiche nel portare avanti da soli un progetto di tale portata, il patron dell'U.S. Sambenedettese si è espresso con estrema schiettezza, ventilando anche l'ipotesi di un riassetto al vertice: «Non abbiamo chiesto né cinque né dieci milioni a nessuno, abbiamo chiesto aiuto e sostegno oltre a quello che già ci danno i nostri sponsor nessuno escluso che non finiremo mai di ringraziare, perché da soli io e mio fratello non ce la possiamo fare. Chi ha partecipato alla riunione della scorsa settimana potrà dirvi con chiarezza che il presidente è pronto a farsi indietro e a lasciare spazio ad una nuova governance. Non c’è l’idea di comandare con i soldi degli altri. Questo ha scatenato insulti e mancanza di rispetto ingiustificato nei nostri confronti e delle nostre famiglie».

L'ampio carteggio tocca infine le criticità legate alle infrastrutture sportive cittadine, a partire dal centro per le giovanili fino alle recenti polemiche sulla partecipazione al bando pubblico per l'assegnazione dell'impianto cittadino: «La famiglia Massi non ha fatto affari con la Samb, non questo Presidente degli altri non so. Io so che abbiamo presentato un progetto per il campo sportivo Ciarrocchi a seguito di una convenzione firmata dalla precedente amministrazione per dare una solida base al settore giovanile che non ha campi dove giocare perché per troppi anni lo sport, almeno il calcio, in questa città è stato abbandonato e ancora attendo l’approvazione del progetto. La delibera del credito sportivo ottenuta rapidamente e ad un tasso agevolato scade tra 2 giorni in attesa dell’approvazione del progetto. È di tutta evidenza che il settore giovanile è il futuro della prima squadra e un vanto per la città ma ormai l’impianto è indecente e non sufficiente».

Riguardo alle problematiche tecniche incontrate nell'iter amministrativo del bando, la proprietà della compagine rossoblù ha precisato i contatti avvenuti con i tecnici ed i legali per tutelare la posizione del club: «E pertanto la Sambenedettese ha partecipato al bando del campo Merlini solo ed esclusivamente perché ha bisogno di strutture. Gli orari destinati alla Samb negli anni scorsi non sono sufficienti perché la Samb è una squadra professionista e così i suoi giovani che fanno trasferte continue e allenamenti quasi ogni giorno. Non c’è prepotenza né arroganza solo necessità. E veniamo al bando del Merlini, sin dal giorno 8 settembre i professionisti che assistono la Sambenendettese hanno avuto difficoltà con il portale su cui presentare l’offerta perché il portale non consentiva un rialzo superiore ad euro 1000, circostanza comunicata agli uffici competenti. Alla fine, il 10 settembre prima data di scadenza prorogata è stata inviata l’offerta di mille euro perché l’anomalia non era stata ancora risolta ma non era a quella data possibile fare un’offerta superiore».

In chiusura del suo dettagliato sfogo, Vittorio Massi ha espresso profonda amarezza per il trattamento riservato alla sua persona e alla sua famiglia, ipotizzando le imminenti valutazioni sul futuro del club: «I nostri legali valuteranno l’opportunità di procedere con un ricorso nel frattempo condivido a pieno le considerazioni del Sindaco Mozzoni: vince chi risponde ai parametri, sicuramente l’offerta economica non era delle migliori data la situazione anomala, gli altri parametri non saprei. Non vince il merito ma il rispetto delle regole. Singolare è l’atteggiamento generale. Se la Samb fosse stata di un Serafino qualunque si sarebbe gridato allo scandalo e al sabotaggio, oggi si invoca la correttezza e si butta fango sulla famiglia Massi. Nemo profeta in patria! È saggio farsi da parte se non sei gradito. Valuteremo la soluzione migliore per le nostre famiglie e per la Samb».

Sezione: Serie C / Data: Mer 14 ottobre 2026 alle 12:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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