Un successo pesante, di carattere, maturato in un clima teso fuori dal campo ma gestito con grande lucidità sul rettangolo verde. L'Ancona espugna lo stadio del Giulianova con un netto 0-2 nel settimo turno del girone F di Serie D, portando a casa tre punti fondamentali per il proprio cammino. Nel post-partita, il tecnico dei dorici Agenore Maurizi ha analizzato a tutto tondo la prestazione dei suoi, partendo però da un doveroso e sentito messaggio di solidarietà per un grave episodio di cronaca avvenuto nei pressi dell'impianto, dove la giornalista Silvia Trillini è rimasta ferita al volto da un sasso che ha infranto il vetro della sua postazione.


Le prime parole in sala stampa di mister Maurizi sono state tutte per la cronista coinvolta nell'incidente: "Innanzitutto mi dispiace molto per l'amica Silvia Trillini, oltre a essere una bravissima giornalista è una persona che stimo, così come stimo la sua famiglia, il marito e il padre, ex attore. Mi dispiace profondamente per quanto accaduto e sono totalmente solidale con lei. Su questi gesti inqualificabili non si può che esprimere la massima solidarietà".


Tornando al calcio giocato, il tecnico ha elogiato la maturità della sua squadra, capace di soffrire ma anche di colpire con intelligenza: "È riduttivo dire che abbiamo vinto soltanto con la volontà. Certo, quella è sempre determinante per poter vincere, ma oggi è stata una partita maschia, bellissima, giocata su tantissimi duelli e scontri fisici. L'aspetto più importante è che abbiamo giocato in maniera molto umile. Abbiamo cercato di attrarli, di farli sfogare abbastanza per poi iniziare a giocare, cercando soprattutto di non subire le loro transizioni, un fondamentale in cui avevano dimostrato di essere molto pericolosi nelle ultime uscite. Faccio i complimenti alla mia squadra, a tutti i calciatori scesi in campo, a chi è andato in panchina e a chi era in tribuna. Sono contento per la nostra società, nata da poco".


Un pensiero speciale è andato alla tifoseria dorica, assente in trasferta, e al blasone della piazza: "Mi dispiace tantissimo che oggi i nostri tifosi non ci fossero. Mi sarebbe piaciuto che vedessero con i loro occhi questa prova di carattere, hanno fatto l'Ancona Calcio esattamente come loro chiedono. Faccio l'allenatore da un po', conosco le dinamiche, e sono molto innamorato della città di Ancona, delle istituzioni e della tifoseria. Questo risultato ci mette in una buona condizione di classifica; siamo lì, ma ci sono ancora tantissime cose da migliorare, lo spessore da acquisire è ancora incredibile. Parlo a ruota libera: ci sono tante cose da sistemare, e se non lo faremo, questo risultato sarà fine a sé stesso".


Interrogato sulla scelta di schierare le due punte (scelta premiata dal gol di uno degli attaccanti), Maurizi ha offerto la sua visione pragmatica del calcio: "Questo è il problema principale dell'Ancona, me lo dicono sempre, ma io non ho giocato con questo sistema di gioco. Negli anni ho giocato anche così, ma i sistemi di gioco non contano nulla, conta l'interpretazione che i calciatori danno in campo. Lo dicono tutti gli allenatori di Serie A e dei campionati importanti, io sono l'ultimo della ruota ma mi accodo. In questo mondo di dilettanti tutti pensano che giocare a quattro, a tre, a due o a una punta faccia la differenza. Non è così, conta chi scende in campo e le caratteristiche dei giocatori. Se gli esterni in un 4-2-3-1 vengono a giocare vicino alla punta, stai di fatto giocando a tre, ed è ancora più pericoloso. Anche oggi il Giulianova non ha fatto una cattiva partita schierandosi proprio con il 4-2-3-1".


Il finale di gara è stato un vero e proprio saggio di gestione dell'emergenza. L'Ancona ha dovuto ridisegnare completamente la mediana, rimanendo anche in dieci uomini, e adattando il difensore Marafini a centrocampo: "Mercoledì in Coppa abbiamo giocato in mezzo al campo con due ragazzini di grande prospettiva, ma che non avevano mai giocato a due in quel ruolo. Oggi abbiamo iniziato con tre centrocampisti, ma uno in realtà non lo era e si sta adattando in questi giorni, facendo peraltro una grande partita di sacrificio (Capicci, ndr). Poi si è fatto male un altro centrocampista e non sapevamo cosa fare, perché avevamo a disposizione solo un giocatore con spiccate caratteristiche offensive. Siamo rimasti in dieci e a quel punto ci siamo inventati Marafini davanti alla difesa. Nell'ultima mezz'ora abbiamo giocato con un 3-5-1, con Marafini in mezzo alla linea, Sbardella che marcava Martinelli e un altro su Arras. Marafini si staccava per fare il play, una soluzione che avevamo già provato l'anno scorso con altri giocatori. Ci siamo dovuti arrangiare, e quando ho dovuto togliere Mannuzzi per far entrare Gueye è stato perché in quel momento, soffrendo sui calci piazzati, ci serviva struttura fisica per avere copertura e sostanza. Abbiamo rischiato qualcosina abbassandoci, ma è andata bene. Come dico sempre, nel calcio è così: se va bene hai fatto tutto giusto, se va male hai sbagliato tutto".

Sezione: Serie D / Data: Lun 12 ottobre 2026 alle 09:00
Autore: Andrea Villa
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