Non c'è pace per il Pontedera. Nel settimo turno del girone D di Serie D, i granata cadono anche sul campo del Lentigione con il risultato di 2-0, incassando la sesta sconfitta su sei partite fin qui disputate (la squadra deve ancora recuperare un match, ndr). Un ruolino di marcia disastroso che relega la squadra in una situazione di classifica difficilissima.

Al termine della gara, il tecnico del Pontedera, Giuseppe Mascara, si è presentato in sala stampa per analizzare il match, mettendo la faccia davanti a questo momento di profonda crisi. L'allenatore ha difeso il proprio lavoro, evidenziando le difficoltà strutturali e fisiche della rosa, ma mettendosi al contempo a completa disposizione delle decisioni della società.


Analizzando l'andamento della sfida contro il Lentigione, Mascara ha puntato il dito sull'autonomia limitata dei suoi: "Sapevamo che nel secondo tempo, dopo un quarto d'ora o venti minuti, si poteva calare fisicamente. Non siamo ancora al completo perché anche altra gente che è arrivata da poco non è ancora in condizione, quindi stiamo cercando pian piano di portarli a un certo livello per poi poter disporre di una rosa competitiva".

Dall'altra parte c'era un avversario di caratura superiore, costruito per il vertice: "Sapevamo chi avevamo di fronte: una squadra che da un paio d'anni cerca di salire di categoria. In cinque partite ha fatto quattro vittorie e un pareggio. Conoscevamo il valore di questa formazione e l'abbiamo preparata bene. Nel primo tempo penso che sì, abbiamo sofferto qualcosina, ma eravamo ben messi in campo e concentrati, sapevamo quello che dovevamo fare. Poi, quando cali fisicamente e perdi le misure, è normale andare in difficoltà: dall'altra parte c'è la qualità, abbiamo perso l'ennesima palla a centrocampo, l'abbiamo consegnata a loro e hanno fatto gol".


Il passaggio più intenso delle dichiarazioni del tecnico granata riguarda però la situazione generale della squadra e la sua posizione in panchina. Mascara rivendica il duro lavoro svolto fin dal ritiro estivo, ammettendo però gli errori commessi in fase di costruzione della rosa, eccessivamente ricca di under per una categoria spietata come la Serie D.

"Io sono venuto a Pontedera per lavorare e non per 'pettinare le bambole' – ha tuonato l'allenatore, utilizzando una colorita metafora –. Se poi il lavoro non piace a chi di dovere e agli addetti ai lavori, faranno le proprie valutazioni. Ma io, dal 20 luglio a oggi 11 ottobre, ho la coscienza a posto. So di aver fatto un grande lavoro, so di aver messo tutto me stesso. Se devo assumermi le mie responsabilità, me le prendo senza nessun problema".

Il tecnico ha poi chiesto lucidità nell'analizzare la situazione della squadra: "Bisogna vedere il percorso che è stato fatto dal 20 luglio a oggi. Si è costruita una squadra di giovani, ma si è capito che in questo campionato con i giovani, purtroppo, non si può andare avanti. Stiamo cercando di ricostruire, ma ci vuole del tempo".

Infine, un messaggio chiaro alla dirigenza sul suo futuro: "Io sono a disposizione di tutto e di tutti, soprattutto della società. Se ne parla a quattr'occhi, si valuta quello che vogliono fare... ma voglio precisare e ribadire che ho la coscienza a posto verso tutti e tutto".

Ora la palla passa alla società: bisognerà capire se la dirigenza deciderà di dare ancora fiducia e, soprattutto, tempo a Mascara per provare a raddrizzare una barca che, in questo momento, sembra fare acqua da tutte le parti.

Sezione: Serie D / Data: Lun 12 ottobre 2026 alle 09:30
Autore: Andrea Villa
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