Omar Trovarello, attuale consulente di mercato del Chieti, è intervenuto durante la trasmissione TALK SportAbruzzo per analizzare il momento cruciale vissuto dal club teatino in vista dei play-out contro la Recanatese. Il dirigente ha espresso con forza il proprio legame viscerale con la piazza, sottolineando come la sua partecipazione al progetto nasca da un sentimento profondo e non da interessi materiali.
«Io sono proprio un figlio di Achille, uno che comunque lotta sempre: non mi do mai per vinto in tutte le fasi della vita» ha esordito Trovarello, descrivendo lo spirito guerriero che sta animando questa rincorsa. «Sapevo che era dura però ho detto dobbiamo lottare, dobbiamo cercare di fare in modo di arrivare all’obiettivo anche se avevamo l’uno per cento delle possibilità».
Secondo il consulente, la situazione è drasticamente migliorata grazie alla tenacia di tutto l'ambiente, passando da una condizione quasi disperata a una sfida alla pari per la permanenza in categoria. «Adesso siamo veramente al cinquanta per cento, forse pure più del cinquanta per cento e quindi vuol dire che questa voglia di non mollare mai di lottare sempre fino all’ultimo respiro».
L'ex direttore sportivo neroverde ha voluto chiarire la natura del suo incarico, definendolo un vero e proprio atto d'amore verso i propri colori e la propria gente. «Poi lo dovevo alla mia città alla mia gente. Lo ritenevo possibile poi ci vogliono anche le competenze sono d’accordo ma chiunque altro sarebbe venuto da fuori comunque non accettava o sarebbe venuto a speculare ancora».
La scelta di mettersi a disposizione della società è stata guidata dalla volontà di proteggere il titolo sportivo e la storia del club senza gravare sulle casse societarie. «Io come ho detto in altre sedi non ho fatto accordi economici. Non ho fatto quello che ho fatto l’ho fatto per il Chieti, per la mia piazza, per la mia città, per la mia gente» ha ribadito con fermezza.
Nel corso dell'intervista a SportAbruzzo, Trovarello ha toccato anche temi delicati riguardanti la gestione burocratica e il rischio di penalizzazioni, svelando le indicazioni fornite per tutelare il club. «Ho potuto dare delle indicazioni perché vedevo che i primi ragazzi che rescindevano il contratto con il Chieti avevano ottenuto un incentivo all’esodo» ha spiegato il dirigente.
Per evitare complicazioni legali o sportive, la linea suggerita è stata quella del massimo rigore formale durante i movimenti in uscita della rosa. «Io sapendo quella che era la situazione attuale che è quella che poi avrebbe scaturito tutto il percorso, imposi a dire "no, dobbiamo rescindere ma dobbiamo rescindere con nulla a pretendere a tutti"».
L'annata è stata descritta come un percorso tortuoso, iniziato in un momento di grande incertezza tecnica e budgetaria che ha richiesto interventi radicali. «Purtroppo l’annata è stata veramente veramente difficile. Quando sono stato chiamato in causa il mister ha chiesto espressamente di coinvolgermi nel progetto salvezza per la squadra» ha ricordato Trovarello.
La sfida contro la Recanatese rappresenta ora il culmine di questo lavoro, un bivio fondamentale che potrebbe garantire la "doppia salvezza", sia sul campo che a livello societario. «Speriamo di finire veramente con la vittoria e la salvezza. Salvando soprattutto la categoria avremo modo di giocarci le carte pure fuori dal campo per cercare di saldare un po’ tutte le spettanze».
Nonostante le difficoltà nel convincere nuovi giocatori ad approdare in una piazza mediaticamente sotto pressione, il mercato di riparazione ha portato elementi che ora sono pronti a dare il massimo. «È stato difficile perché poi i giornali comunque scrivono... i titoloni non erano buoni e tanti ragazzi hanno rifiutato. C’è voluto tanto per convincerli però alla fine i ragazzi che sono arrivati sono validi».
Infine, Trovarello ha rinnovato la fiducia nel tecnico Del Zotti, con il quale condivide un passato di successi e spareggi vinti, guardando con ottimismo al match decisivo. «Io mi aspetto una bella partita sarà difficile fare calcoli secondo me sono due squadre che comunque tendono a giocare. Faremo il nostro calcio che è quello non speculativo, quello di cercare comunque sempre il gol».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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