“Il mio sogno? Giocare in Serie A”. Così, nel dicembre 2018, parlava Tommaso Augello su gianlucadimarzio.com. E oggi, a 11 mesi di distanza, il terzino della Sampdoria può considerare il suo desiderio realtà. Il classe ’94 ha infatti esordito in maglia blucerchiata nella vittoria in pieno recupero contro la Spal, subentrando al 30’ del secondo tempo.
Un ricordo che rimarrà indelebile nella sua testa: “Sono felice. Debuttare in questo modo è bellissimo, soprattutto per la situazione in cui ci troviamo. Sapendo di non dover giocare dal primo minuto avevo meno pressione, ma quando il mister mi ha chiamato ho subito pensato ‘Cavolo, forse ora faccio l’esordio’. Poi però in campo sono stato sereno. Ranieri non mi ha detto nulla, solo di giocare esterno alto. Anche se un po’ fuori ruolo, credo di aver risposto presente” le sue parole ai microfoni di Sky Sport.
E pensare che solamente 5 anni fa giocava in Serie D, al Pontisola, squadra di Ponte San Pietro in provincia di Bergamo: “Sono arrivato lì a 16-17 anni e sono rimasto per tre stagioni”. I primi calci al pallone, però, Tommaso li dà nel Cimiano, nel nord-est della periferia milanese, dove arriva a piedi o al massimo in bicicletta: “Ci ho passato 10 anni, è uno dei migliori settori giovanili di Milano”, nonché una società affiliata al Milan: “Sì, e da piccolo facevo il tifo per quei colori”. Poi, dopo la parentesi in D col Pontisola, finalmente l’arrivo nei professionisti a Gorgonzola con la Giana Erminio, nell’allora Lega Pro. Qui, sotto la guida di Cesare Albé, suo grande estimatore e maestro, il ventenne Augello passa altre tre stagioni. Fino alla chiamata dello Spezia, in Serie B, nell’estate del 2017. Un primo anno da riserva e un secondo da titolare, per poi arrivare finalmente alla Sampdoria, dove il sogno comincia a farsi più concreto.
Un salto di categoria graduale, ma avvenuto comunque in breve tempo. Tommaso, però, non ne è assolutamente spaventato: “Credo di poterci stare in Serie A. Già dagli allenamenti lo penso, ma è anche vero che il campo è un’altra cosa”. Coraggio, sorrisi e anche tanta umiltà. È così che Augello ha conquistato Ranieri: “Il mister sta dimostrando che c’è spazio per tutti, bisogna solo lavorare sodo e sfruttare le proprie opportunità. Ci sta dando molta serenità da quando è arrivato. Non siamo mai stati depressi, anche se fuori c’era un ambiente complicato. Abbiamo sempre lavorato con il sorriso”.
I risultati in campo si vedono, ma Tommaso vuole costruirsi una carriera anche al di fuori. Ecco perché ha deciso di studiare Scienze Sociali per la Globalizzazione alla Statale di Milano: “Mi mancano sei esami. I primi anni ero a casa e riuscivo a frequentare e a darne molti. Allo Spezia ne ho dato uno e quest’anno vorrei darne uno o due. Non mi andava di stare fermo nel tempo libero senza studiare, credo che tutto ciò potrà rivelarsi utile in futuro. La mia priorità, però, l’ho sempre data al calcio”. Quello sport a cui dedica corpo e anima in ogni allenamento, quel gioco che da bambino lo faceva ispirare a Paolo Maldini. Ora, però, i suoi modelli sono altri: “In Serie A ce ne sono molti, ma in particolare mi piace Kolarov”.
Un sogno chiamato esordio, ora diventato realtà. Con una dedica speciale a suo padre, venuto a mancare un anno fa: “Lui era il mio primo tifoso, mi seguiva passo dopo passo” le parole di Tommaso in occasione della presentazione con la Sampdoria. “È triste non poter vivere questa gioia insieme a lui, ma sono sicuro che mi stia seguendo da lassù”. Di certo sarebbe fiero del suo sorriso, della sua semplicità, del suo coraggio e della sua tenacia. Dalla Serie D alla Serie A, in attesa di traguardi sempre più grandi.
Autore: Massimo Poerio
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