La stagione del Derthona si è conclusa nel peggiore dei modi davanti a una cornice di pubblico straordinaria, con ben 1600 spettatori accorsi allo stadio Fausto Coppi per sostenere i colori bianconeri. Nonostante la spinta dei tifosi e una prestazione generosa da parte dei ragazzi in campo, il verdetto è stato implacabile e ha sancito una retrocessione che pesa come un macigno sulla storia del club piemontese.
Il presidente Cristiano Cavaliere, visibilmente scosso dal risultato, ci ha messo la faccia subito dopo il fischio finale, assumendosi la piena responsabilità di quanto accaduto durante l'intero arco del campionato. «Eviterei di entrare in giudizi e dinamiche tecniche, mi limiterei a dire semplicemente, come ho detto direttamente ai tifosi, che in quanto presidente sono il primo colpevole della situazione» ha esordito il numero uno societario.
«Chiedo scusa a tutti, capisco che non interessi a nessuno, ma questa è la pagina sportiva personale più brutta da quando bazzico i campi da calcio» ha proseguito Cavaliere con un tono carico di rammarico. «Né quando giocavo, né da dirigente, ho mai vissuto una giornata così negativa e faccio veramente fatica ad assimilarla. Bisognerà in qualche modo farsene una ragione, io per primo e mi auguro anche tutte le persone intorno a me».
Il presidente ha poi voluto rassicurare l'ambiente circa il proprio impegno futuro, nonostante la batosta subita nel play-out. «Dobbiamo rimboccarci le maniche come ho promesso ai tifosi e fare tutto il possibile per permettere a questa squadra di tornare immediatamente dove le compete. Mi sento il primo responsabile perché sicuramente nell'arco della stagione forse poteva essere fatto qualcosa di diverso».
In merito alle voci che lo hanno accostato ad altre realtà calcistiche nelle ultime settimane, Cavaliere ha voluto fare chiarezza una volta per tutte, ribadendo il suo legame indissolubile con la causa del Derthona. «È un po' di tempo che le persone mi chiedono se vado al Sestri Levante, al Ligorna o al Vado, ma ribadisco per l'ennesima volta il concetto: io non sono un calciatore sul mercato».
«Sono un presidente che stava creando tante cose veramente positive, stavamo ottenendo risultati da tanti punti di vista, ma l'unico campo sul quale siamo stati lacunosi è stato quello della prima squadra» ha analizzato il patron. «Purtroppo oggi siamo retrocessi, ma io sono il primo, per il bene del Derthona e da tifoso del club, pronto a fare un passo indietro qualora si presentasse qualcuno che dimostrasse di poter fare meglio».
Il tema della successione è stato affrontato con estrema trasparenza, sottolineando però come finora nessuno si sia fatto avanti con proposte concrete e solide. «Se c'è qualcuno che conoscete, portatelo pure, io mi siedo a un tavolo ben volentieri ad accettare qualsiasi discorso. Mi dispiace che a oggi non sia successo, e se sono ancora qua è perché credo tanto nelle possibilità di costruire qualcosa di importante».
Cavaliere ha descritto la retrocessione come un ostacolo imprevisto in un percorso di crescita che aveva ben chiaro in testa. «Questo è un intoppo che non avevo messo in preventivo nel percorso che avevo in testa, ma la retrocessione mi rende ancora più responsabile della necessità di riportare immediatamente il club dove merita di stare. Non è un annuncio di ricerca per qualcuno che subentri».
«Al contrario, sto semplicemente dicendo che chiedo scusa e che cercherò di rimediare il più velocemente possibile agli errori commessi» ha puntualizzato con determinazione. «Se per caso c'è qualcuno in grado di portare il Derthona in Serie B o in Serie A il più velocemente possibile, io sono pronto a farmi da parte, perché credo sia lampante che facendo questo mestiere non si guadagnano soldi».
Il motore che spinge il presidente a continuare è la pura passione per lo sport e per la crescita dei giovani atleti. «Lo faccio per la voglia di costruire qualcosa anche nel calcio e per la soddisfazione che provo quando vedo tanti ragazzi che hanno la possibilità di andare sul campo a giocare vestendo i colori di una società gloriosa come questa. Mi dispiace davvero tanto per come è finita oggi».
Guardando al futuro prossimo, la dirigenza vaglierà ogni opzione possibile per riconquistare la categoria perduta, senza escludere nessuna strada regolamentare. «Valuteremo tutte le possibilità, se ci sarà la chance di chiedere un ripescaggio o se saremo obbligati a ripartire dall'Eccellenza lo vedremo in settimana a mente fredda. Adesso non è il momento giusto per parlarne, ma vaglieremo tutto per il bene del Derthona».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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