Un duro atto d’accusa. Durissimo. Che creerà discussioni (e ripercussioni) in casa Grassina, che con la sconfitta di ieri (4-0) contro il San Donato Tavarnelle ha chiuso un’annata terribile tornando in Eccellenza.
Ma le Brigate Rossoverdi, che per tutta la stagione non hanno potuto essere presenti sugli spalti ma hanno cercato comunque di far sentire la loro vicinanza, adesso si tolgono i sassolini dalle scarpe. Che in realtà sono veri e propri macigni.
“Finalmente finisce questa annata – iniziano -che a noi tifosi ha regalato solo dispiaceri e una retrocessione annunciata”.
“Non sono bastati – accusano – gli stadi chiusi e un campionato falsato dalla pandemia, ci siamo dovuti anche sorbire una serie di errori e ripicche tra giocatori e staff dirigenziali che hanno portato la nostra squadra a “passeggiare” per 15 partite pensando principalmente alle diatribe interne fregandosene dei sacrifici e del calore che una piazza come la nostra ha sempre riservato”.
“Una piazza – rivendicano – che nonostante ciò, ha fatto decine di iniziative tutto l’anno per far capire come il gruppo tenesse alla categoria ed ai suoi giocatori”.
“I quali – rilanciano – nonostante l’apparenza, mai hanno avuto un sussulto d’orgoglio o di appartenenza, rimanendo passivi con tutte le squadre che venivano a divertirsi al “Pazzagli” e facendo, molte volte, gite turistiche in trasferta”.
“Forse – riflettono – è stato meglio per tutti che gli stadi siano stati chiusi perché se fossimo stati presenti in trasferte scomode come Foligno o Montespaccato ci sarebbero stati strascichi già durante l’anno…”.
“Poi c’è stato l’ultimo periodo – proseguono – dove la squadra, ottenuto quello che voleva, ha provato una rincorsa alla salvezza che per alcuni è potuta sembrare “commovente”. Ma che a noi è servita ad aumentare ancora di più la nostra rabbia per quello che è stato e quello che invece poteva essere”.
“Parlando invece della società – dicono ancora le Brigate Rossoverdi – sappiamo che anche economicamente l’annata non era facile, ma indipendentemente da questo, sono state fatte scelte scellerate e anche quando la situazione era ormai palesemente fuori controllo, è stato aspettato mesi e mesi prima di prendere una decisione”.
“Questo immobilismo – accusano ancora – dove le scelte fatte non venivano né difese né messe in discussione, ha portato ad un disastro tecnico senza precedenti. I problemi vanno affrontati e non lasciati al caso in attesa che la situazione si risolva da sola… non funziona così!”.
“Da domani inizia un nuovo anno – guardano al futuro – ci sarà da programmare bene la stagione e scegliere con coscienza le persone giuste. Vincere non è la nostra priorità,sappiamo bene che la nostra storia non lo impone, ma esigiamo rispetto. Se qualcuno non sa gestire la pressione, vada in altre piazze, almeno avranno tre gatti in tribuna ai quali non dover rendere conto di niente!”.
Autore: Redazione NotiziarioCalcio.com / Twitter: @NotiziarioC
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