La Pistoiese rientra dalla trasferta di Sant’Angelo con un pareggio che lascia sensazioni contrastanti, frutto di una partita vissuta su due binari diametralmente opposti. Al termine del confronto, l'allenatore arancione Lucarelli ha analizzato la prestazione dei suoi con estrema lucidità, non nascondendo il forte disappunto per l'atteggiamento mostrato dalla squadra nella prima frazione di gioco.
Il tecnico livornese ha ammesso senza giri di parole di aver dovuto alzare la voce durante l'intervallo per scuotere un gruppo apparso inizialmente privo della necessaria cattiveria agonistica. «Cosa ho fatto all’intervallo? Ho detto "qualcosina" alla squadra, per usare un eufemismo» ha esordito il mister, sottolineando come l'avvio di gara sia stato pesantemente condizionato dalle fatiche del turno infrasettimanale.
Secondo l'analisi di Lucarelli, il Sant’Angelo ha approcciato il match con una determinazione superiore, riuscendo a dominare il campo grazie a un'intensità che la Pistoiese non è stata in grado di pareggiare nei primi quarantacinque minuti. «Abbiamo fatto un primo tempo inguardabile, fin dall’inizio si è capito che la sfida di mercoledì aveva lasciato delle scorie» ha rincarato la dose l'allenatore.
Tuttavia, il cambio di passo registrato nella ripresa ha dimostrato che le difficoltà non erano di natura atletica, bensì legate esclusivamente all'aspetto mentale e all'approccio alla gara. Per il tecnico, la reazione avuta nel secondo tempo è la prova che la condizione fisica è ancora ottimale, ma che certi cali di concentrazione non possono essere ammessi in questa fase del torneo.
«Nel secondo tempo siamo rientrati mettendo quelle qualità che nella prima frazione non avevo visto» ha osservato Lucarelli, spiegando che se fosse stato un problema di uomini o di modulo, avrebbe dovuto sostituire l'intero undici titolare. La chiave della rimonta risiede dunque esclusivamente nel cambio di mentalità e nella ritrovata voglia di lottare su ogni pallone.
Sul piano tattico, l'inserimento di Rizq negli ultimi venti metri ha fornito alla Pistoiese quella fisicità necessaria per scardinare la difesa avversaria, una soluzione su cui lo staff tecnico sta lavorando da tempo. «Non basta mettere quattro punte per essere pericolosi, ci sono movimenti e aspetti tattici da studiare nel dettaglio» ha precisato il mister, promuovendo però l'efficacia della variante offensiva.
Sulla stessa lunghezza d'onda si è espresso Rossi, autore della rete che ha dato il via alla rimonta arancione. Il calciatore ha confermato come lo spogliatoio fosse consapevole dell'errore commesso in avvio, sottolineando che in un finale di stagione così serrato non sono ammessi regali agli avversari, specialmente quando mancano pochissime tappe al termine.
«Abbiamo sbagliato approccio e atteggiamento fin dall’inizio, sapevamo che abbiamo sei finali, ora cinque, da giocare e non possiamo regalare un tempo» ha dichiarato il numero 25, evidenziando la metamorfosi avvenuta tra i due tempi. Se nella prima parte di gara la squadra si era limitata a lanci lunghi e imprecisi, nella ripresa è emersa una fame diversa che ha cambiato l'inerzia del match.
Rossi ha poi posto l'accento sull'importanza delle palle vive, rivelatesi decisive contro una formazione organizzata come quella lodigiana. «Siamo stati bravi con due calci piazzati a riportarci in vantaggio. Forse era davvero l’unico modo per segnare contro un Sant’Angelo organizzato» ha concluso il centrocampista, rivendicando il valore di una reazione di gruppo che tiene viva la speranza.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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