La sconfitta casalinga rimediata dal Treviso contro l’Obermais ha lasciato il segno, aprendo una riflessione profonda all'interno dell'ambiente biancoceleste. Al termine del match terminato 0-2, l'allenatore Edoardo Gorini ha analizzato l'attuale momento della squadra con estrema schiettezza, individuando nella psicologia dei calciatori il principale ostacolo da superare per riprendere la marcia verso l'obiettivo finale.
Secondo il tecnico, il gruppo sta ancora pagando le conseguenze psicologiche dei precedenti passi falsi, che sembrano aver tolto certezze a una formazione fin qui protagonista di un ottimo percorso. «È evidente che è una questione di testa. La sconfitta con la Luparense pesa ancora, alla testa non si comanda» ha dichiarato l'allenatore, evidenziando come il peso del traguardo ormai vicino stia paradossalmente frenando le gambe e l'ingegno dei suoi uomini.
Nonostante il vantaggio in classifica resti rassicurante, Gorini non nasconde che questo rappresenti il primo vero spartiacque negativo della stagione. Il mister ha sottolineato come la pressione aumenti proprio quando si vede la meta: «È il primo vero momento di difficoltà in questo campionato, ma abbiamo 10 punti di vantaggio e dobbiamo cercare di venirne fuori. Forse perché, vedendo il traguardo, gli ultimi passi sono sempre i più difficili».
Entrando nel merito delle scelte tattiche, il mister ha difeso l'assetto iniziale, puntando però il dito contro le disattenzioni individuali che hanno spianato la strada agli avversari. In particolare, il primo gol subìto è stato descritto come il simbolo della scarsa lucidità del momento, nato da una gestione del pallone errata in una zona di campo dove la semplicità avrebbe dovuto prevalere sull'estetica o sull'incertezza.
«La formazione messa in campo andava bene, con due trequartisti e un attaccante. Abbiamo però regalato un gol da una palla evitabile» ha spiegato Gorini con rammarico, aggiungendo che in quella specifica circostanza sarebbe bastato allontanare la sfera invece di tentare un rischioso passaggio all'indietro. Per il tecnico, si è trattato di un errore figlio esclusivamente della «confusione mentale» che sta attanagliando la squadra.
Il Treviso ha comunque provato a reagire creando diverse palle gol, ma la precisione sotto porta è venuta meno, confermando un trend di scarsa concretezza che preoccupa lo staff tecnico. La mancanza di freddezza negli ultimi metri è un altro sintomo di quel nervosismo che impedisce ai giocatori di esprimersi secondo i propri standard abituali, trasformando potenziali occasioni in rimpianti.
Un altro tema centrale affrontato da Gorini riguarda la leadership all'interno del rettangolo verde. L'assenza di figure carismatiche capaci di guidare i compagni nei momenti di burrasca si sta facendo sentire oltre il previsto. «Manca Scotto, manca il giocatore che tranquillizza i compagni e prenda in mano la situazione» ha ammesso il mister, lanciando un appello al resto della rosa affinché ognuno aumenti il proprio livello di coinvolgimento.
L'allenatore chiede un atto di maturità collettiva, ricordando che il tesoretto di punti accumulato deve essere uno stimolo e non un motivo di ansia. «Dobbiamo essere bravi a responsabilizzarci tutti di più, ricordandoci che abbiamo comunque 10 punti di vantaggio» ha ribadito, cercando di infondere quella dose di autostima necessaria per affrontare il prossimo impegno agonistico previsto tra soli quattro giorni.
Un accenno specifico è stato fatto anche su Svidercoschi, apparso particolarmente appannato e lontano dalla sua forma migliore. Per Gorini, l'attaccante è lo specchio del momento che vive l'intero spogliatoio: «Non riesce a fare quello che vuole, nella sua testa c’è frenesia e confusione, e di conseguenza siamo poco lucidi». La priorità assoluta, dunque, resta quella di svuotare la mente dai pensieri negativi per ritrovare la brillantezza perduta.
Il tecnico conclude ribadendo che il lavoro principale da svolgere nelle prossime ore non sarà sul campo, ma nel dialogo e nel recupero delle energie nervose. L'obiettivo è presentarsi alla prossima sfida con uno spirito rinnovato e la «mente più libera», per evitare che la paura di vincere si trasformi in un ostacolo insormontabile verso la promozione.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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