Levico Terme, Beretta: «Servono decisioni veloci. Inverosimile riprendere a giocare»

02.04.2020 12:00 di Francesco Vigliotti   Vedi letture
Levico Terme, Beretta: «Servono decisioni veloci. Inverosimile riprendere a giocare»

Ha parlato ai colleghi del quotidiano "L'Adige" il presidente del Levico Terme, Sandro Beretta. Questi alcuni passaggi sottolineati dalla nostra redazione: «Il discorso calendari, partite da recuperare e via dicendo in questo momento è l’ultimo dei miei pensieri. Nei giorni scorsi ho chiamato la Federazione a Roma per capire cosa hanno in mente di fare. In queste settimane sto leggendo di tutto e di più, con la possibilità addirittura di giocare a giugno e luglio. Credo che in questo momento la priorità che deve avere la Federazione è la salvaguardia delle società sportive. Agire subito! Non bisogna avere tanti tentennamenti, servono decisioni veloci. Il tempismo è fondamentale nelle situazioni di emergenza e necessita di fermezza. Purtroppo quello che leggo quotidianamente sul calcio professionistico per l’emergenza coronavirus, fa sentire sempre più lontano il nostro calcio dei dilettanti- Ora la priorità è la salute pubblica e per me il campionato è finito! Credo che oggi sia inverosimile pensare di riprendere a giocare dopo una sosta così lunga. Stiamo vivendo una situazione drammatica senza precedenti e nessuno è in grado di determinare o ipotizzare una fine. Rendiamoci conto che a settembre, se avremo la fortuna di riiniziare a giocare, probabilmente molte società non ci saranno più al via del campionato, soprattutto in serie D. È evidente che le società sportive sono rette dalle sponsorizzazioni delle aziende e quindi, le stesse aziende in questo momento, giustamente, hanno in mente tutt’altro che il calcio. Come possiamo pensare che tra uno o due mesi, la nostra squadra, ad esempio, dovrà andare a giocare in Lombardia? È evidente che ci saranno ancora casi di coronavirus e non solo in quella regione. Sia chiaro: è un discorso non solo riguardante la serie D, ma tutte le categorie. Prendiamone atto. Sono poi sicuro che quando non si sentirà più parlare di contagio, la paura nell’imminente ci sarà sempre e qualche importante manifestazione sarà annullata o posticipata».