Al termine della sfida d'esordio nel girone G di Serie D vinta dalla Paganese per due reti a una contro l'Unipomezia, l'allenatore degli azzurrostellati Raffaele Novelli ha analizzato in conferenza stampa la prestazione dei suoi uomini e le polemiche legate al grande caldo estivo.

«Sotto l'aspetto dell'interpretazione della gara la squadra si è espressa bene nelle due fasi di gioco. È logico che con questo caldo mantenere quell'intensità per novantasei o novantasette minuti è molto più dura, ma ci dobbiamo arrivare. Sappiamo benissimo all'interno che quando iniziamo ad avere quelle idee ci permette di arrivare dentro con più uomini e di finalizzare. A volte, quando facciamo qualcosa d'istinto o che non va fatto, ci andiamo a complicare alcune situazioni, però siamo all'inizio della prima giornata di campionato e ci vuole un tempo di crescita».

«Abbiamo incontrato un ottimo avversario, una squadra che va uomo contro uomo e, se non muovi la palla velocemente come abbiamo fatto nella prima parte, non ti fa giocare. Siamo stati bravi ad attaccare degli spazi importanti e ad andare a gol, però sappiamo pure benissimo che le numerose occasioni da gol vanno concretizzate, perché poi possiamo prendere gol e complicarci le cose fino alla fine. Per quanto riguarda chi è subentrato, per me ha fatto bene, D'Incoronato ha attaccato la profondità con intensità mentre Lagzir deve piano piano trovare una condizione migliore. Abbiamo un giocatore determinante per caratteristiche come Bonfiglio, stiamo aspettando che la sua condizione possa essere migliore perché ha avuto un infortunio ed è saltato il ritiro».

«Non trovo che abbiamo avuto particolari difficoltà, casomai qualcosa nel finalizzare perché abbiamo avuto quattro o cinque palle gol nette e siamo arrivati tre contro uno o due volte davanti al portiere. Mantenere l'attenzione, la concentrazione, l'intensità e la fase di non possesso richiede tempo. Ci sono momenti in cui vieni da lunghe corse e non sei in condizione di alzarti ad aggredire, facciamo le mezze situazioni dove concediamo qualche spazio in più, ma è un fattore di crescita ed è meglio che tutte le cose si evidenzino adesso per poterle correggere. L'unica strada che conosco è il rettangolo di gioco: lavorare di più per creare le condizioni di andare dentro e fare gol».

«Quando non siamo più ordinati e la testa stacca, viene l'istinto e per noi l'istinto diventa una difficoltà. Sulla questione del sottovalutare gli avversari non sono d'accordo: non è stata una questione di presunzione, ma quando arrivi più volte e hai occasioni da gol ti viene inconsciamente un po' di sconforto se non raddoppi o non chiudi la gara. Però dobbiamo capire che la strada è continuare a non arrendersi, non abbattersi mentalmente e lavorare per fare il terzo gol».

«Per me si deve giocare di sera, non deve essere una giustificazione per noi perché il caldo c'è pure per l'avversario, ma è a tutela della salute. Se a livello nazionale sono stati fatti dei comunicati che per alcune fasce di lavoro non si deve lavorare oltre le due per la salute, immaginate chi è esposto a uno sforzo continuo a queste temperature. Bisogna giocare di sera in tutte le categorie, la prevenzione deve essere questa: non bisogna aspettare che si accascia qualcuno per il caldo prima di prendere provvedimenti».

«Il mercato e i rinforzi dobbiamo dimostrarli col tempo, la continuità ci dirà se siamo sulla strada giusta e se le caratteristiche scelte dal direttore sono quelle giuste. Fare i cent'anni a Pagani deve essere un orgoglio per tutti noi. Festeggiare una storia di tutte le persone che ci hanno preceduto, presidenti che ci hanno rimesso aziende e famiglie per portare avanti questo patrimonio calcistico, calciatori e giornalisti. Noi che raccogliamo questo percorso non possiamo essere mai stanchi, senza fame o senza ambizione, perché dobbiamo custodire e difendere questa storia provando a essere uomini e calciatori seri».

«Siamo partiti dall'idea di continuare il più possibile col blocco precedente per una questione di crescita e di conoscenza reciproca con la società. Siamo andati poi a scegliere sulla caratteristica e sul lato umano, prendendo qualcuno che portasse più esperienza e qualche giovane con una gamba diversa. Una cosa è chiara: non c'è nessuno dentro di noi che da solo può cambiare la partita, è un contesto che deve girare l'uno in funzione dell'altro. Se siamo bravi a capirlo nelle due fasi di gioco, riduciamo piano piano tutte le difficoltà».

Sezione: Serie D / Data: Lun 07 settembre 2026 alle 08:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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