La marcia trionfale della Reggina non conosce ostacoli, nemmeno sotto la pioggia battente che ha reso ai limiti della praticabilità il terreno di gioco della Gelbison.

In un contesto ambientale difficile, gli amaranto hanno saputo soffrire, lottare e infine colpire, centrando la nona vittoria consecutiva al termine di una sfida equilibrata, decisa soltanto nelle battute finali da un episodio chiave. Un successo pesante che conferma la solidità mentale e la maturità raggiunta dal gruppo, capace di gestire i momenti di stallo e di piazzare la zampata decisiva proprio quando il pareggio sembrava l'esito più naturale del confronto.

L'avvio di gara è stato fortemente influenzato dalle condizioni meteorologiche e dalla prudenza tattica dei due schieramenti. Sul prato pesante, sia la Gelbison che la Reggina hanno preferito evitare rischi inutili, dando vita a una prima fase di studio molto contratta. I padroni di casa hanno cercato di rompere l'impasse per primi con una conclusione di Kosovan terminata sul fondo, mentre gli ospiti rispondevano affidandosi alla fisicità di Fofana, pericoloso con un colpo di testa sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina che però non ha centrato lo specchio della porta.

Con il passare dei minuti, il match ha iniziato a offrire qualche sussulto in più, nonostante la difficoltà nel costruire trame di gioco fluide. Intorno alla mezz'ora, è salito in cattedra Lagonigro, autore di un intervento prodigioso che ha negato la gioia del gol a Fernandez, presentatosi in posizione molto favorevole. La pressione cilentana è proseguita pochi istanti dopo, quando è stato necessario un sacrificio difensivo di Adejo per murare una conclusione a botta sicura di Liurni. La difesa calabrese è riuscita così a traghettare il risultato sullo 0-0 fino al duplice fischio del direttore di gara.

Nella ripresa, la Gelbison è tornata in campo con un piglio più aggressivo, costringendo ancora una volta Lagonigro agli straordinari su una punizione insidiosa calciata da Kosovan. La panchina amaranto ha allora cercato di cambiare l'inerzia della sfida inserendo forze fresche: gli ingressi di Macrì e Sartore al posto di Laaribi e Palumbo hanno permesso alla squadra di alzare il baricentro e guadagnare metri preziosi. Proprio da un'iniziativa di Sartore sulla corsia mancina è nata una delle occasioni più nitide per la Reggina, con Ferraro che ha sfiorato il vantaggio grazie a una girata aerea sventata con affanno dalla retroguardia locale.

L'ingresso di Guida ha dato ulteriore brio alla manovra offensiva calabrese, sebbene l'ultimo passaggio sia mancato in un paio di circostanze potenzialmente letali. Quando la sfida sembrava ormai destinata a chiudersi a reti bianche, l'episodio che ha cambiato la storia del match è arrivato al 42' del secondo tempo: un tocco di mano di Scognamiglio all'interno dell'area di rigore ha indotto l'arbitro Costa a indicare il dischetto. Dagli undici metri si è presentato il capitano Barillà che, con freddezza glaciale, ha trasformato la massima punizione regalando ai suoi tre punti d'oro e il nono sigillo di una striscia positiva entusiasmante.

Gelbison-Reggina 0-1 Marcatore: 44’ st Barillà (rigore). Gelbison: Corriere, Semeraro, Viscomi, Urquiza, Scognamiglio, Fernandez (16’ st Coscia), De Martino, Chironi (14’ st Uliano), Kosovan, Ferreira (22’ st Castro), Liurni (30’ st Russo). A disp.: Sakho, De Feo, Uliano, Cascio, Pellino, Delmiglio. All. Massimo Agovino.

Reggina: Lagonigro, Giuliodori, Adejo, D. Girasole, Distratto, Fofana, Laaribi (15’ Macrì), Edera (41’ st Barillà), Mungo (49’ st R. Girasole), Palumbo (15’ st Sartore), Ferraro (27’ st Guida). A disp.: Summa, Lanzillotta, Salandria, Chirico. All. Salvatore Sorci (Alfio Torrisi squalificato).

Arbitro: Costa di Busto Arsizio (Tangaro di Molfetta e Palermo di Bari).

Note: sono stati ammoniti: Semeraro, Edera, Kosovan, Giuliodori, Distratto, Macrì, Scognamilio. Recupero: 2’ e 6’.

Sezione: Serie D / Data: Dom 25 gennaio 2026 alle 18:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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