Una presa di posizione netta e senza mezzi termini quella del Savoia, attraverso le parole del presidente del CHR Nazario Matachione, che in una lettera aperta indirizzata alla cittadinanza e ai tifosi ha sollevato pesanti interrogativi sulla gestione amministrativa dello stadio cittadino, in particolare riguardo alla questione del punto ristoro.

La vicenda, che il presidente tiene a sottolineare non essere "soltanto una vicenda sportiva" ma "una questione che riguarda il rispetto dovuto alla nostra città", ruota attorno alla mancata autorizzazione per l'apertura di un servizio di ristorazione all'interno dell'impianto sportivo, una situazione che sta penalizzando direttamente gli spettatori.

Al centro delle contestazioni mosse da Matachione c'è un fatto preciso: secondo quanto rivelato dal presidente, l'amministrazione comunale avrebbe già deciso il 10 luglio 2025 di non consentire l'apertura del punto ristoro, ma avrebbe scelto di comunicare formalmente il diniego solo a stagione iniziata e con lo stadio già in funzione. Una tempistica che il numero uno biancoscudato definisce strategica e tutt'altro che casuale.

La questione principale sollevata nella lettera riguarda però l'assenza di un bando pubblico per l'assegnazione del servizio. Matachione si chiede apertamente perché, se la decisione era stata già presa a luglio, l'amministrazione non abbia contestualmente indetto una procedura di gara pubblica. "Se l'Amministrazione avesse agito in buona fede, il bando lo avrebbe fatto subito", scrive il presidente, aggiungendo: "Non lo ha fatto. Ha taciuto. Ha rinviato. Ha aspettato".

Secondo la ricostruzione fornita, questa attesa avrebbe avuto uno scopo preciso: far sì che la città si trovasse senza alternative prima di comunicare il diniego, rendendo così più difficile qualsiasi forma di opposizione o contestazione.

Nella sua lettera, Matachione non risparmia interrogativi diretti e provocatori. "A questo punto la domanda è inevitabile, perché questo bando non si fa? C'è forse qualche interesse nel non farlo? Oppure si evita il bando perché si sa già chi avrebbe i requisiti per partecipare e vincerlo? O si spera che, a forza di dire no e trascinare le cose, qualcuno si stanchi e se ne vada?", sono i quesiti posti dal presidente.

La soluzione proposta è chiara e netta: l'indizione immediata di un bando pubblico, quello stesso che secondo Matachione avrebbe dovuto essere pubblicato a luglio o quantomeno nel momento in cui è stata presa la decisione di negare il servizio. "Un'Amministrazione che non ha nulla da temere non rinvia i bandi, li indice", è la sfida lanciata dal numero uno del Savoia.

Particolarmente duro anche il passaggio dedicato al primo cittadino di Torre Annunziata. Matachione si interroga pubblicamente sul ruolo del sindaco in questa vicenda, chiedendosi se sia consapevole che il suo incarico "comporta il dovere di dare indirizzi politici chiari, soprattutto quando una scelta amministrativa penalizza un'intera città".

Il presidente si domanda se il sindaco abbia deciso di "lasciare tutto nelle mani dei dirigenti, rinunciando di fatto a esercitare la guida politica di Torre Annunziata", arrivando a una conclusione provocatoria: in assenza di una visione politica chiara e di fronte a una gestione amministrativa che procede "solo a colpi di 'no' detti al momento opportuno", secondo Matachione "forse i commissari sarebbero stati almeno più chiari nel dire che non c'è una direzione".

Al di là delle questioni politiche e amministrative, il presidente del Savoia pone l'accento sulle ripercussioni concrete che questa situazione sta avendo sulla popolazione. "Famiglie, anziani, bambini che vanno allo stadio e non possono nemmeno acquistare una bottiglia d'acqua, una bibita, una busta di patatine", descrive Matachione, sottolineando come il risultato finale di questa gestione sia tangibile e quotidiano.

La città, secondo il presidente, si ritrova con "uno stadio senza servizi, una stagione sportiva penalizzata e cittadini che pagano il prezzo di scelte prese lontano dalla loro quotidianità". Una situazione che Matachione definisce esplicitamente "non una vittoria per Torre Annunziata" ma "una sconfitta per la città", anticipando possibili narrazioni di segno opposto da parte dell'amministrazione.

Nella parte conclusiva della lettera, il presidente del Savoia annuncia che la società non intende fermarsi. "Noi non ci tireremo indietro", dichiara Matachione, precisando che la battaglia si combatterà "anche fuori" dal campo, "nelle sedi istituzionali, nelle aule di giustizia, nel confronto pubblico".

Il numero uno biancoscudato chiarisce le motivazioni di questa presa di posizione: "Non lo facciamo per interesse personale. Lo facciamo per dignità, per rispetto, per amore verso questa città". Una battaglia che Matachione promette di condurre "senza paura, senza stancarci, senza arretrare", con lo stesso spirito con cui la squadra scende in campo ogni domenica.

Il messaggio si conclude con un appello ai tifosi e alla cittadinanza, invitati a presentarsi allo stadio per la prossima partita. "Vi aspetto domani tutti allo stadio, senza bar, ma con lo spirito giusto per dimostrare che Torre Annunziata non si ferma, non arretra e non si piega", scrive Matachione, chiudendo con il doppio grido di battaglia: "Avanti Torre Annunziata! Avanti Savoia!".

La vicenda si inserisce in un contesto di rapporti evidentemente tesi tra la società sportiva e l'amministrazione comunale, con il presidente che ha scelto di rendere pubblica la questione assumendosene, come lui stesso dichiara, "ogni responsabilità" a titolo personale oltre che come rappresentante del club.

Resta da vedere se e come l'amministrazione comunale risponderà a questa lettera aperta e alle pesanti accuse in essa contenute, in particolare quelle relative alla gestione temporale della vicenda e alla mancata indizione di un bando pubblico per l'assegnazione del servizio di ristorazione.

Sezione: Serie D / Data: Sab 24 gennaio 2026 alle 21:45
Autore: Francesco Vigliotti
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