Siamo giunti alla 20ª giornata, ben oltre il giro di boa di questo avvincente Girone F di serie D. Con quattordici turni ancora da disputare, la classifica inizia a delineare gerarchie precise, ma è sufficiente un singolo episodio per ribaltare gli equilibri psicologici della stagione. Il turno appena concluso ci consegna un messaggio chiaro: l'Ostiamare vuole la Serie C senza passare per la lotteria dei play-off, mentre alle sue spalle la lotta si fa serrata. In coda, ogni punto pesa come un macigno.

L'immagine copertina della domenica è senza dubbio la prova di forza dell'Ostiamare. La capolista non si limita a vincere, ma demolisce il San Marino con un perentorio 5-0 che non ammette repliche. Una macchina da guerra che chiude la pratica già nel primo tempo: apre Donsah, seguono Cardella, Ceccarelli e Felici, prima del sigillo finale di Gueye. Con questa "manita", i lidensi volano a 48 punti, confermando un momento di forma strepitoso (reduce dalla vittoria esterna di Macerata) e lanciando un segnale inequivocabile alle inseguitrici: per il primo posto bisognerà fare i conti con una squadra che oggi sembra non avere punti deboli.

Dietro la capolista, la bagarre per il secondo posto si accende. L'Ancona ne approfitta e completa l'aggancio a quota 45 punti. I dorici superano l'Atletico Ascoli per 2-1 in un match vibrante: l'uno-due firmato Gerbaudo e Zini nel primo tempo mette la gara in discesa, rendendo vano il gol della speranza di Muro nel finale. È la terza vittoria consecutiva per i biancorossi, che sembrano aver trovato la continuità necessaria per tallonare la vetta.

Frena, invece, il Teramo. Al "Bonolis" finisce 1-1 contro un coriaceo Giulianova: al vantaggio locale di Sereni risponde Martiniello su rigore a dieci minuti dal termine. Un mezzo passo falso per il Diavolo, che vede scappare l'Ostiamare a +3 e si vede raggiunto dai cugini anconetani.
Chi esce ridimensionato da questo turno è L'Aquila. Il pareggio a reti bianche contro il fanalino di coda Castelfidardo (fermo a 9 punti e con un piede in Eccellenza) ha il sapore amaro della sconfitta. I rossoblù restano quarti a 39 punti, ma il divario dalla vetta (-9) inizia a farsi preoccupante per le ambizioni di promozione diretta.

Nella zona nobile, spicca il blitz della Vigor Senigallia a Sora. Un 2-1 firmato dal solito De Feo (in gol anche la scorsa settimana contro l'Unipomezia) e da una sfortunata autorete di Filì, che pure aveva illuso i laziali col gol del momentaneo pareggio. La Vigor aggancia l'Atletico Ascoli a 33 punti, rientrando prepotentemente in zona play-off.

Sorpresa negativa per il Notaresco, che cade in casa contro l'Unipomezia. La doppietta di uno scatenato D'Alessandris regala ai laziali tre punti d'oro per la salvezza e lascia gli abruzzesi fermi a 34 punti, perdendo l'occasione di accorciare sul quartetto di testa.

Se in vetta si corre, in coda si lotta col coltello tra i denti. La zona play-out e retrocessione è una vera polveriera, con ben 6 squadre racchiuse in 6 punti (dai 25 del Giulianova ai 19 del terzetto Termoli-Recanatese-San Marino).

Il colpo grosso di giornata è della Recanatese, che espugna Termoli nel modo più crudele e dolce possibile: un'autorete di Maggioli Clementi al 51' del secondo tempo, ben oltre il recupero. Una vittoria che vale doppio in uno scontro diretto, portando i leopardiani a 19 punti e agganciando proprio i molisani e il San Marino.
Risorge l'Inter SM Sammaurese, che travolge per 3-0 un Chieti in caduta libera (terza sconfitta di fila). Le reti di Valentini, Varriale e Nisi riaccendono una fiammella di speranza per i romagnoli, ora a -3 dalla zona play-out, mentre per i teatini (fermi a 16 punti) la situazione si fa drammatica: la zona retrocessione diretta è ora distante solo 3 lunghezze.
Pari senza emozioni tra Fossombrone e Maceratese (0-0), un risultato che muove la classifica ma non risolve i problemi di continuità di entrambe.

Con 14 giornate al termine, l'Ostiamare ha piazzato un allungo che potrebbe rivelarsi decisivo se gestito con maturità. Tuttavia, Ancona e Teramo sono vivi e pronti ad approfittare di ogni minimo sbandamento. In coda, prepariamoci a un finale di stagione al cardiopalma: dal Giulianova in giù, nessuno può dirsi al sicuro e la crisi nera del Chieti rischia di ridisegnare gli equilibri della lotta per non retrocedere. La strada per la Serie C (e per la salvezza) è ancora lunga e tortuosa.

Sezione: Serie D / Data: Mar 20 gennaio 2026 alle 11:30
Autore: Andrea Villa
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