Dimenticate la noia. Se c’è un campionato in Italia che in questo momento sta offrendo un concentrato di romanticismo, anomalie statistiche e puro spettacolo, quello è il Girone G di Serie D. Dopo dieci giornate, i numeri diramati dalla LND non sono solo fredde cifre su un foglio excel, ma raccontano storie di squadre bipolari, rimonte furiose e una capolista che ha un appuntamento con la storia.

Con 252 gol già messi a referto (quasi tre a partita), c'è materiale per tutti i palati. Ma andiamo con ordine, tuffandoci nelle pieghe più affascinanti di questo avvio di stagione.

In testa non c'è solo una squadra, c'è un destino. La Sarnese guarda tutti dall'alto dei suoi 23 punti (a +6 sulle seconde) e lo fa nell'anno più importante: quello del traguardo dei 100 anni di storia. La capolista è una macchina perfetta, specialmente tra le mura amiche, dove ha costruito un vero e proprio fortino: cinque partite, cinque vittorie.

Segna sempre, in ogni maledetta domenica, e l'unico neo in un percorso immacolato (il ko contro l'Aranova) è stato cancellato con un colpo di spugna immediato al turno successivo. Cento anni di attesa per vivere una stagione così: a Sarno è vietato nascondersi, la fuga è servita.

Se amate il brivido e lo spettacolo puro, dovete guardare il Monastir. I sardi sono la vera scheggia impazzita del girone, una sorta di "Zemanlandia" dove vige una sola regola: attaccare, sempre.

I numeri sono da capogiro: miglior attacco del girone (25 reti) e una media clamorosa di 4,4 gol totali a partita nei loro match. Il Monastir segna sempre, ma subisce sempre. Un divertimento per i tifosi neutrali, forse un po' meno per le coronarie del proprio allenatore, considerando che questa fragilità difensiva ha portato a una brusca frenata recente (un solo punto nelle ultime tre uscite). Eppure, i sardi restano aggrappati al secondo posto. Bellissimi, letali e vulnerabili.

Ma il premio per la squadra più indecifrabile – e statisticamente affascinante – del panorama nazionale va senza dubbio all'Afragolese. La formazione campana è un enigma vivente.

In dieci giornate, l'Afragolese è rimasta a secco di reti per ben sei volte, collezionando la miseria di quattro 0-0. Fin qui, sembrerebbe la descrizione di una squadra noiosa e in crisi. Sbagliato.

Perché quando l'Afragolese decide di vincere e si sblocca, non fa prigionieri: segna sempre quattro gol. Le loro tre vittorie stagionali sono arrivate con due 4-0 (Venafro e Atletico Lodigiani) e un 4-1 (Aranova). Niente mezze misure. O mantengono la porta inviolata blindando il pareggio a reti bianche, o dilagano con il pallottoliere. Un paradosso assoluto che li tiene, miracolosamente e meritatamente, a metà classifica.

Se la Sarnese fa corsa a sé, dietro è scoppiata un'anarchia meravigliosa: ci sono ben undici squadre racchiuse in un fazzoletto di 4 miseri punti, dal 2° al 12° posto. Una vera e propria tonnara calcistica dove basta una vittoria per sognare la Serie C e una sconfitta per guardarsi le spalle dai playout.

In questo calderone spiccano le resurrezioni quasi mistiche di Città di Anagni e Venafro. I laziali, fermi a zero punti dopo tre turni, hanno cambiato marcia sbranando il campionato e conquistando 14 punti nelle successive sette gare. Discorso simile per il Venafro, passato dalla depressione (1 punto in 5 gare) a una striscia di imbattibilità che dura da un mese.

Le note dolenti? L'Atletico Lodigiani, ancora a secco di vittorie e con la difesa più bucata del girone, e la crisi del Sassari Latte Dolce, che non esulta dai primi di ottobre.

Ma in un girone così pazzo e imprevedibile, dove un pomeriggio chiudi 0-0 e quello dopo vinci 4-0, la regola è una sola: mai dare niente per scontato. Il Girone G è appena iniziato, e ci sta già facendo divertire da impazzire.

Sezione: Serie D / Data: Gio 05 novembre 2026 alle 08:00
Autore: Cristo Ludovico Papa
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