C'è una linea sottile nel calcio che separa il dramma sportivo dalla fiaba. Nel Girone B dell'Eccellenza siciliana, questa linea è stata tracciata sul prato verde del derby siracusano tra Melilli e Augusta. Da una parte le macerie di un progetto tecnico nato con ambizioni faraoniche e schiantatosi contro la realtà; dall'altra l'entusiasmo sfrontato di una neopromossa trascinata da un ragazzino che, quando l'Italia vinceva il Mondiale in Germania o l'Inter faceva il Triplete, non era ancora nato.


Prima di arrivare alla luce, bisogna passare dal buio. Quello in cui è sprofondato il Melilli. Un 1-4 casalingo in un derby non è solo una sconfitta, è un terremoto. E le scosse di assestamento non si sono fatte attendere: via l'allenatore Bonfatto, esonerato a tempo di record negli spogliatoi, e addio clamoroso a Santo Privitera, l'"Uomo Eccellenza" che ha rescisso il contratto pochi giorni prima. Un disastro su tutta la linea per una squadra costruita per dominare e che ora si ritrova a dover rifondare tutto, senza guida e senza la sua stella.


Ma se il Melilli piange, l'Augusta ha trovato la sua miniera d'oro. La squadra megarese ha bissato il successo ottenuto contro l'Atletico Catania Viagrande, certificando l'uscita dalla crisi di inizio stagione. Ma a prendersi le copertine, ben oltre i confini del calcio provinciale, non può che essere lui: Matteo Santoro, classe 2010.

Fermatevi a riflettere su questa data. Sedici anni. A sedici anni giocare titolare in Eccellenza, in un derby teso e vitale, è roba per pochissimi. Segnare il gol del definitivo 4-1 al minuto 84, con la freddezza di un veterano, è roba da predestinati.


Chi segue il calcio giovanile siciliano, in realtà, il nome di Santoro l'aveva già appuntato sul taccuino. I numeri parlano chiaro: 25 gol in due anni nell'Under 15 dello Sport Club Palazzolo. Un'esplosione che gli è valsa la chiamata dell'Accademia Siracusa (poi Siracusa, in Serie C), dove si è fatto le ossa tra Under 15 Elite e Under 17 Nazionale.

Ma attenzione all'inganno dei numeri: Santoro ha segnato "solo" 5 reti nell'ultima parentesi aretusea perché il suo ruolo naturale è al centro del campo. Non è un centravanti di rapina, è un centrocampista puro. Di quelli moderni. Nel suo bagaglio tecnico rubano l'occhio il dribbling secco e una visione di gioco che mal si concilia con la sua carta d'identità.


L'Augusta lo aveva prelevato in estate per affidargli le chiavi dell'Under 17 Elite. Un piano durato pochissimo: troppo talento per confinarlo coi coetanei. La dirigenza e lo staff tecnico hanno avuto il coraggio (raro, in Italia) di buttarlo nella mischia tra i "grandi". Sessanta minuti di altissimo livello all'esordio contro l'Atletico Catania Viagrande avevano fatto alzare il sopracciglio agli addetti ai lavori. La prestazione monstre e il gol nel derby contro il Melilli sono la definitiva consacrazione.

Ora la palla passa a mister Pidatella. Il nuovo tecnico dell'Augusta si ritrova tra le mani un diamante grezzo. L'obiettivo? Proteggerlo dalle pressioni, certo, ma soprattutto lasciarlo brillare. Perché in un calcio dilettantistico spesso aggrappato a vecchie glorie sul viale del tramonto, la gioventù di Matteo Santoro è esattamente la boccata d'ossigeno di cui avevamo bisogno. Il 2010 ha lanciato la sua sfida: il calcio dei grandi è già casa sua.

Sezione: Calciomercato / Data: Gio 05 novembre 2026 alle 08:15
Autore: Cristo Ludovico Papa
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