Il Siracusa Calcio è retrocesso in Serie D al termine del campionato 2025-26 a causa di una gestione societaria inadeguata, che ha affrontato il professionismo della Serie C con mezzi e mentalità dilettantistici. La mancanza di solidità economica e il mancato rispetto delle scadenze federali hanno portato a penalizzazioni e deferimenti, destabilizzando la squadra. Senza il supporto della dirigenza e privo di rinforzi adeguati, il gruppo è andato incontro a una serie di sconfitte che hanno spento ogni speranza di salvezza, scatenando la contestazione della tifoseria.

Questo è stato il cammino del presidente Ricci tra i professionisti: deludente e fallimentare. Colpe che il presidente ha dovuto ammettere pubblicamente, vista l'evidenza dei fatti.

Si pronosticava un fallimento della società e il ritorno nei campionati di Promozione. C'era il forte timore di un crac finanziario, specchio dei fallimenti che si susseguono ormai da un quarto di secolo. Il presidente in tutto silenzio ha smosso professionisti del settore per far si che il Siracusa inizia quest’anno il campionato in Serie D, senza nessuna penalizzazione aggiunta ai meno sette punti dati dalla Lega lo scorso anno. È riuscito ad acquisire fiducia presso la Lega Dilettanti, iscrivere la squadra in Serie D,

Questi sono gli errori di Ricci nella gestione del campionato di Serie C. La società ha raggiunto un compromesso con i creditori entro tempi ragionevoli, presentando contestualmente tutte le garanzie fideiussorie necessarie per l’iscrizione e per partecipare al campionato di Serie D.

Il club ha dovuto rifondare tutto il settore tecnico ex novo, cambiando sia la rosa dei giocatori sia la guida tecnica. La squadra ha iniziato il percorso tra lo scetticismo di buona parte della tifoseria, compresi i sostenitori storici della “Curva Anna”. Questi ultimi, per protestare contro la società e chiedere un cambio al vertice, hanno deciso di non essere presenti nella mitica curva durante le partite casalinghe del Siracusa, continuando però a seguire la squadra in tutte le trasferte per puro amore della maglia azzurra.

Il Siracusa ha cominciato il campionato con problemi più psicologici — dovuti alla penalizzazione di sette punti — che fisici o tattici. Nelle prime cinque gare la squadra ha annullato lo svantaggio e ora si trova a più quattro in classifica, uscendo dalla griglia playout. Un cammino veramente brillante che, senza la penalizzazione, avrebbe portato il club al terzo posto.

Adesso il tecnico e la società stanno cercando di riavvicinare i tifosi alla squadra. È infatti lodevole l’impegno che mettono in ogni gara i giovani calciatori aretusei: un manipolo di ragazzi che, con l'innesto di qualche veterano, si trova a giocare insieme per la prima volta in questo campionato. Il loro obiettivo è far dimenticare, senza averne alcuna colpa, la disastrosa stagione dello scorso anno.

Il presidente Ricci ha ammesso pubblicamente le proprie colpe e ha cercato di rimediare: in primo luogo sanando il grave passivo economico con creditori, Lega e stipendi, e in secondo luogo ampliando le spese per l’arrivo di alcuni giocatori utili ad alzare il tasso tecnico della squadra. L’unico neo nel rapporto con la tifoseria resta l’assenza forzata della “Curva Anna”, legata a una gestione passata che ha danneggiato oltre il dovuto il blasone azzurro nel panorama calcistico italiano. Comunque, tutto fa supporre che la “Curva Anna” possa riavvicinarsi alla squadra nelle partite in casa, sempre per amore della maglia azzurra.

Sezione: Serie D / Data: Sab 03 ottobre 2026 alle 10:00
Autore: Pippo Franzò
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