Nuovo durissimo affondo a mezzo social da parte del massimo dirigente del Trapani, Valerio Antonini, il quale ha annunciato la prossima convocazione di un incontro con i media per rendere noti gli esiti di alcune verifiche condotte in autonomia. Il patron della società granata ha sostenuto di aver portato alla luce una serie di relazioni tra la realtà locale e la capitale, anticipando l'intenzione di trasmettere nei prossimi giorni l'intero dossier agli uffici giudiziari del capoluogo siciliano.

Nell’aprire il suo intervento, il presidente del Trapani Valerio Antonini ha preannunciato imminenti novità: «Ho intenzione di tenere una conferenza stampa a breve. Rivelerò molte delle informazioni che abbiamo trovato con le nostre indagini parallele e che consegneremo alla Procura di Palermo in questi giorni».

Il numero uno del club ha poi rincarato la dose, sostenendo l'esistenza di una precisa strategia ai propri danni: «Prove clamorose di un filo comune tra Trapani e Roma, un complotto ordito per eliminare il personaggio scomodo. Organizzato a tavolino. Prove di legami, presenze nelle udienze di personaggi che inquietano, allarmano, inquinano sentenze e verità. Persone a me vicine che servivano come spie».

Proseguendo nella sua esternazione, il patron del Trapani Valerio Antonini ha sollevato pesanti interrogativi sulla gestione delle procedure amministrative: «Perché se erano così sicuri di avere ragione, avevano necessità di fare tutte le porcate che hanno fatto? Perché avevano necessità di manipolare documenti, spingere funzionari della Agenzia delle Entrate a falsificare e poi spostarli di sede tra Catania e Castelvetrano? Perché infiltrare nelle sedute contro il Comune di Trapani elementi della Procura sportiva? Sì, avete capito bene».

Un ampio passaggio del suo sfogo ha riguardato direttamente le vicende societarie della Trapani Shark e la giustizia sportiva, contestando i provvedimenti disciplinari comminati al club cestistico: «Perché non dare come CONI per cinque mesi le motivazioni con cui avevano avuto l’ardire di ritenere che le sentenze della FIP fossero regolari quando palesemente fasulle e basate su un regolamento neanche approvato dal CONI?».

Il presidente del Trapani Valerio Antonini si è poi soffermato sulla controversa gara disputata contro Trento, mettendo in discussione la ricostruzione ufficiale del match: «Perché far ritenere che la partita contro Trento non si sia come mai giocata per poter avere la scusa di escludere la squadra dal campionato, nonostante i giocatori testimoniassero il contrario anche se pressati per far dire che la società li voleva far commettere falli? E far emettere la sentenza al Giudice Sportivo, che non ne aveva i poteri, con una PEC modificata ad arte del responsabile di gara due giorni dopo la partita?».

Nel mirino del patron granata Valerio Antonini è finita anche la recente udienza svoltasi davanti ai giudici amministrativi: «Il TAR ieri, che si sarebbe dovuto occupare di quanto indicato dal Consiglio di Stato in merito ai regolamenti della FIP, scandalosi, su cui riqualificare le nostre vergognose penalizzazioni, lascia tredici minuti ai miei legali per non fargli dire praticamente nulla».

Le battute finali del messaggio del presidente del Trapani Valerio Antonini evidenziano la fortissima tensione accumulata e la determinazione nel proseguire la battaglia: «Potrei continuare 24 ore, ma sono stanco di questo schifo. Di questa porcheria. Stavolta sono arrabbiato. Non deluso. Ma davvero incazzato. Siamo arrivati a ricostruire tutto ed è il momento che proviamo a scoperchiare. So che proveranno a silenziarmi in ogni modo, ma ho preso le precauzioni del caso».

In conclusione, il numero uno del Trapani Valerio Antonini ha chiarito le finalità ultime della sua iniziativa, scagliandosi contro il sistema generale: «Per me non è più sapere se e quando rigiocherà mai la Trapani Shark o se al Trapani Calcio verranno restituiti i suoi meriti acquisiti sul campo, ma ridare dignità ed i valori per cui lo sport nasce e si alimenta ogni giorno, ossia divertimento, passione, coesione di valori. Ho sempre sentito dire che lo sport italiano professionistico era inquinato e malato, ma non avrei mai pensato di investire in un mondo dove regna corruzione di tale magnitudo».

Sezione: Serie D / Data: Gio 08 ottobre 2026 alle 16:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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