La maledizione continua. L'Italia saluta anche i Mondiali 2026 e lo fa nel modo più doloroso: eliminata ai calci di rigore dalla Bosnia ed Erzegovina, nazionale posizionata al 66° posto nel ranking FIFA. La data del 31 marzo 2026 si aggiunge così all'elenco delle notti più buie del calcio italiano, che non partecipa a una fase finale del campionato del mondo dal lontano 24 giugno 2014, ben 4298 giorni fa.
La gestione tecnica affidata a Gennaro Gattuso non ha prodotto i risultati sperati. Per la quarta volta l'Italia manca l'appuntamento con il Mondiale, la terza di fila dopo le esclusioni del 2018 e del 2022. Un calvario iniziato nel 2017 con il gol di Johansson che condannò gli Azzurri contro la Svezia ai tempi di Giampiero Ventura in panchina, proseguito nel 2022 quando, da campioni d'Europa in carica, il destro di Trajkovski impedì la qualificazione al Qatar nella gara persa contro la Macedonia del Nord a Palermo.
La partita di Zenica ha visto l'Italia schierarsi con la stessa formazione utilizzata nell'incontro precedente di giovedì sera. Gli Azzurri hanno affrontato una Bosnia più aggressiva e tecnica rispetto all'Irlanda del Nord, con centrocampisti ed esterni capaci di creare difficoltà attraverso il palleggio.
Il vantaggio italiano è arrivato dopo appena un quarto d'ora di gioco grazie a un grave errore del portiere bosniaco Vasilj, che ha servito il pallone direttamente a Barella. Il centrocampista ha poi fornito l'assist per Kean, autore della rete che ha sbloccato il match. L'attaccante della Fiorentina, dal limite dell'area, ha siglato il suo sesto gol nel ciclo Gattuso con una conclusione di prima intenzione che non ha lasciato scampo al portiere avversario.
Il vantaggio, però, non ha indirizzato la partita come si poteva immaginare. L'Italia ha abbassato il ritmo e la Bosnia, guidata da Barbarez, ha reagito con personalità. I padroni di casa hanno gradualmente aumentato la pressione, rendendosi sempre più pericolosi. Gli esterni bosniaci, particolarmente tecnici, hanno creato numerose occasioni attraverso cross insidiosi. Demirovic e Memic hanno sfiorato il pareggio prima dell'intervallo.
Il primo tempo si è concluso con un episodio decisivo: al 42° minuto Bastoni è stato espulso per un fallo da ultimo uomo evitabile, costringendo gli Azzurri ad affrontare l'intera ripresa in inferiorità numerica.
Per la seconda frazione, Gattuso ha operato modifiche tattiche inserendo Gatti al posto di Retegui e Palestra per Politano, schierando la squadra con un modulo 3-5-1 orientato alla fase difensiva e alle ripartenze. Dall'altra parte, Barbarez ha risposto con gli ingressi di Tahirovic e Alajbegovic, caricando i suoi uomini per l'assalto finale.
La Bosnia ha dominato il secondo tempo, assediando l'area azzurra fin dai primi minuti. L'Italia ha gestito male tre importanti contropiedi, con Kean che ha sprecato l'occasione per chiudere definitivamente la partita sul potenziale 0-2. La pressione bosniaca è stata continua e al 79° minuto, dopo alcune parate decisive di Donnarumma, è arrivato il meritato pareggio siglato da Haris Tabakovic, che ha portato la sfida ai tempi supplementari.
Nei trenta minuti aggiuntivi, l'episodio più controverso è stato il mancato secondo cartellino giallo a Muharemovic per un fallo da ultimo uomo su Palestra. L'episodio ha ulteriormente innalzato la tensione in vista della lotteria dei rigori.
Dagli undici metri, gli errori di Esposito e Cristante si sono rivelati fatali. I calciatori bosniaci, invece, sono stati impeccabili, replicando quanto fatto contro il Galles ed eliminando anche l'Italia dalla competizione.
L'ultima volta che la Nazionale italiana ha disputato una partita nella fase finale di un Mondiale risale al 24 giugno 2014 in Brasile, quando gli Azzurri furono eliminati nel girone da Uruguay e Costa Rica. In quell'occasione, a segnare la rete decisiva fu Godin, mentre rimase nella memoria l'episodio del morso di Suarez. Quella rassegna, considerata tra le peggiori per l'Italia, oggi appare quasi un ricordo nostalgico: almeno la squadra aveva ottenuto la qualificazione.
Nonostante l'ampliamento del torneo a 48 squadre previsto per le prossime edizioni, gli Azzurri non sono riusciti a staccare il pass per la manifestazione. Il percorso di ricostruzione intrapreso dopo gli insuccessi precedenti non ha ancora prodotto i frutti sperati, lasciando il calcio italiano in una crisi profonda che perdura da quasi un decennio.
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