Il mondo del calcio italiano piange la scomparsa di una vera e propria leggenda. Nelle ultime ore si è diffusa la triste notizia della morte di Giuseppe "Beppe" Savoldi, storico centravanti e volto iconico del nostro pallone negli anni Settanta. Si è spento a Bergamo all'età di 79 anni, al termine di una lunga malattia affrontata circondato dall'affetto dei propri cari.
Ad annunciare la dolorosa perdita è stato il figlio Gianluca, anch'egli ex calciatore professionista e oggi allenatore, attraverso un commovente messaggio pubblicato sui social: "Se ne è andato in altra dimensione il nostro grande Beppe. I suoi luoghi, la sua casa e i suoi affetti lo hanno accompagnato fino all'ultimo momento lasciandoci custodi dei valori e dell'amore che hanno sempre costituito la cifra del suo percorso terreno". Nel post, la famiglia ha tenuto a ringraziare i medici e gli infermieri dell'ospedale Papa Giovanni XXIII e dell'Istituto Beato Palazzolo di Bergamo per l'assistenza e le cure prestate all'ex campione tra le sue amate mura domestiche.
Il mito di "Mister due miliardi"
Nato a Gorlago (Bergamo) il 21 gennaio 1947, Savoldi ha mosso i primi passi nell'Atalanta prima di affermarsi definitivamente nel grande calcio con la maglia del Bologna, squadra di cui è diventato un vero e proprio baluardo. Ma è nell'estate del 1975 che il suo nome entra prepotentemente non solo nella storia dello sport, ma anche nel costume italiano. Il presidente del Napoli, Corrado Ferlaino, pur di portarlo all'ombra del Vesuvio, mise sul piatto una cifra faraonica e mai vista prima di allora nel calciomercato: un miliardo e quattrocento milioni di lire in contanti, più i cartellini di Sergio Clerici e la comproprietà di Rosario Rampanti (valutati per i restanti 600 milioni). Un'operazione record che fece enorme scalpore e gli valse il celeberrimo e imperituro soprannome di "Mister due miliardi".
I numeri di un bomber di razza
Attaccante puro, formidabile nel gioco aereo e implacabile negli ultimi sedici metri, Savoldi ha segnato un'epoca. I suoi numeri parlano da soli: 168 reti in 405 presenze in Serie A, uno score che lo mantiene tuttora nella parte alta della classifica dei marcatori più prolifici di tutti i tempi del nostro massimo campionato. Nel suo prestigioso palmarès brillano tre Coppe Italia (due sollevate con il Bologna nel 1970 e nel 1974, e una con il Napoli nel 1976) e un titolo di capocannoniere della Serie A vinto nella stagione 1972/1973. Con la maglia della Nazionale italiana ha invece collezionato 4 presenze impreziosite da una rete.
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