Javier Pastore choc: ha un'anca in ceramica. «Non so se tornerò mai più a giocare»

21.03.2024 21:45 di Davide Guardabascio   vedi letture
Javier Pastore choc: ha un'anca in ceramica. «Non so se tornerò mai più a giocare»

Javier Pastore, ex talento di Palermo, PSG e Roma, si racconta in una lunga e toccante intervista a "La Nacion", svelando il calvario di infortuni che ha costellato la sua carriera e l'incertezza che avvolge il suo futuro.

Un dolore lancinante e costante: "Ho sofferto in campo e ho sofferto anche dopo: non potevo nemmeno giocare con i miei figli", racconta Pastore, descrivendo la sofferenza quotidiana causata da un problema all'anca che lo tormenta da anni. "Sedersi, chinarsi, salire in macchina, faceva sempre male. Era una sofferenza quotidiana. La mia testa mi diceva ‘basta, per favore…' Non volevo più soffrire".

Tentativi di ripresa e la delusione: "Niente, non avevo i risultati sperati", spiega Pastore riferendosi alle numerose terapie e cure innovative a cui si è sottoposto nel tentativo di risolvere il problema. "Sì, mi hanno migliorato così ho potuto allenarmi e giocare, ma non hanno mai migliorato veramente la qualità della mia vita".

L'addio al calcio, quasi una necessità: "La mia testa ha detto basta", afferma con rammarico l'ex giocatore, che a causa del dolore persistente ha dovuto mettere da parte il suo sogno di giocare a calcio. "Alcuni dei chirurghi che ho consultato mi hanno detto che avrei potuto giocare con la protesi in un club meno esigente, altri mi hanno detto di no".

Un'operazione rivoluzionaria e la speranza di un futuro migliore: "Femore e acetabolo in ceramica", descrive Pastore l'intervento chirurgico a cui si è sottoposto di recente. "Il tutto incapsulato a pressione, senza viti né colla, e questo velocizza i tempi di recupero. Sono stato operato martedì e mercoledì stavo camminando. E senza dolore".

Un futuro incerto, tra presente e possibili scenari: "La mia testa oggi non pensa a giocare di nuovo a calcio, voglio solo recuperare e stare molto bene", confessa Pastore, senza però chiudere del tutto le porte al calcio. "E se mi sento bene a correre, forse avrò voglia di correre di nuovo. E solo allora lo prenderei in considerazione. Perché, è vero, non vorrei finire la mia carriera in questo modo. Se non sento dolore, penso che mi verrà la voglia di giocare ancora un po'".

Nuove sfide all'orizzonte: "A maggio inizierò un corso sulla gestione del club, mi piace di più il ruolo di direttore sportivo", rivela Pastore, che non esclude di intraprendere nuove strade nel mondo del calcio. "Magari, più avanti, non escludo di fare il corso per allenatori perché magari tra 10 anni, con i figli cresciuti, mi verrà voglia di fare l'allenatore".

La storia di Javier Pastore è una storia di sofferenza e speranza, di talento e resilienza. Un uomo che ha lottato contro il dolore e che ora, con la forza e la tenacia che lo contraddistinguono, guarda al futuro con fiducia e la speranza di tornare a calcare il green, in un ruolo da protagonista o da dietro le quinte, non importa. Ciò che conta è la passione per il calcio che arde ancora nel suo cuore.